Dei blog che seguo e cose varie part. 2 Incontro “multisocialtasking” con Chrysàlide, gli interrogativi che nessuno ti pone.

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Facciamo che questa sia la prima di una serie di dialoghi con amici artisti, scrittori e/o attori ballerini, stilisti e poeti.

Mi piace l’intervista come forma comunicativa, mi entusiasma, mi incuriosisce (vabbè, cosa non mi incuriosisce!). Credo che ci sia molto di più nei silenzi tra una domanda e l’altra che nelle repliche alle stesse.

Volentieri, però, i quesiti di questi  “colloqui” sono proprio narcotiche flebo e, in linea di massima, non interessa a nessuno conoscerne davvero i responsi, perdendosi tutti alla seconda battuta. Senza aver nemmeno colto il chi, dove, come, quando e perché.

E siccome la prima Vittima Sacrificale, il primo Agnello Immolato (simbolicamente oh, sono a favore degli agnelli, io) al Giardino Pensile chiamato Nea è anche una giornalista, le darò quel che si merita:

Chi: Maria Ilenia Crifò Ceraolo ( per me Mc2)

Dove: di fronte a due monitor, provincia di Messina, ognuna a casa sua (l’evoluzione dei rapporti umani)

Come: piattaforma multisocial  appositamente brevettata “Sky-ap” (skype+whatsapp:  domande messaggio vocale di Whatsapp e risposte messaggio scritto su Skype)

Quando:  Mercoledì 9 settembre 2015

Perché: perché? Non so il perché; sono solo fatti miei

Ho posto molta cura nella scelta delle cose da farmi raccontare, senza tradire uno spirito divertente, irriverente, grottesco e accorto. Mmm su quest’ultima sono in dubbio.

Troverete C.N. per indicare me e  Mc2 per indicare lei.

C.N. – Mc2, giornalista per  Gioiosa Today, quotidiano on line di informazione locale, insegnante di letteratura alla scuola media di San Giorgio. Blogger e scrittrice per passione, all’inizio di questo amore per la scrittura ti sei affacciata a Facebook, dal quale successivamente, per incompatibilità di obiettivi, ti sei definitivamente separata. Quindi la domanda sorge spontanea. E’ vero che gli utenti di Facebook  hanno la faccia da libro?

Mc2 – (uahahahaha – ride su Skype) Beh, innanzitutto fa uno strano effetto passare da intervistatrice ad intervistata! Per quanto riguarda Facebook…diciamo che ci sono molti soggetti che potrebbero essere definite “facce da libro” più che altro per l’uso che ne fanno, però demonizzarlo del tutto forse non è corretto. Io ho lasciato Facebook due anni fa e non ne sono pentita, sebbene come diceva Califano “non escludo il ritorno”. Ma ormai sono ben ambientata su Twitter, mi trovo meglio, mi piace di più come strumento social e spero con il tempo non degeneri come ha fatto Facebook che nel 2008, quando mi ci ero iscritta, era molto diverso.

C.N. – Il divorzio da Facebook è avvenuto per il tuo amore fedifrago verso un altro social, più tardivo, ma non di meno successo, Twitter, appunto.

Che differenza c’è tra i culi di gallina e i cinguettii degli uccellini?

Mc2 – La differenza sta proprio nel fatto che su Twitter raramente si vedono musi “a culo di gallina” o almeno io non ci sono incappata. Su Twitter c’è più scelta, decidi tu chi seguire indipendentemente da chi ti segue, credo che si possa filtrare meglio il flusso di notizie. Oltre che il social del cinguettìo è nato come piattaforma di microblogging e solo in seguito ha preso una strada un po’ diversa per cercare di attrarre un maggior numero di utenti, dato che ahimè (o per fortuna) molti lo abbandonano dopo essersi iscritti perché lo ritengono “difficile da usare”… o più semplicemente è inadatto per menti troppo semplici che preferiscono lo “spetteguless facebookkiano”.

C.N. – Dopo tanto errare, giungi finalmente alla tua Itaca, il blog: Chrysàlisback, Chrysàlide è tornata. Dove sei stata?

Mc2 – Chrysàlide è tornata, anzi non se n’è mai andata scrivo poi nel blog… lì racconto com’è nato tutto, ma lo riassumo brevemente anche a te. Scrivevo come “Chrysàlide” su un account Twitter privato, un microblog appunto, e l’ho fatto per circa due anni. Poi, arrivata al millesimo tweet ho deciso di fermarmi. Un anno dopo, a Giugno di quest’anno ed in coincidenza del primo anniversario dall’ultimo tweet in quell’account ho deciso che era il momento di tornare con un blog vero e proprio, che parlasse apertamente di tutto quello che mi passa nella mente, senza concentrarmi su un oggetto univoco… da qui il titolo del blog con gioco di parole annesso!

C.N. – Testualmente dal tuo spazio: “Questa chrysàlide è cresciuta, sta diventando farfalla e si è creata uno spazio più grande: un blog VERO, che però stavolta parli non soltanto di una lei e di un “lui”. Maria Ilenia,  c’è qualcosa che vuoi confessarci?

Mc2 – Nulla da dichiarare! In effetti si sa, le questioni sentimentali soprattutto se complicate, ispirano da secoli i migliori pezzi della storia della letteratura e dell’arte in genere. Ora, io certamente non ho chissà quali pretese, ma nel mio piccolo anche io sono stata ispirata dalla particolare situazione che stavo attraversando, forse pure perché ha coinciso con un momento di crescita personale ed emotiva fondamentale per me, che prosegue tutt’ora e che mi ha condotto verso la strada della maturità. Grazie a questa maturità, poi, i miei racconti “Reticenze Sentimentali” e “Mai Baci a Colazione“, sono stati pubblicati su due importanti blog letterari.

C.N.- Su Twitter ti descrivi : “Scrittrice e blogger. Giornalista (praticante). Esperta di #TwLetteratura c/o @sezionee. Social Media Manager. L’hai poi preso quel mojito?

– Mc2  Il Mojito, per fare tutte queste cose mi ci vuole per forza!!! In realtà il Mojito è una metafora per non prendersi troppo sul serio, cercare di vivere con la freschezza che caratterizza proprio questo drink che tra l’altro è uno fra le mie bevande alcoliche preferite

C.N. – In un tweet dell’8 settembre leggo: “Voglio adottare le virgolette basse. Sono decisamente più eleganti e retrò dei doppi apici.” Cos’hai contro gli apici??

Mc2 – Dagli apici si può sempre cadere, dalle virgolette basse* no! Scherzi a parte, nella grafia manuale preferisco usare gli apici perché mi vengono meno impasticciati, però nella grafia a stampa l’eleganza delle virgolette tradizionali è impareggiabile secondo me! Forse fa parte delle mie piccole grandi manie da scrittrice in erba, non so.

*l’eleganza delle virgolette basse o a sergente o caporali o alla francese, hanno 364873930 nomi, ma sono sempre quelle

C.N. – Ti garantisco che questa è una domanda seria (non è che abbiamo proprio sciolto i dread ai rasta fino a mò, eh). In che modo credi che i social possano aiutare l’arte contemporanea e la sua “distribuzione”?

Mc2 – Come dicevo prima, i social se ben utilizzati possono essere una grande risorsa, perché consentono una diffusione capillare dell’informazione e della cultura anche a grandi distanze e, fattore di non minore importanza, anche fra persone che non si conoscono ‘de visu’ cioè personalmente. Attraverso questi strumenti si possono aprire orizzonti che magari non sono fruibili nelle proprie vicinanze e ci si può far conoscere magari prima di capire se valga la pena o meno spostarsi dalle proprie radici per cercare ‘fortuna’ dove il tuo talento forse verrà maggiormente apprezzato. (pollice insù, n.d.r.)

C.N. – La prossima domanda è quella che fai tu a me.

Mc2 – Da quello che mi hai raccontato hai avuto tante esperienze stimolanti in ambito artistico ed hai un curriculum invidiabile… la scelta di vivere un piccolo paese lontano dai grandi centri dell’arte e dalle tue radici non credi che ti abbia precluso qualche possibilità? O invece al contrario ti ha resa più ricercata (oltre ad averti arricchito indubbiamente sotto il profilo personale/familiare)?

C.N. – Ah bella ‘sta domanda, ti rispondo con molto piacere. Intanto,  il curriculum non è così invidiabile come dici, proprio perché a un certo mi sono fermata, trasferendomi in un piccolo paesello (che mi sta strettissimissimissimo) e mettendo su famiglia.  Purtroppo il mondo dell’arte, e non vuole essere retorica, è la verità, il mondo dell’arte tutta dicevo, è veramente un mondo viziato, sporco, apparentemente pieno di lustrini. Ma quei lustrini tanto luccicosi e quei sorrisi “whitening” hanno dietro dei compromessi che tu non puoi nemmeno immaginare, inenarrabili. E a cui io non ho voluto scendere. Ciò mi ha reso una sfigata, un “outsider”. La mia eterna idea, perciò, è quella di creare un mondo di “outsiders” come me che non ammorbino l’ inconsapevole spettatore con tristi e noiose disquisizioni intorno a un’ inguardabile opera, ma che trapelino la rabbia degli emarginati, di quelli che non vogliono stare dentro, perché la libertà è fuori e la creatività ama la penombra, non il luccichio dei lustrini.

Mc2 – Si, capisco.

C.N – Siamo arrivate alla fine di questa ricerca di maturità. Leggo con meraviglia dal tuo blog: “Non so se l’amore per il singolo può condurre all’amore per il tutto, forse si”. Una frase bellissima, ma. Dopo questa sconclusionata conversazione, sei sicura di volermi ancora un po’ bene?

Mc2 – Certo che si!!!Anche se ci conosciamo da poco, ti voglio già bene… anzi, se non fossi stata così strampalata e un po’ folle come me, forse non avresti nemmeno ‘catturato’ la mia attenzione! E tu… mi vuoi bene? Ti ho intrabbocchettata con un’altra domanda! (deformazione professionale, n.d.r.)

C.N. – Le affinità sono elettive.

Mc2 – Goethe. (però il libro non mi è piaciuto, me lo aspettavo diverso).

C.N. – L’ho letto fino a metà poi l’ho stipato. Invece il titolo mi piace.

Mc2– Appunto. Solo quello! E’ pesante, non so.. me lo aspettavo diverso e basta.

C.N. – Diciamo che anche io non l’ho molto amato, ma in genere (di Goethe) amo solo gli aforismi.

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