Jago: l’Arte e il “ri-suono” del magnifico dettaglio della Verità

Sapete una cosa? Non vi ho mai parlato del sistema di irrigazione del Giardino Pensile chiamato Nea. In realtà, è molto semplice.

Si tratta di un corso d’acqua che non so dirvi da dove provenga e nemmeno dove vada a finire. Ma una cosa per certa la so: passa di qui. Esso, in via del tutto eccezionale, sfida e vince la forza di gravità newtoniana.

E i miei Giardinieri, che sono personcine ingegnose, approfittano di questa anomalia, con le carezze pallide dell’alba. Prendono ampie secchiate dal costante moto in fluire e le riversano sui nostri fiori e dissetano i nostri semi. Ogni giorno.

La cosa meravigliosa di queste chiacchierate tra artisti, è che mi ritrovo sempre diversa, rinnovata. Perché vado dove mi portano. Ognuno, essendo ciò che è, mi suggerisce la strada da seguire, per non snaturare il mio compito che è quello di essere semplice mezzo, vuoto. E in quanto vuoto, scevro da pregiudizi, pre-impostazioni o da qualunque cosa possa viziare il messaggio.

Il continuo divenire del flusso mi porta incontro agli “umori” e all’animus delle opere d’arte. Come il rio di Nea,  sfido e vinco la gravità umana e, leggera, mi sollevo dove soffia più forte il vento.

Jago l’ho scoperto per caso. Come per caso sono inciampata nell’arte. Come per caso sono caduta nei lavori del mio Maestro. E’ bastato uno sguardo. Sulla superficie. La verità d’altronde si nasconde sull’epidermide. ScreenShot002Non serve cercarla negli abissi profondi, ch’essi  famelici e oscuri, ci ingurgitano e rigurgitano.

La verità è nelle pieghe della pelle, nelle righe degli occhi, tra le rughe della fronte.

Jago, l’Alfiere. Jago , il Cavaliere. Il Guerriero, il Combattente.

Per me, è stato come ritrovare un  vecchio amico, anche se, giuro, non so nemmeno che faccia abbia. L’amicizia non è una questione di faccia, d’altronde.  Le anime si vanno incontro, senza menzogne. E la sua arte non mi ha mentito, lo rappresenta autenticamente. E la cosa è di quelle rare.

Le sue risposte stanno talmente su da sole che, per la prima volta e senza alcuna difficoltà, ho potuto eludere del tutto le mie domande. Perché tutto è uno e le preghiere si trasformano in responsi e poi di nuovo in interrogativi e restano così sospesi, in teatrale presenza. Senza bisogno di trovarvi soluzione.

Il discorso scappa dritto. Dove deve arrivare.

SALUTI DA ANAGNI

“Sono ciociaro. La Ciociaria è un luogo incredibile. C’è tutto Il mondo in una piazza. Forse per questo motivo non desidero un altrove. Non mi interessa nessun altro posto. Nemmeno Milano. Andare a Milano a fare cosa, poi? Arte? Non esiste un luogo dell’Arte.”

L’IMMAGINE E L’ARTE

“Far parte del giro dell’arte  non significa che si debba cambiare stile di vita o frequentare i caffè giusti. Io, con un clic, posso arrivare dall’altra parte del mondo, stando fermo nel mio studio.

L’immagine è sempre mentale e la Mente mente. La nostra mente genera, di continuo, immagini. Da lì, deriva l’identificazione, il desiderio, l’attaccamento e la sofferenza. Allo stesso tempo, però, Apparenza ed Essenza convivono. Ma ci vuole consapevolezza affinché l’una non prevalga sull’altra. Abbiamo sempre e comunque, un corpo fisico con i suoi bisogni. E’ importante, perciò, essere presenti alle cose.

Ci vuole equilibrio tra containers e contenuto. Non solo tutto è contenuto, ma tutto è collegato. Quindi sì, ogni cosa è contenuta. Se prestiamo attenzione alla nostra esistenza come individui ci renderemo conto che c’è un profondo senso di separazione; ci sentiamo distinti dalla realtà fondamentale delle cose. Non ci sentiamo “parte”. Invece, a nostra volta, siamo contenuti. Anche le parole sono dei contenitori, magnifici contenitori. Bisogna vedere cosa ci mettiamo dentro.”

LA MATERIA E LA TECNICA

La scultura  è una tra le tecniche più autentiche, in quanto a suo modo, anche la Maestra Natura, con vento e acqua, la “utilizza” per creare le sue opere d’arte.

ScreenShot004“Il marmo che io utilizzo per le mie opere si trovava dentro una montagna, ne era parte. Dopo è arrivato l’uomo, sono arrivato io. Raccolgo il marmo dal greto di un fiume. Raccolgo lo scarto del processo di cavatura che è stato buttato via e che il fiume con il suo instancabile lavorio ha ricontestualizzato e protetto.

In realtà è facilissimo, essere scultore oggi. Basta Amare. Essere Famoso è difficile. Avere soldi è difficile. Ma Amare è semplice. Sì, io Amo quello che faccio. E questo mi riempie. Il resto è una conseguenza estetica del fare.”

IL RUOLO DELL’ARTE

“Nel momento in cui esiste una persona che dice cosa è arte e cosa non lo è, l’Arte stessa smette di esistere. Perché nulla è arte senza il benestare di quella persona che ha il “potere” di decidere. Questo, essenzialmente, è un problema della contemporaneità. Il fatto è che l’artista, in questo modo, viene messo da parte. C’è un’altra figura che decide al posto suo: questa è arte e questa non lo è. Quindi, in tal modo, è il curatore, l’artista. Il critico è l’artista. Perché sono loro che creano l’Arte. Non so se mi sono spiegato. Chiaramente non è sempre così. Ci sono persone fantastiche. Ci sono persone e persone. Credo nello storico dell’arte. In Italia abbiamo delle eccellenze. Gente di grande cultura che difende l’arte e gli artisti. Uomini (e donne, ovviamente N.d.R.) che Amano e che hanno la facoltà di evidenziare il bello. Condividerlo. E permettere a tutti di poterne godere allo stesso modo. L’Arte è come il sole. E’ per tutti. E non per un piccolo gruppo di intenditori.”

LA PRESENZA NEL LAVORO E NEL FARE

“Nel mio lavoro non c’è irrisione. Vuole essere una celebrazione del corpo, dell’uomo dietro al personaggio. Fatico sempre a parlare di una mia opera. Il lavoro è un po’ l’immagine del mio percorso. Un autoritratto.ScreenShot005  Il contenuto nel contenuto nel contenuto. Un ritorno all’utero, alle origini. Origini che portiamo sempre dentro di noi. L’utero, non a caso, è un contenitore. Il dettaglio nel mio lavoro è un elemento importante: è il tentativo di entrare nelle cose, di comprenderne la vera natura. Nelle piccole cose c’è tutto. Ecco perché faccio Arte: perché soltanto nel fare riesco ad essere presente. Comunque io ho un pensiero sull’Arte E sul Fare Arte.”

IL FLUSSO DI DIO E IL LUSSO MENTALE

“La domanda peggiore che mi si possa fare è che cos’è l’Arte. Domanda strana, e, in fondo, giusta. E’ la domanda che farebbe un bambino. Una domanda Vera. Cercherò di essere chiaro. Parlare di Arte, per me, è come Parlare di Dio. Nel momento in cui ne parliamo, iniziamo a concettualizzare. Se chiudiamo Dio nella parola Dio, Egli muore. Se metto un fiume in un bicchiere d’acqua per mostrartelo, cosa succede? Smette di fluire. Il fiume semplicemente E’. Per comprendere il fiume bisogna diventare il fiume.

Sul Fare arte la cosa non è differente. E non c’è nulla da capire. La nostra mente non può comprendere. Noi siamo parte di tutte le cose, ma nel momento in cui tentiamo di analizzarle e capirle, le mettiamo dentro al bicchiere. Questo ci aiuta, però non ci dice tutto. L’Arte è immagine della vita stessa. Oggi si parla di arte concettuale. Quando invece tutta l’arte è concettuale. Non esiste arte del passato e arte del presente, perché tutta l’arte vive nel presente: il David di Michelangelo lo vedo oggi, quindi è contemporaneo. Non solo tutta l’Arte è concettuale, tutta l’Arte è contemporanea.

Io vedo, oggi, un’Arte che tenta di ridefinire se stessa. Per andare dove? Per dire cosa? Tutto è contenuto.”

IL TEMPO DENTRO LE ATTESE

ScreenShot003

“L’uomo ha inventato il Tempo per poterlo poi negare, nella speranza di non dover morire. Il tempo è una convenzione. Infatti viviamo nelle scadenze e in funzione di esse. Io, personalmente, non me ne preoccupo.

Oggi siamo riusciti distruggere anche il “Fare”. Come fosse una nota di demerito aderire alla realtà, toccare le cose, manipolarle. Fare arte è come fare un figlio: c’è un concepimento, l’idea; una gravidanza, il fare; e un parto , la messa al mondo, la condivisione.”

E GIUSTEZZA FU FATTA

“Un artista non fa l’opera, ma la firma. Chi è l’artista? Io non sono nessuno, quindi mi prendo la libertà di dire ciò che penso. Tutto è giusto e perfetto. Cos’altro dobbiamo dire?”

Annunci

One thought on “Jago: l’Arte e il “ri-suono” del magnifico dettaglio della Verità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...