Il Mito d’Alga

C’era una volta Bugia.

Bugia era una gran combinaguai, la più discola e impertinente, la più dolce impunita. Non a caso era anche la più piccola tra le damigelle di corte.

Bugia aveva due sorelle : Necessità e Corsa.

La prima era di indole affabile e la sua assoluta buona fede non era mai messa in discussione. Aveva una gran difetto, però. A causa della sua natura, non era affatto capace di dire no a nessuno e, per questa ragione, spesso e volentieri, ricorreva all’aiuto della sorella minore, per cacciarsi fuori da situazioni veramente imbarazzanti. L’altra, invece, era un tumulto in gonnella, un vulcano in continua eruzione, una massa informe che smuoveva tutt’intorno al suo passare. E, quando a causa della sua natura, combinava un grosso pasticcio, dava sempre la colpa a sua sorella Necessità.

Per lungo tempo, corteggiatori da ogni dove remoto del regno erano giunti numerosi, ardenti di passione e muniti di buone intenzioni, a chiedere di rendere Corsa una sposa degna e felice. Ma lei, testarda, aveva sempre rifiutato tutti, dal più ricco fino al più innamorato, perché li considerava decisamente troppo indietro.

Un giorno, però, le cose cambiarono. Quel giorno, tra gli altri arrivò Sorpasso.

Lui era bello, ma senza esagerazione. Intelligente, ma con moderazione. Brillava, perché possedeva un lato oscuro. E Corsa se ne innamorò perdutamente.

Il matrimonio fu felice e dall’unione dei due amanti nacquero, dapprima, due gemelle splendide : Calma, che era sorridente e pacata, e Attesa, che era, invece, più vivace e intraprendente.

Qualche anno più tardi, venne alla luce Crisi, propenso al dubbio e al cambiamento. Il frutto proibito del suo amore segreto per una freschissima Bolla Di Acqua Boschiva fu la Prima Donna.

Salito al potere giovanissimo, spostò il suo castello sulla roccia più ripida di un suggestivo tratto di costa, chiamato Port’Alga e sostenuto dalle sorelle, regnò per trenta lunghi anni.

Ancora oggi, da quel luogo, è possibile vedere la roccia cardinale del suo trono imperare, in ostinato  equilibrio, tra la terra e il mare.

 

 

 

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