Lascia o Raddoppia?

Tutto era avvolto in un anormale silenzio. Nemmeno un rumore. Non un suono.

Il piede pronto allo scatto, l’orecchio teso attentamente all’ascolto.

L’impermeabile giallo col cappuccio nascondeva le sue fattezze, copriva la sua vera identità.

Per amore, si sa, si fa tutto, ma arrivare fino a quel punto pareva anche troppo.

Incedeva silenzioso, preoccupato di non farsi scoprire.

Le due gobbe laterali, una più alta e una più bassa, riuscivano a farlo mimetizzare meglio. Ma una strana sensazione gli stringeva il cuore.

Percorreva i lunghi corridoi, ampi e bianchi, dall’aria impregnata di tabacco ed erba, cercando di apparire il più normale possibile, il più comune tra i presenti, il più ignoto dei viventi.

L’Istituto, a quell’ora, era sempre pieno di vita. Un andirivieni nevrotico di odori acri e pungenti, quantità industriali di diluenti, inchiostri e solventi. Un movimento fibrillante di corpi agitati.

Ma solo lui sapeva cosa si muoveva dentro.

Tutti si spostavano con disinvoltura. Qualche sguardo, in effetti, di tanto in tanto, indugiava sul suo aspetto, ma poi ritornava a vagare su altre mete, lasciandogli tremare l’anima per qualche istante.

Allungò il passo. Affrettò i pensieri. Si diresse nell’aula dove sapeva di trovare lei.

Eccitato per l’incontro imminente e per averla scampata liscia, si precipitò verso la porta. Qualcosa, però, a questo punto andò storto. La manica del suo prezioso soprabito, fino a quel momento degno complice, si impigliò, traditrice, nella maniglia di ferro ad uncino.

Nonappena rivolse un sorriso di affetto sincero alla sua amata, fu investito da una valanga di occhiate taglienti come lame affilatissime.

Lei e le sue amiche assistettero alla scena ammutolite, esterrefatte, a tratti disgustate.

Una di loro, puntandogli il dito contro, domandò stizzita :

“Non mi dire che te la fai con un misero numero 3? Non ce ne sono quasi più in giro!”

Entrando, in tutta fretta in quell’aula, lui non si era accorto di essere rimasto nudo, completamente nudo, come un logaritmo senza base, una potenza senza esponente.

In quel momento, la verità di quelle espressioni gli impressero nella testa la prima vera lezione importante della sua vita : è difficile essere un misero numero 3 in un mondo pieno di 8!

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