Halloween? Sì, grazie! E ti spiego perché.

Si avvicina il 31 ottobre e per me ricomincia uno tra i peggiori incubi del solstizio d’inverno: vedere la mia bacheca di Facebook, tempestata pittorescamente di varie ed eventuali immaginette di zucca sbarrate e recanti a fianco suggestive scritte integraliste cattoliche che invitano alla rinuncia ai festeggiamenti di Halloween. Esse mi esortano amorevolmente, e giuro per il mio solo e unico bene, a usare la testa e non la zucca.halloween-400x215

Ciò che mi scuote profondamente, però, sono le condivisioni torrenziali delle suddette simil-porcherie.

Ma, ma…mi stai dicendo, o sacra immaginetta di Facebook, che io non uso il mio cervello? Che mi lascio travolgere dal vortice delle macabre maschere ottobrine? Che mi faccio erroneamente tentare da uno scherzetto ai bambini che bussano alla mia porta in cerca di leccornie, salvo donargli caramelle gusto-pinte, solo, e dico solo, dopo averli terrorizzati a morte? 4Dici, o sfavillante icona social, che per me sia giunta l’ora di redimermi? Di rendermi conto che è Satana a condurmi in questi errati comportamenti? E che devo liberarmene al più presto?

O tecnologica Faccia di Libro, come contraddirti? Tu che domini e controlli col tuo occhio telematico le pagine che visito quotidianamente per poi massacrarmi di messaggi pubblicitari che definisci pertinenti, come posso oppormi al compulsivo like da schermo bianco e blu? Va bene. Mi hai convinto.

halloween04Ma a una condizione: voglio sincerarmi che ciò che tu mi dici sia la verità. Tranquillo, Zucche-rberg, mi limiterò a una ricerca superficiale, lo giuro, veloce, nulla di approfondito, tanto lo so che tu e i tuoi Ufficianti, non potreste mai e poi mai mentirmi. Mi fido della citazione random più di chi ha citato, mi fido della condivisione di massa, mi fido del click a portata di mouse. Mi fido.

Voglio dare giusto, e dico giusto, un’occhiatina. Farò la stessa fine di Alice, lo so.

E’ così, è cominciata la mia annuale peregrinazione verso quei siti che possono supportare alcune mie teorie, sradicare qualunque mia errata convinzione, aiutarmi a riformulare nuovi pensieri per, appunto, obbligatoriamente allinearli alle condivisioni dell’aggiornata versione del network feisbucchiano.

E scopro notizie, vabbè alcune già le sapevo và, davvero illuminanti, che, pur se già da tempo note ai miei ragionamenti, vorrei proprio condividere con voi tutti, così da schiacciare una volta e per sempre questa festività satanista e anti-cattolica, contraria alla morale umana in genere.

Partiamo, perciò, mi pare anche giusto, dal nome Halloween (che già sfacciatamente contiene in sé tutta la cattiveria caprina, si sente proprio nel pronunciarlo): esso proviene da una contrazione gaelica di All Hallows Eve, Vigilia di Ognissanti.

Eh? Come vigilia di Ognissanti?!

Eh già. Il mio contorto apparato riflessorio mi suggerisce anche un’altra contrazione, “Hallo ween-ter”,  cioè benvenuto inverno.

Proseguiamo. Piano piano. Mano nella mano. Così, caro Mark, non ci perdiamo nemmeno un passaggio.

Lo sappiamo, è una festività ereditata impropriamente dalla  degenerata cultura pop americana (in questo caso non siamo amici degli americani, lo siamo solo quando dobbiamo giustificare la presenza dei nostri ragazzi in luoghi dubbi, eh, ma questo, carissimi integralisti cattolici è un altro argomento). E l’America dove l’ha presa?

C’erano una volta i Celti. Sì, arpe, diademi, megaliti, fate ed elfi. Avete presente?

Bene, resettate tutto.

Per conoscere i Celti potete tranquillamente andare sul web e cercarvi tutto ciò che vi serve sapere (meglio ancora se consultate dei libri, ma non pretendo tanto). Ciò che è importante capire adesso è che si trattava principalmente di un popolo nomade, il quale, partito dall’India settentrionale, si è spostato verso occidente, arrivando ad insediarsi nelle attuali regioni della Germania, della Francia, in alcune zone dell’Italia e dell’Inghilterra.

Un popolo primitivo, con una cultura primitiva, una cosmogonia degna di una fiaba americana, primitiva, una religione primitiva, una lingua primitiva, insomma, dei primitivi.

Beh, vi sembrerà strano, ma l’unica cosa che di primitivo avverto in tutta questa situazione è il quartino che vi siete bevuti a pranzo. No, dico serio!

Molto rapidamente. La cultura celtica, come tante culture dal mondo, compresa la nostra sappiatelo, si basava essenzialmente sul contatto esistenziale con la Natura e la sua ciclicità. Dall’osservazione del Cielo e della Terra traeva gli insegnamenti basilari su cui si fondava la religione. Il ritmo della vita era scandito dal ripetersi cadenzato delle stagioni. In sostanza, l’evoluzione spirituale celtica prevedeva quattro stadi di conoscenza e consapevolezza. Dal più esterno al più interno troviamo la materia incorporea e inanimata, il mondo fisico, la conoscenza spirituale e il centro. Il passaggio attraverso questi stadi avveniva mediante riti di iniziazione.

Vagamente, ma molto vagamente, non vi ricorda proprio nulla? No?  Embè oh, ‘zzi vostri! Sarà pure giunto il momento per voi di farci qualcosa, che dite?

Continuiamo.

Importante perno della cultura celtica è, lo capiamo, la Ruota dell’Anno.

Essa prevedeva otto sabbat.

Oh sabbat, per cui c’entra Satana.

No. C’entra la lingua ebraica da cui la parola sabbat deriva: shabbath significa, infatti, cessare e in senso più ampio sta ad indicare lo smettere di compiere azioni. Il termine nello specifico è utilizzato in riferimento alle riunioni degli officianti celtici, dei druidi in questo caso, in quei luoghi di culto naturali, i boschi, dedicate al Dio Sole e ai suoi movimenti, alle sue fasi, al suo nascere, crescere, declinare e decadere fino all’inizio di un (n)uovo ciclo.

Non per nulla, il sabato è quel giorno della settimana destinato al risposo, alla sospensione di qualunque attività lavorativa e non.

Ah, per i più fanatici accaniti che a questo obietterebbero, nella Bibbia non si fa mai una chiara affermazione di sostituzione del sabato con la domenica per riposare. La domenica viene inserita come giorno del Signore all’interno della settimana per stipulare una Nuova Alleanza Cristiana. Non si sostituisce, dunque, ma si affianca. E, surprise surprise, trattavasi di Primo Giorno della settimana che sempre non per caso, in inglese suona come Sun-day, Giorno del Sole.

Perché , carissimi navigatori della rete, il Dio attorno al quale ruota tutto, l’anno, la fede, la scienza è lui, il Sole.

A proposito, voi che andate tutte le domeniche a Messa, forse, chi di voi ha mai sentito parlare del Dies Natalis Solis Invicti? Proprio nessuno? Eddai, allora vedete che siete voi? Smettetela di condividere baggianate sui social e approfondite un po’ di più  ciò che laikate e divulgate arrecando serio dispiacere alla mia persona.

Il Sol Invictus era una festività romana che cadeva il giorno 25 dicembre (eh? eh si!) e stava a rappresentare la rinascita del Sole, l’inizio di un nuovo anno, il principio di un altro ciclo di vita, il solstizio d’inverno.

Ma forse che forse non siete un po’ pagani anche voi, cari i miei integralisti cattolici? Voi che siete preoccupati di difendere le vostre radici italiane, come se l’Italia fosse spuntata di tacco, bell’e fatta, da un giorno all’altro, tra il Mar Mediterraneo e l’Adriatico?

Ma ritorniamo alla Ruota. Essa era suddivisa, come dicevamo,  in otto sabbat:

1-Samhain (31/10, inizio dell’anno)

2-Yule (21/12, solstizio d’inverno)

3-Imbolc (02/02)

4-Eoster (anche questo suono non vi ricorda nulla? 21/03, equinozio di primavera)

5-Belataine (non la bevanda; 1 maggio)

6-Litha (21/06, solstizio d’estate)

7-Lunosa (01/08)

8-Mabon (22/09, equinozio d’autunno)

Dunque, come possiamo senza troppa fatica dedurre, l’anno solare comincia col Samhain, l’inizio.

In questo discorso si va ad inserire ciò che più interessa a noi in questa sede: il culto dei morti. Al momento del trapasso, il defunto entrava in un mondo invisibile, conservando la memoria del sé (eh? dai…) terreno. Questo ricordo gli consentiva di tornare in contatto coi mortali, soprattutto in specifici periodi astronomici, come il Samhain di cui sopra (qui potremmo trattare anche il tema della reincarnazione che giustifica il ritorno delle anime dei morti al mondo terrestre, ma non tocchiamolo per ora, potrebbe lasciarvi sgomenti).

Sam+fuin significa “fine dell’estate” e infatti questa ricorrenza, nota come Capodanno celtico, cade proprio il 31 di ottobre, momento dell’anno in cui i giorni diventano più freddi e più bui, in cui, in pratica, inizia l’inverno. E’ il momento in cui gli animali vanno in letargo, in cui cadono le foglie e la vita si spoglia completamente della sua forma per raccogliersi in se stessa, in silenziosa meditazione. Momento di accesso a diverse dimensioni: la nascita segue sempre la morte, un inizio viene dopo una fine, il ciclo successivo riparte al termine del precedente.  Momento in cui le porte tra le diverse profondità e tra gli stadi di coscienza si aprono. Momento in cui i riti iniziatici di passaggio, le divinazioni, le trasmutazioni e tutte  le forze telluriche coinvolte trovano il loro massimo potere esponenziale.

Le streghe, Casimiro Piccolo
Le streghe, Casimiro Piccolo

Momento in cui l’uomo, rifiutato da Dio e rinnegato da Satana, cammina sulla linea che separa il bene dal  male, muovendosi confuso e guidato solo dalla fievole luce di una grottesca lanterna, tra libertà e dannazione, incapace di gestire la sua vera natura.

Ogni fine è sempre un’opportunità. Non dobbiamo, non possiamo, fuggire la morte, né negarla, rifiutarla o peggio, fingere che non ci accadrà mai.

Non dovremmo prendercela coi festeggiamenti che partono da molto lontano nel tempo, col solo scopo di esorcizzare la paura della fine di un ciclo e contenere l’eccitazione per il nuovo.

Dobbiamo prendercela con tutti quelli che degenerano questa festività in un’occasione di giustificare le proprie attitudini depravate in nome di una divinità malefica non meglio precisata e, con la stessa veemenza, dovremmo insorgere contro coloro i quali tentano in modi subdoli e discutibili, approfittando della dilagante ignoranza amplificata dal diffondersi della narcisistica dipendenza da selfie, di cancellarne le ancestrali e magiche radici. Di farcele proprio ripudiare, come se fossero aliene rispetto a noi, altre, separate.

L’attenzione all’apertura al cambiamento, la preparazione al passaggio, l’unione col Tutto nel rispetto dei cicli del mondo, non al di là del ritmo né dentro, ma consapevoli dell’esistenza di questa legge e capaci di trasformarne la dipendenza in energia positiva al fine di poter raggiungere la Casa Cosmica in totale riappacificazione con quella realtà da cui la nostra demoniaca mente duale ci ha separato: questo è il vero significato di Halloween.

5Non lasciamoci dominare dalla paura.  La paura sorge dall’ignoranza. Combattiamo l’ignoranza. Non assorbiamo acriticamente ciò che gli Altri ci porgono da bere come sidro di consapevolezza. Rifiutiamoci di dissetarci alla fonte della menzogna. Cerchiamo, de-costruiamo, ricomponiamo, scaviamo.

Non educhiamo i nostri figli all’occulto dice il messaggio sulla destra. Che vuol dire?

Che cosa vuol dire occulto? Occulto significa nascosto, invisibile agli occhi. Non vuol dire malefico.

E, quindi, cari miei, io voglio educarmi all’occulto. Mi inoltro nel mondo interiore e sconosciuto, non percepibile attraverso i sensi. Non mi lascerò assuefare e sopraffare da ciò che è sfacciatamente visibile e banale. Cercherò l’ignoto e forse un giorno troverò me stessa. Ma se resto sotto le illusorie luci dei riflettori non vedrò altro che l’impietoso sciogliersi del mio imbelletto.

Cara la mia piattaforma comunicativa dalla notifica facile, allora come la mettiamo adesso? Non è proprio tutto vero ciò che mi spari in bacheca?

Amici miei, usate la testa, non la zucca.

Buon Halloween a tutti, benvenuto inverno, buon ri-cominciamento.

E, poiché amo la Verità, ma perdono l’errore e poiché esso mi arreca sofferenza, ma non mi turba, adesso scusate, è già tardi e le mi sorelle mi aspettano.

The three witches from Macbeth, A.M. Colin, 1827
The three witches from Macbeth, A.M. Colin, 1827
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40 thoughts on “Halloween? Sì, grazie! E ti spiego perché.

  1. Bravissima!!! 30 e Lode!! E’ ora di finirla con queste pseudo-crociate in rete.
    forse ti piacerà anche questo:
    http://www.nidawi.it/?p=667
    Ti aggiungo un mio piccolo ricordo personale. Sono originario per parte di madre di un piccolo paese del Friuli (terra che fu abitata dai Celti), ed una mia zia ricorda ancora di quando le sue nonne, la notte del 31 ottobre, andavano ad accendere il falò nei boschi, in montagna, così come… avevano imparato dalle loro nonne…

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  2. Anche la bis nonna di mio padre, siamo originari della Puglia, la notte del 31 ottobre era solita fare “strane” cose in onore dei morti che, secondo tradizione secolare, sfilavano alla ricerca dei propri cari ancora in vita. Erano delle guide che lei scrupolosamente lasciava loro per aiutarli durante il cammino.
    Trovo che l’ignoranza uccida le tradizioni, uccida qualunque cosa, spenga tutte le luci, compresa la famosa fiammella nella zucca-lanterna di Jack!

    Grazie, Sem!

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  3. Bell’articolo, condivido il tuo punto di vista. Come diceva Jim Morrison, la cui musica incombe ancora oggi in modo inquietante sugli animi dei cattolici bigotti, “L’ignoranza è il peggiore dei mali. Pesino peggiore della malvagità, che presuppone un minimo d’intelligenza.”

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  4. “Nell’Universo esistono molteplici modi di esistenza e ciascun possibile ha il modo che conviene alla sua natura […] Tali (possibili) modi sono pertanto al di fuori dei limiti del mondo considerato, ma non per questo esclusi dalla Possibilità.” (R. Guènon, Gli stati molteplici dell’essere)

    Come spiegarlo agli integralisti e ai fanatici di qualunque pensiero religioso o filosofico?
    I livelli di lettura della frase ovviamente sono diversi, ma il più elementare è chiaro e comprensibile a tutti.

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  5. Condivido ogni riga di questa riflessione .Sono atea ma mi piace festeggiare per le mie bambine .Abbiamo già preparato la cesta con le caramelle per i bambini che suoneranno il campanello di casa nostra la notte di Halloween .Poi prepareremo anche i biscotti arancioni 😀 Buon Halloween ❤

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    1. Io solitamente in casa, per il mio piccolo, preparo un tavolino su cui metto dolcetti di varia natura, insieme facciamo cupcakes farciti con glassa arancione e goccie di cioccolato. Inoltre realizzo fantasmini insieme a lui col pannolencio bianco e ci disegniamo i volti. Facciamo anche un Conte Dracula a dimensione umana. Così quando vengono gli altri bimbi a bussare alla nostra porta, prima di dargli i dolcetti, gli facciamo prendere un terribile spavento. Però ci divertiamo tutti e finiamo col ridere insieme.

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  6. Per fortuna non ho visto nessun post di quelli che hai citato perché in questo periodo sono così irascibile che potevo anche discutere animatamente con qualcuno… certo manca ancora qualche giorno e forse qualcosa lo beccherò… Quindi invece di spazientirmi invierò un link con questo tuo chiaro post…
    Lato negativo? Sono certa che il tizio buonista non lo leggerà/capirà!!!

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    1. Cara Sam, hai completamente ragione. Purtroppo, l’ignoranza non dipende solo dalla mancanza di cultura scolastica…mi piace l’inglese che usa la parola “education” per indicare la preparazione avuta a scuola, ma comprende anche un’educazione morale e intellettuale. E noi, in Italia, non ci preoccupiamo di formare uomini e donne, ma di sfornare futuri schiavi del mondo del lavoro (quando e per chi ce n’è). Creando continue competizioni e rivalità che poi, non a caso, si riversano anche su temi più delicati, come quello di Halloween, ad esempio. Non che la Chiesa non sappia come stanno realmente le cose, ma fomenta le discussioni separatiste, avvalendosi dei suoi più fanatici integralisti. Non deve esistere, a mio parere, una guerra tra culture, tra quale deve pre-dominare e quale sottostare. Si deve esigere una commistione di tradizioni, in modo che ognuno possa conservare la propria preziosa diversità. E in effetti, il vero Cristianesimo è così, avendo inglobato in sé, per motivi che non stiamo ora qui ad elencare, tutte le usanze e festività pagane.

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  7. Sono pienamente d’accordo col tuo articolo. Aggiungendo il segmento celtico alla storia che già più o meno sapevo, tutto diventa più chiaro. Del resto, ogni festa, anche quelle che ci piacciono di più, degenera quando si riduce a pura esteriorità, a decorazioni che si comprano al supermercato. Una cosa importante è divulgare quello che si sa per certo, cercando di spiegare le origini delle cose (eziologia, si veda il poema ‘Aitia’, ossia “le cause”, del poeta alessandrino Callimaco, d’Età Ellenistica: vi si inanellano le versioni più rare e strane dei miti antichi, i motivi di una certa celebrazione, di alcuni riti e luoghi sacri, per non dimenticare le origini di una cultura). Allo stesso modo, è importante capire come nascono le feste, anche quelle propriamente italiane, perché di solito arrivano da più lontano: io so il perché della decisione di fissare il Natale il 25 dicembre da quando andavo a catechismo. Ce l’avevano spiegato per onestà ed è assolutamente giusto: tanto più che gli studiosi ipotizzano ormai che Gesù sia nato in luglio (rimane un’ipotesi, dato che mancano dati precisi su tutto, in queste materie). In sostanza, non giova ad alcuna fede o pensiero evitare di riflettere su di sé è imporre come un’ovvietà informazioni incerte o non comprovate con atteggiamento aggressivo, magari prendendo alla lettera due o tre versetti biblici (tipo: “Fermati, sole…”, Galilei ne sa qualcosa).
    Firmato: un Cristiano che ragiona, come Dio comanda. 🙂

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      1. Concordo. Facciamoci domande che abbiano un peso sulla direzione del progresso. Interrogarsi su cose che non influenzano l’evoluzione ma di cui rappresentano un impiccio è una perdita di tempo.
        Riflettiamo piuttosto sul suo messaggio e sul suo sacrificio. Di Gesù, intendo.
        E riflettiamo sulla sua morte più che sulla nascita.

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      2. Direi che è fondamentale, anche come è avvenuta. Il quando anche importa un relazione al periodo storico, ma se è nato a dicembre il 24 o 17 o a luglio beh… Non vedo il peso che possa avere sui fatti a seguire.

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      3. Diciamo che, quando uscì lo studio in cui si proponeva una datazione diversa da quella convenzionale, almeno su qualche tabloid sarà stato presentato come una scioccante rivelazione, tipo la scoperta che Cleopatra non si fece mordere dall’aspide – perché non esistono in Egitto e perché il serpente non inocula in un morso che un decimo del veleno necessario a uccidere un essere umano; in compenso provoca atroci dolori…

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      4. Beh, certo è scioccante scoprire che ho vissuto 35 anni della mia vita a festeggiare con megagalattichemangiate la nascita di Gesù bambino, mentre a luglio sono stata bellamente a bagnomaria.
        Modificare tutto il sistema economico in base a queste “nuove scoperte” è davvero scioccante. 😉

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      5. E infatti.
        Oggi sai cosa ho scoperto?
        Che il Papa, cosi mi hanno detto ma non garantisco la fonte, ha stabilito che al posto di Halloween si festeggi la vigilia di Ognissanti, come un anti-halloween.
        Ma ci rendiamo conto????ahahaha!!!!:D

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      6. Non saprei. Sinceramente sono poche le cose completamente italiane in Italia, e soprattutto non avrebbe senso che a far questo discorso fosse il Papa, e non perché è argentino: il Cristianesimo è una religione diffusa un po’ ovunque sul pianeta, quindi… (se devo aspettarmi un discorso di tipo nazionale, me lo aspetterei dalla CEI).

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      7. Ma in fondo, quello che voglio sottolineare io, è che non c’è nulla di italiano che sia italiano inglese che sia inglese etc etc…
        Tutta la cultura è patrimonio dell’intera umanità perché apparteniamo tutti alla stessa unità. Non siamo “cose” distinte.
        Kmq, io se fossi tua madre mi preoccuperei un pochino. 😉

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