Castagne & melagrana

Chi l’ha detto che l’autunno è la stagione della tristezza, della solitudine e della malinconia?

Cadono le foglie. E allora?

Cadono perché ormai non son più verdi. Cadono per non morire con la gelata invernale. Cadono per rinascere con una nuova primavera.

I colori dell’autunno sono caldi: arancio, terra, ocra, rosso.

Ma quale tristezza? Quale malinconia? Quale morte?

Questa musica per gli occhi scalda il cuore come il fuoco dei camini che cominciano a sbuffar fuori l’odore di legna bruciata dai timidi comignoli ottobrini.

E i suoi frutti.

Le castagne, abbondante dono assai gradito: appuntite e pungenti all’esterno, croccanti nel corpo crudo, ma morbido e avvolgente il sapore.

La melagrana: buccia liscia e profumata, impenetrabile. Cuore rosso, composto da infiniti altri cuori, pulsanti insieme al ritmo del color rubino. Un sincrono mosaico di semi perfettamente incastonati. Dolce e inebriante come un vino, il succo.

Antonvito Paradiso, 2012
Antonvito Paradiso, 2012

Ma chi l’ha detto che è natura morta?

Albrecht Durer, Melancholia I, 1514
Albrecht Durer, Melancholia I, 1514

La natura è una sfida per l’artista, una conquista per l’uomo. E quindi semper viva!

Così, mi godo l’autunno, il melancholico autunno, perdendomi e ritrovandomi nel dolce oblio dei toni aranciati del suo incanto. Magia che solo i nati sotto Saturno riconoscono e amano.

(Foto in evidenza by Giovanna Garzoni “Melagrana con lumaca, cavalletta e castagne”)

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