Ladies and gentlemen, ecco a voi…The Van Houtens…ehm…i Van Houtens…ahm…eccoli!

Non so what mi sta succedendo.

Sarà che lately regalo il mio tempo, ripetendo inglese ad una teen-ager in piena tempesta ormonale, interessata a tutt’altro, but mi ha preso una strange habit.

Sì, mi viene di talk un po’ britannico e  un po’ italian: britalian.

Don’t so perché. Non è per farmi propaganda, eh.

Ero sulla mia chaise longue in paglia di Vienna e lanciavo absent sguardi al tv screen a tubo catodico. Non riuscivo a soffermarmi su anything in particolare. Sorseggiavo menta fresca con una cannuccia, quando suddenly mi è saltato il heart in gola, accelerato il battito cardiaco, la sudorazione è aumentata in modo spropositato. Che cosa vedono i my eyes?

Metà di ciò che dico non ha senso, lo so, ma lo dico only per raggiungere quell’immagine:  occhi di shell, sorriso di wind, una floating chioma nera luccica nel sun. Come sand assopita, una nuvola silenziosa mi touch.

Alan
Alan – brother

Corro soon al mio personal computer, nonostante su Nea non ami molto l’abuso tecnologico e la connection corre still sul dorso di un tired mulo.

Ecco, here…Lui è Alan e fa parte di una band italo-inglese da him ideata, di nome Van Houtens.

Ma, c’è un ma. Vedo anche una Lei. E chi is?

Si chiama Karen, yes, carina…ma don’t sarà la sua girl?

d
Karen – sister

Let’s hope  di no!

Non posso stay con le mani in mano. Che cosa posso do?

Cerco immediatamente another info per capire the situazione. Tiro così un sospiro of sollievo: sono fratello e sister, Rossi. Non di colour, oh, di cognome.

Una time chiarito il mistery, posso dedicarmi to the uomo.

Ancora con gli occhi a forma di little heart, mi riattacco allo screen. Non riesco nemmeno a close le palpebre for paura di perderlo. Mi scende una tear seccata.

Ritorno al pc e mi faccio always più convinta: devo absolutely incontrarlo.

Scendo da Nea (cosa mi tocca fare!), scappo trafelata verso non so where, guardo sinistra, poi a right, mi fix gli hair, lucido le mie blue suede shoes e, mentre sono con la testa sui feetpam!

Alzo lo sguardo e…na na na na naaaaa (musica di Love story). Alan si sposta il ciuffo dalla fronte accompagnato dallo scintillio delle bubbles d’aria. Movimenti leggiadri e composti. Ahh (sospiro io). Poi lui mi fa: “Nice shoes!”

Alan con le bubbles scintillanti
Alan con le bubbles scintillanti

Di lontano sento una voce che si avvicina “Ueeeeeee, waaaaait!”

Arriva Karen, a cavallo di una Vespa, con tutti gli strumenti in spalla: una radiolona eighties sulla spalla sinistra, two chitarre su quella destra, una tastiera, un bongo. Nacchere, maracas e cha cha cha. Karen si ferma e put lo stereo a terra.

Kare che put lo stereo a terra
Karen che put lo stereo a terra

I Red Brothers mi guardano perplessi per five lunghissimi minuti.

I Red Brothers look a me
I Van Houtens look a me

Allora decido di start io.

C.N. Sono very emozionata of parlare con you. My name is Camelia Nina. Sono nata in un place, cresciuta in another e, allo stato attuale, vivente anche if incosciente. Non know dire who sono, posso tell cosa faccio: scrivo d’arte, nelle lunghe attese between una scoperta e l’altra. Io write come un “crooner”, anche se someboby ha capito “coroner“, sussurrando a chi is capace di listen un battito d’ali among il frastuono delle trivelle.

Io lovvo tutto ciò che è originale, distinguibile, that’s it, mi piace tutto ciò che è. E you siete. Non have capito ancora well cosa, ma sì, no doubt, siete.

Quindi, chiariamo subito: “Van Houtens” o “The Van Houtens”? Risolviamo the enigma una volta per tutte e spieghiamo il why.

V.H. “The Van Houtens”, tipo “The Beatles”, “The Kinks”, the cat is on the table. Ma in Italia “ecco a voi i The Van Houtens!” non si può proprio sentire, quindi fate un po’ come vi pare!

C.N. Come never (ah-ah) avete scelto Giovanni Rana? And not Lo-ry Del Santo? (che ci sta ritmicamente dentro?)

V.H. Ci sono tante parole che possono starci dentro ritmicamente…però “La Marijuana” è un po’ troppo da J-Ax, “La Cocaina” è un po’ sopra le righe (ahah) e Lori Del Santo mi sta sulle palle. E poi Giovanni Rana è un personaggio che mi ha sempre affascinato, un rivoluzionario.

C.N. Ma avete idea (“aidia” è la parola inglese ) di cosa have scatenato con this canzone, John Frog (Giovanni Rana)? Un “pop-mantra” scacciaguai, perfetto for affrontare every momento of panico?

V.H. (Alan smiles) Ahaha beh non saprei: prova a trovarti nel traffico delle nove a.m., in ritardo e senza benzina. Non so se ti verrà voglia di cantare LALALALA Giovanni Rana.

C.N. L’immagine che è stata percepita of voi in the audizioni di X-factor, soprattutto al bootcamp, non corrisponde a ciò che really siete. Secondo voi what è successo?

V.H. Dopo aver fatto, appunto, LALALALA Giovanni Rana alle audizioni ho pensato che per non incorrere nella “Sindrome da Cochi & Renato” sarebbe stato meglio fare qualcosa di diametralmente opposto – ma comunque parecchio rappresentativo di ciò che siamo. Poi certo i fischi non ce li aspettavamo e sul momento non ci hanno fatto piacere –  però quando ho rivisto l’esibizione mi sono gasato, molto meglio i fischi dei timidi applausini di circostanza.

C.N. Ho molto apprezzato “Souvenir 1987”. Inutile sottolineare che la presence di Andrea Diprè, in Mailan, è il tocco of classe.

V.H. Thank you per le belle parole, Diprè lo seguivamo da quando mosse i suoi primi passi nei suoi spazi tv. Fortunatamente ha collaborato con noi prima di superare la sottile linea rossa tra ciò che ci piace da matti e ciò che ci fa schifo! Dopo mia sorella Diprè è stata la persona più gentile e disponibile con la quale abbia mai avuto a che fare.

PS1: Non è vero. E non sto parlando di Diprè.

PS2: Il PS1 è uno scherzo.

C.N. Premesso che io ho very amato tutto il Brit pop: The Beatles (my first, my last, my everything), Oasis, Ocean Colour Scene, The Charlatans, Gene, My life story (e altri vabbè), devo confess che mi sembrate il giusto mix tra tutto ciò e Mr. Bean. O no?

V.H. Mr. Bean mi sta quasi sulle palle, se non rischiassi di passare per maschilista ti direi che se proprio devi scegliere un comico britannico allora prendi pure Benny Hill. I Beatles sono quelli della sigla di Stranamore? Anche a me piacciono molto!

C.N. Say la verità, ci fate o ci siete?

V.H. Non mi faccio dal capodanno del 2008, ero in una baita da solo e avevo freddo.

C.N. Come the hell vi è venuto in mind di fare questo genere?

V.H. Basta fare tutto quello che ti viene in mente purché sia orecchiabile. Insomma è un po’ come se ti chiudessero in una stanza vuota di tre metri per tre e ti dicessero: fai pure quello che vuoi.

C.N. A proposito: what genere è?

V.H. Il giusto mix fra Beatles, Oasis, Ocean Colour Scene, Charlatans, Gene, My life story e Mr. Bean

C.N. John è still felice?

V.H. Certo che sì! Nel nostro ultimo EP (Granny Reggae, Britalian n.d.r.), l’ultimo brano parla di questa pseudo reggae band di vecchietti che, se di giorno si comportano come normali vecchietti, appunto, il sabato sera suonano la loro reggae music nel localino di fiducia. Il bassista è proprio John Ferrara, lo stesso di “John Ferrara & Betty Karpoff”

C.N. Generalmente io close le interviste, chiedendo agli artisti di do a me una question, anche se non ci conosciamo. The first. Senza alcuna mediazione.

V.H. (solo Alan) Fai sesso in cam?

Giuro, ho riletto più volte. Ho stropicciato gli occhi, li ho sgranati, wide open proprio.

Suddenly, mi è saltato il heart in gola, è accelerato il battito cardiaco, la sudorazione è aumentata in modo spropositato. Ho visto well?

C.N. Cari lettori di Nea, credo che a questo punto possiate ritenervi più che soddisfatti. Perché credete che vi abbia messo tutti quei link musicali? Divertitevi…devo andare, c’ho da fare.

…webcam on…

E adesso dico una cosa, solo in italiano, sperando che mi capiate.

Mi meraviglia il fatto di aver trovato, leggendo qui e là, definizioni strane che dipingono i Van Houtens come  qualcosa “tra brit pop e pecoreccio”, da “cantare sotto la doccia”, tipico “tormentone estivo” et similia.

A parte il fatto che, personalmente, non amo l’inserimento delle cose, men che meno delle persone, nelle categorie, trovo che loro siano molto di più e molto consapevolmente.

Solo chi possiede la cultura, la consapevolezza appunto, il sense of humor, può permettersi la stravaganza, la leggerezza, apparentemente “facili”, ma di fatto “elaborate per sembrare facili”.

Non c’è niente di più serio che non prendersi sul serio.

Per esempio, la scelta di Diprè.

Andrea è sempre stato un gran bel personaggio, magari in bilico precario tra Kitsch e Intellettualoide (fin quando ha seguito con reverenziale passione la figura di Sgarbi) ma che comunque rappresentava una fetta dell’ “italiotità” media. Poi, purtroppo per lui, col tempo ha sviluppato solo i lati peggiori, fino agli ultimi eccessi dai toni decisamente assurdi. Ciò non toglie che dietro la maschera ci sia appunto una persona, per giunta brava e disponibile. Quindi, pollice insù per Diprè, per questa collaborazione.

I riferimenti ai suoni e alle atmosfere dei Beatles. Che dire?

I Beatles sono quei loschi figuri, di nero vestiti, che accompagnavano canticchiando così, con “una semplice canzone da due soldi”, il furgoncino di Alberto Castagna, durante le trasferte “cardiopalmatiche” (nera questa!) di Stranamore. Forse qualche vinile, ma giusto qualcuno, ce lo devo avere anche io. Penso non si debba aggiungere altro. O si? Boh, vedete voi.

La comicità inglese di fondo.

Benny Hill vs Mr Bean. In realtà due comicità diametralmente opposte. Cioè il primo fa ridere, il secondo no.

Però, Mr Bean ha un potere da non sottovalutare: l’ordinarietà. Non essendo stra-ordinario tocca profondamente temi della quotidianità della gente “normale”, esasperandone la mediocrità. E questa è una grande forza,  che puoi interpretare secondo tante sfaccettature. Soprattutto se consideri che, nonostante la sua incapacità, inettitudine e demenza, riesce sempre a cavarsela.  Non amo neanche io molto il personaggio Mr. Bean, ma Rowan Atkinson gli dà un respiro che è irresistibile.

I Van Houtens mi piacciono perché: in un mondo musicale omologato, pieno di Tiziani, Laure, Gigi (eh?), Lorenzi, Ligabui e compagnia, finalmente, tra altre cose valide, ho ascoltato una roba nuova, diversa.

Il che non necessariamente vuol dire che è bella, o per lo meno non secondo il senso comune.

Sicuramente è audace, inaspettatamente colta. Unisce con una disinvoltura sottovalutata  l’ordinario allo straordinario, il banale col sublime. E’ ricca di riferimenti alla musica, alla letteratura, al cinema, all’arte. E se questo non vuol dire essere bella beh, oh, chi se ne frega!

Vi dico la verità: con loro non mi sono posta la domanda relativa a un ipotetico collegamento con l’arte contemporanea. Come ho detto in uno scambio di messaggi privati, Arte Contemporanea is a monster, ma è vegan!

Il fatto di non subire l’ansia da prestazione, dovuta al fatto di rientrare in una categoria specifica di appartenenza, di piacere a tutti i costi al grande pubblico, offre due grandi occasioni: 1- essere se stessi autenticamente (il che è una cosa assai rara); 2- raccogliere consensi da estimatori appassionati e fedeli, che non abbandoneranno il progetto con l’arrivo di una nuova boy-band.

Lo humor è un condimento fondamentale nella vita come nell’arte e appartiene solo alle menti eclettiche che prima hanno amato le regola e poi, al culmine della passione, la distruggono per reinventarne una nuova.

Perché l’eclettico non è anarchico, sregolato, selvaggio. E’ consapevolmente irriverente, medita ogni singola parola, mossa, sapendo perfettamente la conseguenza che ne verrà. Espelle i libri dopo averli divorati, brucia i vinili dopo averli consumati sul giradischi (oddio, io non lo farei mai, ma vabbè, io non sono eclettica).

A cosa serve cantare l’amore se non sei capace come De Andrè? Che ti metti a parlare di morte se non sai farlo come i Doors? Che mi significa che mi spappoli i timpani con strofette sull’amicizia se Cicerone ti fa il mazzo?

Allora tu, quoque tu, musicista italiano medio molto orrendo (soprannominato M.i.m.m.o.), smettila di prenderti sul serio. Ché non è cosa tua e vieni a sing con me:  “Lalalalala Giovanni Rana!”

C’hanno il mood, c’hanno il look, c’hanno il sound, ma che gli volete dire?

And that’s the way I like it! L’ho già detto?

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6 thoughts on “Ladies and gentlemen, ecco a voi…The Van Houtens…ehm…i Van Houtens…ahm…eccoli!

  1. Io li adoro e li trovo geniali… Sanno cosa fare e lo fanno con una leggerezza disarmante, per loro è semplice essere bravi, X-Factor è stata solo una vetrina, in quel programma si crea una star loro già lo sono!

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