Big eyes are watching you!

“I think what Keane has done is just terrific. It has to be good. If it were bad, so many people wouldn’t like it.” (A. Warhol)

Ieri sera ho avuto, finalmente, l’occasione di vedere, a quasi un anno dall’uscita, “Big Eyes” del regista  pop-gothic, Tim Burton.

L’anno di uscita della pellicola è, infatti, il 2015, esattamente uscì nelle sale il primo di gennaio.

Incomincio col dire che sono mooolto di parte, perché adoro come lavora Burton, le sue scelte del cast, la fotografia, le scenografie, il montaggio e le colonne sonore.

Direi subito che si tratta di un film sui generis, nel senso che, a livello di fotografia, ad esempio,

willy wonka
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, 2005

si trova alla giusta metà tra lo sfavillante e ultra-saturato mondo wonkiyano e l’oscuro e biocromatico Frankieweenie.

Quasi che all’inizio mi domandavo, ma Tim dov’è?

frankieweenie.jpg
Frankieweenie, 2012

E così, senza neanche troppi sforzi, l’ho visto in quelle inquadrature, a tratti ammiccanti a Kubrik e Hitchcock, permettetemelo. Soprattutto, nel frame del supermercato, quando Margaret, tra uno scaffale di zuppe e uno di detersivi per piatti, vede le stampe in sale dei suoi dipinti.

Mi piace Tim, l’ho già detto?

Mai abbastanza. Quello che ho amato di più è stato proprio il taglio narrativo, sospeso, in assenza di giudizio, nell’eterna lotta tra bene e male, tra l’arte romantica, personale, interiore e il vile mercato, gli sporchi soldi, i riflettori opachi del successo.

La storia procede in una danza ritmica tra passione e silenzio, verità e bugia, specchio riflesso della vita moderna dagli anni sessanta.

L’arte non più solo contemplatio da cavalletto, ma riproduzione seriale. Non solo inserita nei contesti istituzionali, ma vagante tra le strade e la gente.

Divisa tra il popular e il raffinato.

Margaret Keane, poi, è stata pesantemente accusata di essere kitsch.

Bene, in un certo qual modo, potrei anche essere d’accordo. E che cosa ne vogliamo dire del pop-porno di Jeff Koons allora?

Jeff-Koons-Pluto-and-Proserpina-480x560
Jeff Koons, Pluto and Proserpina, 2015

Perché troviamo sculture monumentali dell’artista padroneggiare nelle più classiche piazze dell’arte mondiale e io  non conoscevo la Keane prima che Tim me la presentasse?

Non che provenga da una ragioneria io, mai avuto a che fare con numeri e dattilografia. Solo da testi d’arte. Dov’era Margaret prima?

Mi torna in testa il solito discorso della cultura, anche artistica, tipicamente

made in heaven 1990
Jeff Koons Feat. Cicciolina, Made in Heaven, 1990

machista che dagli swinging sixtsties non ha avuto, a parer mio, alcun tipo di evoluzione.

Voglio, comunque, assolvere Walter.

Non transigo sulle menzogne private, quello no.

Ma ha dimostrato che nell’arte il marketing è importante tanto quanto il talento.

E il mio caro regista non ha tradito neppure questa teoria lasciando personificare la simpatica canaglia a un istrionico Crhistoph Waltz,

sublime nella scena dell’autodifesa in tribunale. Come in tutte le sue performaces su pellicola (non parliamo, per favore, di Django Unchained  mi scendono lacrime, che tra Tarantino e Waltz voto sì per la poliandria!).

Quando l’arte diventa uno status symbol è capace di influenzare lo stile di vita della massa, di deviare i percorsi individuali, di indirizzare, infine, i gusti e le scelte personali.

BIGEYES3

Indipendentemente dal feedback del pubblico, i grandi occhi di Margaret Keane sono un enorme caleidoscopio, dove la realtà quotidiana precipita e riemerge deformata. Questo, dopotutto, è il background del pop-surrealismo.

Ecco perché Tim Burton si è lasciato scrutare.

disegno tim burton
Disegno originale di Tim Burton

Immagine in evidenza: The Stray, Margaret Keane, litografia

Annunci

2 thoughts on “Big eyes are watching you!

  1. Ciao cara… anche io ho visto Big Eyes su SKY due giorni fa, e condivido quasi tutto ciò che scrivi (anche se non ce la faccio proprio ad arrivare fino al punto di ” nell’arte il marketing è importante tanto quanto il talento”).
    Anche a me piace moltissimo Tim Burton… ma non sempre. Adoro Il Mistero di Sleepy Hollow, il primo Batman, Mars Attacks, Il pianeta delle scimmie… ma non mi piace per niente La fabbrica di cioccolato, Edward Mani di forbice, e vari altri.
    By the way, bentornata. Dopo una lunga assenza, una raffica di post. Ma li tenevi nel cassetto?

    Liked by 1 persona

    1. Ciao Giò, per me è sempre un piacere sentirti presente.
      Giuro, non ho scordato la mail che devo inviati. Mi rigira in mente, ma attendo le parole. Sai, a volte arrivano anche in piena notte, invadenti nelle mie orecchie, altre volte si lasciano desiderare.
      Questo è un periodo in cui sono molto dentro la vita. Spesso ho bisogno di alternare momenti di assoluto distacco a momenti di “invischiamento” totale. Solitamente, in questi ultimi, le parole non arrivano.
      I post alcuni li avevo già scritti, altri frutto di istinto. “Big eyes are watching you” scritto di proposito. Anche io vorrei poter non condividere il fatto che nell’arte il marketing conta quanto il talento, ma non sarei onesta. Dalla pop art in poi, la cosa è diventata più evidente, ma in una certa maniera, è sempre stato così. Discorso lungo e complesso, comunque, da meritarsi un post.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...