Manzoni : sporca l’arte e mettila da parte

Piero Manzoni è un artista particolarissimo.

Mosso da una forte natura goliardica, ha saputo provocatoriamente suggerire nuove considerazioni su questioni relative al fare artistico e al disfacimento del concetto di autore : chi è l’artista? In che margini vale la sua firma? Qual è la relazione tra spessore culturale e valore in denaro dell’opera? Questa deve continuare a esistere nel tempo o può essere effimera?

Piero è il primo artista italiano che, dopo Duchamp, mette in pratica una critica al sistema e al mercato dell’arte, beffandosi di questi, ma riuscendo, allo stesso tempo, a raggiungere quotazioni e considerazioni impreviste da parte degli stessi.

Assumendo lo stesso atteggiamento di Caravaggio e Goya, Manzoni accusa pesantemente il mondo della committenza artistica, e riesce, da vero intellettuale, a trasformare il tutto in arte, uscendone completamente indenne e, anzi, più artista di prima.

Non tutti, infatti, riescono ad ammettere di essere suscettibili alle provocazioni. Spesso, proprio gli obiettivi irritanti di certe azioni, i ricchi e potenti dalle pretese intellettuali, provano una soggezione affascinata per chi brandisce la spada contro di loro, tra un sorriso sottile e una battuta pungente.

Contro la smania del collezionista e l’esaltazione romantica dell’opera, tipica dell’arte italiana, contro il prodotto di false leggende, contro simboli come la firma e l’originalità, più legati alla speculazione che all’effettivo valore culturale ed espressivo dell’opera, l’artista produce (e mai come in questo caso verbo fu più azzeccato) Merda d’Artista.

L’esposizione e l’ acquisto dell’opera da parte della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, nel 1961 provocò uno scandalo di dimensioni esagerate, che la rese, addirittura, oggetto di una violenta interpellanza parlamentare.
L’opera consisteva in una serie di confezioni, simili a quelle di carne in scatola, che proprio allora cominciavano a circolare anche in Italia. Le scatole riportavano una scritta in più lingue che attestava meticolosamente

“CONTENUTO NETTO Gr 30. CONSERVATA AL NATURALE. PRODOTTA E INSCATOLATA NEL MAGGIO DEL ‘61”

Inoltre, erano avvolte da una carta bianca, punteggiata dal nome dell’artista ripetuto continuamente in grigioverde, quasi una garanzia di qualità del prodotto. Sulla parte superiore della scatoletta c’era la firma dell’artista e un numero di serie.

Il prezzo di vendita doveva essere equivalente a 30 gr d’oro, ovvero al valore economico della sensibilità dell’artista, rimarcando un’antica equivalenza tra sterco e denaro, presente nell’inconscio collettivo.

La provocazione è sotto gli occhi di tutti, amatori, intenditori e profani.

L’artista, nel tentativo conclamato di rompere definitivamente con le sue storiche padronanze, finisce per diventarne il profeta consacrato, il mito, il rappresentante più significativo.

In preda al furor creativo, da vero artista romantico e geniale, che non è, Manzoni realizza un enorme cubo, pensato per reggere il globo e che, proprio per questo, reca una scrittura ribaltata, come se tutto il mondo fosse un’opera, naturalmente, sua.

Il sarcasmo sul legame artista-creatore-divino ha raggiunto il massimo, perché anche solo salendo su un normalissimo tronco di piramide chiunque può sentirsi, seppure temporaneamente, una sua opera.

La provocazione si è consumata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...