Chi lascia la strada vecchia per la nuova… vive.

E’ così che ti sento, vita: perpendicolare al cuore.

Gli incontri più magici me li metti sulla strada quando non sono affatto preparata a viverli. Forse per preservare lo stupore e tutta la genuinità di una bella sorpresa.

Quando cerco qualcosa e ne trovo un’altra, posso cambiare prospettiva. Magari anche direzione.

Vero, perché gli incontri inaspettati offrono una duplice occasione: capire che è meglio spostarsi altrove o confermare che quella è la direzione giusta.

Forse l’importante, al contrario di quanto ne dicano, non è cercare, ma trovare.

Questo giardino pensile chiamato Nea, sospeso tra il sogno e l’ambizione, situato al confine tra il “ce la posso fare” e l’ “ormai è troppo tardi”, mi sta servendo di lezione.

Ad andare incontro agli altri, verso la vita.

Vi sembrerà strano, lo so, e immagino le vostre facce divertite e incredule di fronte a questa pagina.

Pur se virtuale e tecnologico, sintetico, telematico e microchippico, Nea ha qualcosa di ardente: gli sguardi di tutte quelle persone che non ho mai visto negli occhi, ma che ho dolcemente disegnato nei miei pensieri, tra una chat e una mail; il suono di quelle parole che non ho mai sentito (forse non sentirò mai) e che riecheggiano fra le pareti di questa stanza.

Proprio vero che la vita è ciò che ti accade, mentre sei impegnato in altri progetti.

Avevo “Perpendicolare” di Cristina Donà nelle orecchie e la canticchiavo, sistemando carte. Mi son detta: “Devo averla su Nea”. Detto fatto, l’ho contattata subito dopo averlo pensato e lei, in barba a tutte le mie più rosee aspettative, mi ha risposto, accordandomi l’intervista e lasciandomi il contatto di Cix, di parlarne con lui.

Esattamente in questa maniera, è partito un fitto, gentile e simpatico scambio di mail con Cix.

E chi è Cix? Cix è un Artist Connector, colui che permette all’artista di esprimere e manifestare al pubblico la sua Arte senza essere veicolato da altre norme di controllo se non quelle dettate dall’esigenza di esprimere la bellezza.

Nella fattispecie, Cix è l’Artist Connector di Cristina Donà. E non solo.

Ma andiamo per gradi.

Dopo aver mandato le mie belle domande a Cristina, io e Cix ci salutiamo con la promessa, da parte mia, di farci anche noi una chiacchierata, ché era stato così carino e disponibile. E mi sarebbe piaciuto capire come si vive a stretto contatto con un’artista tanto speciale come Cristina.

Un bel dì, mentre ero persa nei meandri vorticosi delle onde sconclusionate del World Wide Web, non so come né perché, vado a scoprire che Cix altri non è che Gianni Cicchi, co-fondatore e batterista dei Diaframma, gruppo rock italiano formatosi nel 1978, che faceva capolino nel panorama musicale nostrano.

Giunto il periodo approssimativo della “consegna risposte” di Cristina, ho contattato Cix, ricordandogli la promessa della “nostra”chiacchierata.

In men che non si dica, mi sono ritrovata nella chat  di Skype con lui.

Cix Ciao Nina.

C.N. Eccomi. Allora, come ti spiegavo via mail: preferisco una chiacchierata in chat per diversi motivi che ti spiego subito. Non è mancanza di “coraggio”, se mi fosse possibile vi intervisterei tutti di persona. E’ che l’assenza del contatto visivo “compromette” l’empatia e solo il sonoro, a me personalmente, provoca molto disagio, quindi perdo il filo conduttore ogni cinque minuti. Senza contare che la conversazione scritta mi facilita alla grande il lavoro di stesura del testo.

Cix Capisco. Non so bene come possa essere per te interessante intervistarmi. Non sono un artista, anche se lo sono stato negli anni ’80.

C.N. Ecco appunto! L’ho scoperto quasi per caso, prima di Natale che hai fatto parte (poi mi sono documentata) di un gruppo rock progressivo.

Cix Non direi progressivo. Ho co-fondato il gruppo rock Diaframma nel 1978, un periodo in cui pare fossimo agli albori del rock italiano cantato in italiano. In quel periodo, nacquero a Firenze anche i Litfiba. Ci definirono all’inizio, non a torto, un gruppo dark perché prendevamo ispirazione da gruppi come Joy Division e Cure.

C.N. Sapresti linkarmi qualche pezzo in cui ci sei tu alla batteria?

Cix Un secondo… c’è il videoclip della nostra canzone più nota “Siberia” tratta dall’omonimo album. Io sono quello più magro di tutti.

Ride con una emoticon.

 

C.N. Aspetta che vado a sentire… non è dark… pensa te come stavamo in Italia per dire che questo sound era dark.

Cix Le definizioni come sai non provengono mai dagli artisti. E’ vero però che amavamo i Joy Division che in UK erano definiti dark. Da parte nostra non amavamo comunque essere definiti.

C.N. Certo… vabbè che mentre in Uk i Betales cantavano “she loves you yeah yeah yeah” noi avevamo Claudio Villa eh. Non che Villa non mi piaccia, ma per capire a che livello di evoluzione musicale eravamo rispetto al resto del mondo o quantomeno dell’Europa. Mi piace l’inserimento del sax nel pezzo lo rende molto moderno.

Cix Pensa te. A me all’epoca non piaceva ma poi mi ci sono abituato.

C.N. Eri troppo nel sound tu, non avevi la giusta distanza.

Cix Avevo  vent’anni e scoprivo la musica.

C.N. Premetto, io non sono un critico né musicale né artistico. Ho una formazione artistica alle spalle e mi piace scrivere d’arte. Non ho velleità da critico musicale. però, mi piace molto ascoltare musica e, nella mia ignoranza, e secondo il mio gusto, posso dire che inserire il sax nelle atmosfere elettroniche e nel sound dark, per citare la definizione che vi hanno dato,  è stato un atto audace.

Cix Si concordo.

C.N. Però ben riuscito a mio parere.

Cix Il gusto si affina con la conoscenza, ed io all’epoca non conoscevo quasi niente. Una delle nostre speranze di allora era proprio quella di fare un salto. Di allinearci a Uk e USA. Non c’era internet all’epoca e la nostra connessione era un negozio di dischi di Firenze che aveva certi dischi di importazione e un commesso che aveva uno sguardo contemporaneo. Il negozio si chiamava “Contempo records” . Il commesso, come spesso accade nella storia, per me è stato il medium, la persona che ha contribuito alla nostra formazione in maniera decisiva all’inizio. Eppure non è mai stato citato in nessuno degli innumerevoli libri che sono usciti sulla Firenze degli anni ’80 che fanno risalire a quel periodo l’inizio del rock italiano. Questa cosa mi dispiace molto.
Si ha sempre bisogno di un personaggio eroico, un front man, ma senza nulla togliere ad altri ci sono persone che sarebbe giusto menzionare. Questa persona si chiama Gozzini (il nome di battesimo non lo ricordo). Era lui che ci diceva: senti un po’ questa roba…si chiamano U2 …. ah si… fai un po’ sentire…. INCREDIBILE! E poi senti questi , sono i Sex Pistols… folgorazione !
Comunque, il passato è l’unica cosa perfetta che abbiamo nella vita. Quindi non recrimino, ma al tempo stesso non amo le celebrazioni e ancor meno le auto-celebrazioni. Non c’è bisogno: è tutto perfetto perché compiuto.
Più volte mi hanno chiesto di fare una reunion col gruppo, capisco l’esigenza, ma non fa per me. Non mi va di tornare a toccare qualcosa che in quanto appartenente al passato è perfetta. Stop.

C.N. Cosa fatta capo ha. Mi sembra giusto. E insomma questo commesso dal respiro musicale europeo vi ha aperto un mondo, in pratica.

Cix Sì, è così.

C.N. A parte i giovani Litfiba, cosa c’era in giro musicalmente parlando da un punto di vista rock in Italia?

Cix Niente. Si proveniva da un periodo dove il virtuosismo fine a stesso aveva imperato. Occorreva essere bravissimi tecnicamente e poi improvvisamente il punk ha distrutto tutto questo. Tutti potevamo provarci, fare musica. Noi non sapevamo suonare eppure siamo finiti nei libri di storia del rock. L’unico riferimento italiano che avevamo più vicino era un gruppo bolognese che si chiamava Gaz Nevada. Ma poi si sono persi in seguito. L’unico artista Italiano a cui io personalmente guardavo, sebbene distante da noi, era Franco Battiato. I cantautori classici erano per me troppo “privi” di musica.

Comunque nel 1985 ho messo la batteria in soffitta e non l’ho più toccata. Molti si meravigliano di questa cosa ma, per quanto ti dicevo prima riguardo al passato, sono fatto così. Non mi mancano quei momenti, ho trovato grande soddisfazione anche dalla parte opposta dello strumento, sono stato parte di cose belle. Come quando ero socio e amministratore dell’etichetta CPI, Consorzio Produttori Indipendenti. Un esperienza di quelle che resta per sempre. Con i CSI di Giovanni Lindo Ferretti, i Marlene Kuntz e tanti altri splendidi artisti.
Per non parlare del lavoro di adesso con Cristina Donà e i Pastis (questi ultimi nell’ambito della videoarte o presunta tale).

C.N. Ok allora veniamo al tuo attuale lavoro… Cristina è un artista pazzesca.

Cix E anche una persona pazzesca.

C.N. Proprio oggi riflettevo che sul blog ho pochissime interviste ad artiste donne e mi domandavo il perché. E sono giunta alla conclusione che, mio malgrado, le donne hanno prima cosa minore opportunità di emergere a livello artistico se non appartengono a quella categoria che si fa manipolare dalle case discografiche; seconda cosa, mi pare di constatare che pochissime donne hanno quel mordente, quella marcia in più che le differenzia dal piattume generale della fascia simil-adolescenziale. Cristina è una tra quelle che più preferisco, perché è “femmina” nella sua arte senza perdere la femminilità; è donna senza cadere nel buco dell’amore alla Federico Moccia.

Cix Alle bambine si è sempre detto: “come sei bella”. Ai maschietti: “sei stato bravo”. Io ho una bambina, che adesso è una ragazza perché ha sedici anni, e penso che le cose stiano cambiando ma basta già questa apparentemente innocua distinzione per instradare una donna verso una maggiore passività. Ciò potrebbe in effetti essere uno di motivi e stare all’origine del fatto che una artista donna tenda a dar troppo retta ai suoi discografici o collaboratori. La bellezza è uno status passivo, la bravura è invece una dinamica attiva. Un’artista emergente che abbia talento DEVE ascoltare di più se stessa
Discorso pericoloso comunque… e lungo.

C.N. Anche la qualità dei testi, in linea di massima oggi, è decisamente bassa: la donna tradita, gelosa della nuova compagna, l’ultima notte d’amore e poi la maniera in cui vengono trattati i temi, che potrebbero essere diversi se affrontati con un mood differente, è fortemente machista, al limite del ridicolo. Ai miei occhi e alle mie orecchie. Di Cristina mi piace molto per dirti, “Perpendicolare”: ha un modo di affrontare la devozione verso il compagno che va al di là delle distinzioni di genere.

Cix Hai detto bene “devozione” ma in realtà non è per il compagno ma è dedicata al figlio. Ecco perché parla in quel modo particolare e lo fa comunque in maniera originale. Comunque tornando alle artiste o artisti di talento il mio ruolo di manager è certamente quello di conciliare la loro espressione artistica con l’epoca in cui vivono (cosa da cui nessun può astrarsi). Una sorta di ipofisi che tenta di regolare i flussi. Ma anche quello di non farli/le dipendere da altri, nemmeno da me.

C.N. Fai da filtro col mondo esterno?

Cix Magari solo filtro, sarebbe troppo semplice! Sì, esiste anche questo aspetto, ma questo può farlo anche una segreteria artistica. Cerco di dare efficacia alla bellezza. Viviamo tempi dove l’informazione abbonda e la conoscenza vera resta rara. Tutto è in superficie, tutti sono in superficie / vivono veloci /corrono. Nessuno approfondisce. I miei artisti non possono sopravvivere in un epoca così. Dunque debbo mettere delle boe di superficie che il maggior numero di persone possa notare. Molti non le noteranno comunque, altri più vicini le notano e poi si immergono seguendo il cavo che le lega al fondo. In fondo scoprono veramente l’artista. Se tu hai una verità da dire ma non la dici con eloquenza nessuno ti capirà. Allo stesso modo se tu esprimi qualcosa di bello, ma non ti poni il problema di come renderlo anche efficace (senza snaturarlo ovviamente), non otterrai dei risultati. Posto che interessi ottenere dei risultati… ma la mia esperienza mi dice che si, di solito interessa.
Per questo intervengo poco dopo che una canzone è stata composta.
Se l’artista fa un pulcino io di solito non posso più far niente, se invece si limita a fare l’uovo (se abbiamo una formazione culturale simile o sovrapponibile) allora posso
E’ un sentire che non si può dire. E’ appunto ciò che fa un ipofisi: regola un flusso. In questo caso artistico.

C.N. Parlami dei Pastis, adesso.

Cix Sì, uno di loro (Saverio Lanza) è il co-autore dei brani di Cristina. Produttore artistico e direttore d’orchestra.

Nello scorso Tour, Cristina lo ha portato come primo brano del bis proiettandolo in sala.

C.N. Ascolta ma sono eccezionali, mi piacciono da matti! Quelli sono attori o sono stati ripresi mentre veramente assistevano ad una partita?

Cix No, loro non usano mai attori. Sono i loro genitori mentre guardano la finale dei mondiali di calcio, nel 2006.

C.N. Ma è speciale ‘sta cosa! Temevo che fossero attori perché avrebbe perso l’autenticità il tutto.

Cix Loro immaginano un risultato ma sono sempre a rischio perché non sanno mai se me uscirà un’opera.

C.N. E senti, di loro scrivo un pezzo a parte, ovviamente.

Cix Ok, si è meglio che intervisti artisti veri. Non un bastardo come me. (ironico, N.d.N.)

C.N. Ma no, scherzi? Tu sei preziosissimo. Non posso mettere troppa carne su un solo fuoco. Il fuoco diventerebbe tutto fumo. D’altronde anche tu meriti un’intervista tutta tua
visto che se ho l’onore di avere Cristina sul mio blog e il piacere di conoscere questi nuovi artisti è merito tuo.  e se il tuo lavoro è di far percepire la bellezza piantando boe che conducano negli abissi, beh… con me ci sei riuscito!

Cix E’ merito del tuo sentire e della tua curiosità.

C.N. Eh, grazie… la curiosità mi porterà all’inferno.

Cix Ahahaha! Non credo.

C.N. Per me oggi sei stato come il tuo commesso di firenze dallo sguardo contemporaneo: mi hai aperto un mondo.

Cix Addirittura. Bene dai. Viva.

C.N. Certo! Sono sempre felice e intimamente grata, quando incontro persone che mi insegnano e mi mostrano cose nuove.

Cix Posso dirti che se il tuo blog non mi avesse detto niente, non avresti mai intervistato Cristina né sarei qui in chat. Quello che scrivi è degno di attenzione.

C.N. Ne sono onorata e ti ringrazio davvero.

Cix Ok, se abbiamo finito con i complimenti posso congedarmi?

C.N. Ahahah! Sì, ma certo.

Ecco, alla fine, cosa ho capito di Cix. Cix è come il mio bloggiardino pensile chiamato Nea: invece che parlare di lui, parla sempre degli altri. Ma è giusto dal modo in cui si parla degli altri che il sé più intimo segretamente si manifesta.

“L’ammirazione è una cosa meravigliosa: fa sì che ciò che è eccellente negli altri appartenga anche a noi.”

                                                                                                             Voltaire

Grazie di tutto, Cix. A prestissimo.

“E’ così che ti sento perpendicolare a me, avvitato nelle ossa, forte nel restare”.
La perpendicolarità come simbolo di perfezione, di equilibrio e di profondità. L’amore descritto nella sua parte più sacra così come quella carnale. L’amore verso un figlio che nasce dalla carne, dalla tua anima e lì rimane. 
                                                                                               Cristina Donà
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11 thoughts on “Chi lascia la strada vecchia per la nuova… vive.

  1. mi hai fatto tornare in mente una schifezza che scrissi una dozzina d’anni fa

    DIVERSO
    Nel regno della Regina di Cuori,
    Sudditi espongono veementi
    Il loro seme, il loro valore,
    Su apparenze senza spessore.
    Profili inconsistenti
    Da trascendenti prospettive.
    La mia Esistenza è trasversale,
    Precario perpendicolare equilibrio
    Nella planare Realtà.
    Appaio linea,
    Celando indefinite
    Metafisiche estensioni
    In intangibili dimensioni.

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