La lettura dell’Opera

1) Piano Narrativo-Psicologico

In questa tela, il pittore mette in scena non solo una sua personale visione della donna,

ma quella che era la concezione comune nel suo intero periodo storico, da un punto di vista letterario, artistico, pittorico e intellettuale.

Munch ci racconta, in maniera particolarissima, della sua tormentata vita sentimentale e di un’altrettanto maledetta idea della sessualità. Denuncia, come si può intuire dalla costruzione compositiva e dalla scelta dei colori, un’ossessione vertiginosa che segna profondamente la sua esperienza artistica.

La donna, sorgente di vita e, allo stesso tempo, fonte e amministratrice di morte, col suo abbraccio, lo cattura e inghiotte, si ciba di lui, mantide religiosa che per suo piacere fagocita, solo dopo averlo usato, il maschio della sua specie.

Reintegrandolo in se stessa, ella riconferma tutta la sua magica e tellurica potenza creatrice e distruttrice.

Un’ossessione misogina, quindi, che dà il volto femminile al proprio timore di disintegrazione dell’Io. L’interezza fisica e quella psicologica dell’uomo sono costantemente minacciate dal desiderio, dalla brama, dalla tentazione e ugualmente dall’odio e dalla repulsione nei confronti del medesimo oggetto, la femmina.

Le radici dell’irrequietezza del pittore potrebbero trovarsi nella morte della madre e della sorella, ancora bambino, quando, questi due lutti innescano in lui una perversa relazione tra il desiderio e il dolore.

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Edward Munch, Vampiro, 1893-94 Nasionalgalleriet, Oslo

 

2) Piano di Lettura Storico

Quella del periodo storico in cui tutta la produzione  di Munch si colloca è un’arte che mette in scena la colpa, il desiderio, la paura e disocculta le emozioni scure che insidiano la rispettabilità borghese, ostentando l’erotismo come una malattia dell’anima.

Da un’altra parte del mondo, qualcun altro, invece, cerca di riscattare la sessualità presentandola come un dono, un dovuto godimento fisico che compensa un altrettanto dovuto godimento psicologico e morale. (L’amante di Lady Chatterly, Lawrence).

Con l’avvento della psicoanalisi e l’intuizione da parte di Freud dell’origine sessuale della nevrosi, l’uomo realizza che sono gli impulsi sessuali a regolare e governare l’andare verso il mondo e se stessi.

Tale visione mette in una posizione alquanto precaria l’Io, sempre suscettibile di discussioni infinite e infinite frammentazioni. E’ chiaro anche nelle opere  teatrali di Ibsen che qualcosa tra l’individuo e il mondo sta cambiando.

3) Piano di lettura Iconografico

Due figure che si stagliano su un fondo scuro, sul quale incombe un’ombra cupa e gigantesca.

La posizione dei due personaggi ricorda l’iconografia sacra di una pietà , con la differenza, non affatto irrilevante, che mentre nella raffigurazione tradizionale il Cristo è rivolto verso l’esterno avendo versato il suo sangue per il riscatto dell’umanità, qui l’uomo è riverso nel grembo femminile, materno, rinchiuso in se stesso, poiché il suo immolarsi all’istinto e al desiderio sessuale è infruttuoso e sterile e il suo sangue sarà in grado di generare solo morte.

La donna, come una Madonna accoglie suo figlio tra le braccia. In questo caso, però, non è affatto disposta al sacrificio estremo per il mondo, ma è crudele e sadica e intenta a riprenderselo, aggrovigliando il corpo nei suoi capelli che, come tentacoli, lo intrappolano nella ragnatela della pulsione. Zampilli di sangue versati in nome del Dio Piacere.

L’artista sottolinea, consapevole, l’ombra spaventosa che li circonda come un’aura, presagio nefasto di decadenza, un memento mori: l’istinto fuori controllo conduce, inevitabilmente, alla distruzione.

Nessuna speranza, all’orizzonte, perché il fondo è scuro. Il futuro è interpretato come un buco nero, senza inizio né fine.

La collocazione spazio-temporale è quasi impossibile, perché il paesaggio è tutto interiore, rappresentazione di un sentimento privato reso universale.

4) Piano di lettura compositivo-formale

  • iconografia sacra della Pietà;
  • olio su tela molto diluito: velo trasparente che rifiuta la materia umana e la matericità del colore;
  • solo due figure su fondo scuro;
  • un solo piano visivo-compositivo;
  • assenza di profondità e prospettiva;
  • ombra: più materica rispetto al resto della composizione.

5) Piano di Lettura Iconologico

  • capelli: ragnatela,rivoli di sangue, corde;
  • titolo dell’Opera: Vampiro, succhia sangue ed energia agli altri per sopravvivere attraverso il tempo e lo spazio (che, comunque, sono assenti);
  •   concezione perversa della figura femminile;
  • messa in scena dei tormenti dell’Io freudiano, in preda alle pulsioni sessuali nel suo procedere verso il mondo e se stesso.

 

 

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