La Fantasia è Realtà – introduzione

Introduzione

“Il mondo si può guardare ad altezza d’uomo, ma anche dall’alto di una nuvola. Nella realtà si può entrare dalla porta principale o infilarvisi, ed è più divertente, da un finestrino.”

                                                                            G. Rodari, Grammatica della fantasia

In un mondo che spinge e ci costringe a indossare gli stessi vestiti,

a parlare lo stesso slang, a comunicare con gli stessi apparecchi tecnologici, a frequentare gli stessi circoli di amicizie, a volere, o peggio, a credere di volere le stesse cose, a essere praticamente uguali sotto tutti i profili, pena la umiliante esclusione dal branco, questa mia proposta rischia di apparire fastidiosa e anacronistica.

Tuttavia, avverto l’importanza del senso critico; l’urgenza di avere un approccio problematico alla realtà che ci circonda, il bisogno di sviluppare la capacità di provare empatia e di cambiare continuamente punto di vista, orientamento e prospettiva, aprendoci al cambiamento, rifiutando la staticità di idee fisse.

Quando sento qualcuno affermare che è necessario svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e  dalle posizioni, ancora ci credo.

Attraverso un processo di distruzione del sapere tradizionale, di quel modo di ragionare a senso unico che sin dall’infanzia ci inculcano, cerco di dimostrare che le cose non stanno proprio così come ci dicono. Attivo, in seguito, un procedimento costruttivo della conoscenza immaginaria personale, innovativa. Nonostante gli occhi violentati e sbarrati dai metodi di insegnamento iniqui, noiosi e stati mentali e schemi sociali preconfezionati a  misura di uomo medio, dobbiamo imparare a vedere.

E poiché, come abbiamo imparato in tempi recenti, l’arte non è che un ragionamento intorno all’arte, ne conviene che il cerchio si chiude e qui trova il suo punto di partenza.

Inizio, fine e centro sono il medesimo punto e fulcro del mio Lavoro: l’occhio che, nello specifico, deve necessariamente essere spalancato.

La fantasia, a mio avviso, non sta, come intendiamo, nel sogno a occhi chiusi, ma nel progettare, a partire dalla presenza reale, un’alternativa in cui le folli regole e convenzioni sociali sono sovvertite, dove vige lo Statuto degli Opposti, in simbiotica armonia.

“La fantasia, l’invenzione,la creatività pensano; l’immaginazione vede.”

                                                                                                      B. Munari, Fantasia

Prima di improvvisare una variazione sul tema a pianoforte, bisogna possedere tutta la grammatica che regola la musica. Prima di giocare con i colori, bisogna senz’altro conoscerne il potere evocativo emozionale e spirituale.

La mia proposta, che potrebbe divenire unità didattica posta a inizio o a conclusione di un percorso guidato all’educazione all’immagine, si propone l’obiettivo di aprire gli orizzonti conoscitivi a un nuovo modo di stare al mondo, alla comprensione di quanto le diversità non siano da fuggire, bensì da coltivare e conservare, in modo da riempirci sempre di varie ed eventuali interpretazioni.

Lo scopo ambizioso, forse un po’ presuntuoso, è quello di invitare a vivere la realtà presente, qui e ora, ad agire e interagire con essa attraverso i sensi, conoscendo gli inganni della mente e sfondando quel velo che appanna il cuore in modo creativo, originale, fresco, non adattato agli stereotipi.

Guardare il mondo sempre dallo stesso verso non lo fa cambiare.

Guardarlo allora, alla rovescia, come fanno i folli, può rivelarne elementi inaspettati, sorprendenti, stimolanti e chiarire il motivo per cui si deve resistere all’appiattimento universale di cui siamo vittime con-senzienti.

Emergere con una personalità critica, brillante e in continua evoluzione, con un’immaginazione fervida e attiva e una fantasia sconfinante e sconfinata è l’unica possibilità che abbiamo per trasformare il grigio dei nostri cieli interiori in un azzurro limpido e vivace, popolato da nuvole in costante metamorfosi.

Non esiste nulla di definito, definitivo o definibile.

Tutti siamo immersi nelle acque del continuo divenire. L’unica certezza che ci accompagna è la trasformazione, fruttuoso input di creazione.

“Dobbiamo, quindi, liberare, i bambini da tutti i condizionamenti e aiutarli a sviluppare ogni personalità, perché questa possa aiutare la crescita collettiva.”

                                                                                                      B. Munari, Fantasia

Il progetto, attraverso il quale vi condurrò, mano nella mano, prevede lo sviluppo di diversi punti:

  • i sensi;
  • diversi modi di percepire le cose;
  • la realtà multipla;
  • lo spazio;
  • lo spazio come dimensione della mente;
  • m’inganni chi può;
  • lo spazio della fantasia;
  • l’errore è creativo;
  • sbagliando s’inventa (l’errore come motore della fantasia);
  • la realtà riflessa;
  • la realtà immaginata.

Questo, spero affascinante, viaggio vi darà la possibilità di riflettere sulle immagini con quesiti, comparazioni e stimoli che faciliteranno la comprensione non solo della lettura futura delle opere, ma anche del contesto iconografico, iconologico, storico, narrativo e psicologico che soggiacciono a qualunque creazione artistica. Anche alla vostra.

(Immagine in evidenza, Alice’s journey in the world of wonderland, Tom Dubois)

 (leggi successivo)

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5 thoughts on “La Fantasia è Realtà – introduzione

  1. Non parlo da totale profano, essendo in qualche modo coinvolto nelle logiche e nei metodi d’insegnamento. Prima con mia madre insegnante di scuola elementare, poi con una compagna professoressa di matematica e più tardi dirigente scolastica e, come se non bastasse, io stesso a lungo responsabile del training aziendale.
    Tutto ciò per sottolineare con forza alcuni passaggi sui quali induci giustamente a riflettere e che chiedi con proposte concrete di superare:
    1- l’ingabbiamento delle idee negli schemi inventati (o creati) da altri secondo le proprie visioni e i propri obiettivi. Va da sé che la creatività di chi deve apprendere, a qualunque età e livello, viene rallentata, standardizzata e, nelle aziende, perfino impedita;
    2- la liberazione dai condizionamenti cominciando dai bambini. Abbattere cioè la perversa logica che ci vuole tutti perfettamente inquadrati in uno schema che porta beneficio solo agli altri. Un giorno saremo tutti consumatori, tutti spettatori, tutti elettori: il sistema vuole che i nostri pensieri e i nostri comportamenti siano assolutamente allineati!
    3 – infine i contesti, socio-culturali e tecnici che sostengono il processo creativo. Se la nostra immaginazione ha le ali tarpate sempre da quello schema di gioco voluto dalla società e vieppiù da deleterie scelte politiche, l’arte si appiattisce oppure non è arte.
    Magnifico lavoro che personalmente apprezzo tantissimo. Complimenti. 🙂 Piero

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