La Fantasia è Realtà – parte prima

(leggi precedente)

I sensi

 

“E’ un tempio, la Natura ove viventi

pilastri a volte confuse parole

mandano fuori; attraversa l’uomo

tra foreste di simboli dagli occhi

familiari. I profumi e i colori

e i suoni si rispondono come echi

lunghi che di lontano si confondono

in un’unità profonda e tenebrosa,

vasta come la notte e il chiarore.

Esistono profumi, freschi come

Carni di bimbo, dolci come gli oboi

E verdi come praterie; e degli altri

Corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno

L’espansione propria alle infinite

Cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio,

il benzoino, e cantano dei sensi

e dell’anima i lunghi rapimenti.”

  Charles Baudelaire, Corrispondenze

Ogni attività umana che, accumulando dati ed esperienze, regole e studi passa da una fase empirica a una tecnica, aspira a diventare Arte.

I mezzi che ci consentono di entrare in contatto col mondo che ci circonda sono i nostri sensi. Noi guardiamo, ascoltiamo, assaggiamo, tocchiamo, annusiamo e, compiendo queste azioni, immagazziniamo informazioni necessarie per descrivere e studiare cose e fatti che accadono a noi e agli altri.

I sensi dell’uomo sono cinque: vista, tatto, udito, olfatto e gusto. Insieme essi ci permettono di percepire la realtà in cui siamo immersi.

Gli occhi ci consentono di vedere, le orecchie di udire, l’epidermide di sentire, il naso di annusare, la bocca di assaporare.

“La vista, l’udito, il tatto e tutti gli altri percettori sensoriali si mettono in moto simultaneamente e l’intelligenza cerca di coordinare ogni tipo di sensazione per rendersi conto di ciò che succede.”

    B. Munari, Fantasia

Fin qui tutti d’accordo, vero?

Quando ci si sveglia la mattina

Che cos’è la percezione?

Per avere un’idea più chiara del significato di questa parola proviamo a cercarla sul vocabolario:

Percezione: il primo effetto del contatto dei sensi col mondo esterno.

In maniera più semplice, percepire vuol dire usare i nostri sensi per riconoscere le cose che ci stanno attorno.

Pensiamo al risveglio: quando dormiamo, non percepiamo nulla. Non vediamo, non ascoltiamo, non sentiamo sapori. Siamo del tutto scollegati col resto de mondo, perché immersi in una dimensione mentale altra rispetto allo stato di veglia.

Pensiamo anche ai cicli stagionali dell’anno: nei mesi freddi ci sentiamo fiacchi, privi di energia, stanchi, mentre con l’avvento del caldo, quando l’aria comincia a intiepidirsi e la luce del sole ritorna nei cieli tersi, allungando le giornate, ci sentiamo più carichi, attivi, insomma vivi.

I nostri sensi si sono risvegliati.

Ora tocca a voi

Provate a ricordare e raccontare le sensazioni percepite al risveglio:

  • quali rumori ci svegliano dal sonno?
  • che cosa vediamo appena apriamo gli occhi?
  • quali sapori percepiamo per primi?
  • quali odori e profumi avvolgono il nostro olfatto?
  • scrivete su un foglio di carta, insieme a un compagno/a le prime parole che vi vengono in mente pensando a vento, cioccolato, fiore, velluto, sapone.
  • confrontate le vostre risposte. Cosa è cambiato? Perché, secondo voi?

 

Diversi modi di percepire le cose

“L’uomo vede con gli occhi, sente con le orecchie, annusa col naso, gusta con la lingua e tasta con le dita. Un uomo ha occhi buoni, un altro li ha meno buoni. Uno ode di lontano, un altro è sordo. Uno ha l’odorato più sviluppato di un altro: sente odori di lontano, mentre un altro non sente nulla, anche se mette il naso sopra un uovo marcio. Chi riconosce le cose più disparate anche al solo toccarle, un altro non sa distinguere un pezzo di legno da un pezzo di carta. Chi, appena ha portato alla bocca qualcosa di dolce, ne sente il sapore, chi inghiotte senza distinguere ciò che è amaro come il fiele da ciò che è dolce come lo zucchero […]

Quando un uomo vuole rendersi conto di quello che una cosa è la guarda, ascolta il suono che produce quando la si percuote, qualche volta la fiuta e l’assaggia.

Ma l’uomo ha bisogno anzitutto di palpare la cosa che vuol conoscere, mentre per quasi tutti gli animali ciò che importa di più è fiutare. Il cavallo, il lupo, il cane, la mucca, l’orso non conoscono una cosa finché non l’hanno annusata. Quando un cavallo ha paura, sbuffa: gli è che si libera le narici per fiutare meglio; avrà paura finché non avrà fiutato meglio ciò che gli fa più paura.”

                                                                                                                                 Lev Tolstoj

Per sapere se la corteccia di un albero è rugosa, sappiamo bene che non c’è più bisogno di toccarla, perché oramai abbiamo archiviato il dato. Per sapere se il vetro della finestra è levigato, possiamo evitare di passarci la mano.

L’esperienza accumulata, infatti, nel corso della nostra permanenza sulla terra, ci ha abituato a creare associazioni, inserendo le informazioni in categorie di percezioni visive e sensazioni tattili.

Stessa cosa vale per il binomio naso/bocca cioè odore/sapore.

Tutto questo si ripete ogni volta, in un continuo scambio necessario a definire.

In maniera analoga, perciò, la vista di una fragola o di un limone richiama istantaneamente al suo sapore, talvolta attivando le papille gustative e producendo la famosa “acquolina“.

Il cervello, lo sappiamo, non distingue l’immagine di un oggetto dall’oggetto stesso.

Ne diviene che conserviamo nella memoria, che assomiglia a una sorta di cassettiera, tutta una serie di informazioni e associazioni utili a catalogare il mondo, le cose, le situazioni e anche le persone.

Ora tocca a voi

Lavoriamo sulle immagini

Confrontate le immagini:

  • descrivere tutto ciò che è rappresentato nei tre dipinti;
  • quali forme si distinguono?
  • a cosa si possono associare? si può definire la natura di ogni oggetto dipinto?
  • quali sensi stimolano queste immagini?

Nonostante la realtà, percepibile attraverso i sensi sia oggettivamente una, notiamo come le diverse sensibilità e i differenti punti di vista  dei tre artisti scelti, collocati in spazi e tempi lontani, abbiano percepito, vissuto e interpretato la realtà.

Il modo in cui il cervello ha elaborato e associato le informazioni sensoriali è diverso da artista ad artista. Da individuo a individuo.

(leggi successivo)

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