La Fantasia è Realtà – parte terza

(leggi precedente)

Lo Spazio

Lo spazio è attorno a noi: può apparirci infinito, vuoto, limitato, ampio, angusto. Può comunicarci una sensazione di grande libertà, possiamo percorrerlo in molte direzioni, superare gli ostacoli in esso contenuti.

Diversamente, possiamo ricavarne un senso di oppressione o addirittura di angoscia, se bloccati nei movimenti o costretti una certa posizione a causa della sua ristrettezza.

Anche i colori possono contribuire ad allargare o restringere uno spazio: pareti e soffitto rossi restituiscono una sensazione di chiusura, bianchi, invece, di apertura e di grandezza.

Il nostro occhio può controllare uno spazio quando riesce a porre in relazione fra loro gli i corpi in esso disposti e a collocare, infine, se stesso all’interno di questa “dimensione” in rapporto agli oggetti presenti sulla scena.

L’occhio, dunque, tende a definirli in diverse posizioni: uno accanto all’altro, sulla sinistra, uno sopra l’altro, davanti o dietro.

In base all’esperienza accumulata, percepiamo come più vicine a noi le forme grandi; più lontane, invece, le piccole, pur avendo esse le medesime dimensioni.

Con il linguaggio visivo, lo spazio può essere rappresentato attraverso l’inganno prospettico.

Gli oggetti, infine, possono essere disegnati o deformati per comunicare una illusione.

Non esistono modi più o meno validi di raffigurare lo spazio. Ognuno ha una sua personale efficacia ed è, comunque, il riflesso della sensibilità particolare dell’autore e della cultura in cui è inserito.

Lo Spazio come Dimensione della Mente

Dell’inganno dei sensi

“L’occhio, nelle debite distanze e debiti mezzi, meno s’inganna nel suo uffizio, che nessun altro senso perché (non) vede se non per linee rette, che compongono la piramide (formata dai raggi luminosi, N.d.A.) che si fa base dell’obbiettivo e la conduce a esso occhio…”

                                                                              Leonardo da Vinci, Frammenti Letterari

Come sopra detto, pur sostenendo animosamente la superiorità della percezione visiva rispetto agli altri sensi, il Maestro fiorentino, abile scrittore e fine persuasore, con le sue stesse famosissime Opere, ha più volte dichiarato che l’occhio non è immune da errore.

Pensiamo al controverso dipinto “La vergine delle rocce”. In esso regna non solo l’indagine visiva della Natura, ma troneggia e impera un’atmosfera che sfonda la semplice figurazione ed evoca immagini e suoni provenienti dall’onirico o da uno stato di coscienza alterato, mistico.

Quindi l’arte e il suo linguaggio unita ai nostri sensi che, come finora detto, si presuppone siano rivelatori e indicatori di ciò che normalmente chiamiamo realtà, sono fallaci.

Non per forza quello che riusciamo a percepire solo attraverso i sensi è vero o è vero del tutto.

Divertitevi un po’.

 

Essi, i cinque sensi, indicano solo una parte del vero.

Cos’è vero, poi?

Per facilitarci il compito, definiamo vero tutto quello che è in grado di offrirci delle certezze, accumulate durante l’esperienza ripetuta nel tempo. Consideriamo vero, ad esempio, un essere umano con due occhi, un naso, una bocca, mentre consideriamo frutto dell’immaginazione e, dunque non vero, un essere umano con un occhio, due nasi e tre bocche.

Non è detto, però, che tutto ciò che non vediamo con gli occhi non esista. Due magneti, per dirne una. Tra i poli opposti si crea un’attrazione fortissima che permette alle calamite di attaccarsi. Se cerchiamo di separarle, noteremo che dovremo superare una certa resistenza, direttamente proporzionale alla forza di attrazione.

Sotto i nostri occhi, tuttavia, non accade proprio nulla.

Per quanto ci sforziamo, non riusciamo affatto a vedere la forza che si scatena, eppure, sappiamo esistere certamente.

Allora, è proprio vero. I sensi non offrono sempre certezze, perché non sono immuni da errori, anzi, a pensarci bene, il vedere stesso è un errore dell’occhio corretto dal cervello, che nell’arte si sostituisce allo sguardo interiore dell’artista.

“Perché la Poesia pone le sue cose nell’immaginazione e la Pittura le dà realmente fuori dall’occhio.”

                                                                                   Leonardo da Vinci, Frammenti Letterari

Lavoriamo sulle Immagini

Salvador Dalì, Il mercato degli Schiavi
Mercato degli Schiavi, Apparizione del Busto Invisibile di Voltaire, Salvador Dalì, 1940, Fondazione Reynolds-Morse, Cleveland

 

Lo scopo dell’artista, astuto ingannatore, è quello di suscitare stupore e meraviglia, dipingendo immagini fantastiche che sembrano prodotte dal mondo dei sogni. Questa immagine, in particolar modo, si basa su una illusione ottica: la nostra percezione ci consente di vedere, nella parte centrale della composizione, alternativamente tre figure affiancate sotto un arco o il ritratto di un uomo anziano, Voltaire, con i lineamenti accentuati dal contrasto chiaroscurale.

  • Quali sono i colori dominanti nel dipinto?
  • L’occhio viene catturato dalla parte centrale della composizione. Segnare con una crocetta per quale dei seguenti motivi questo avviene:   1)-perché i colori prevalenti sono il bianco e il nero, mentre il resto dell’immagine è creato su altri colori; 2)-perché le zone chiare e le zone scure sono separate nettamente, mentre gli altri colori sono sfumati; 3)-perché gli elementi che occupano la parte centrale hanno forme completamente differenti dalle altre;
  • Le teste delle due dame sullo sfondo  luminoso a quale parte del volto di Voltaire corrispondono?
  • L’artista guida la percezione visiva verso il punto del dipinto in cui si svela l’illusione ottica. Questo favorisce la comprensione del doppio significato dell’immagine già suggerito dal titolo dell’opera?

A questo punto, dobbiamo dire che bisogna imparare a usare l’occhio, quello fisico e soprattutto, quello della mente. Imparare a vedere e far vedere, comprendendo tutti gli inganni e gli scherzi, a cui talvolta i nostri ragionamenti sono sottoposti. Infine, svelare e ricomporre. Sciogliere e coagulare.

Ora tocca a voi

  • In quali momenti dell’esperienza quotidiana ritrovate un inganno percettivo legato all’occhio?
  • Sapreste definire di che tipo di inganno si tratta?

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