La Fantasia è Realtà – parte quarta

(leggi precedente)

Lo spazio della fantasia

Il cavallo alato, il drago a sette teste, la principessa con la luna tra i capelli, così come le rane parlanti o le fate dei boschi sono personaggi che non esistono nella realtà.

Sono, messi in rapporto a noi umani, dei non veri esseri umani,  poiché i nostri sensi non ci danno la certezza che lo siano.

Però, visto che abbiamo appreso che gli organi di senso non sono immuni da errori, chi ci vieta di pensare che queste creature esistano per davvero?

La fantasia ci garantisce che, certo, esistono eccome. Essa ci rapisce in un mondo parallelo, ma non per questo meno reale di quello che percepiamo.

D’altronde, non vi è mai capitato di perdere improvvisamente la cognizione del tempo e dello spazio, mentre leggete un libro? o ascoltate una canzone che vi piace in modo particolare?

Quante volte ci siamo ritrovati, dal divano di casa, in un castello dalle alte torri di guardia impraticabili, cercando di avvistare l’avvicinarsi del nemico?

Il comodo tepore casalingo si è sostituito all’avventurosa paura di essere attaccati da un drago sputafuoco.

Se suoniamo un violino o un qualsiasi strumento, nella nostra stanza, immediatamente siamo trasportati dal suono delle note che vibrano nell’aria, in un importantissimo teatro, pieno di volti che ci guardano e di mani che applaudono.

Con mazzuolo e scalpello per le mani, davanti a un blocco di pietra intatta, tutto il mondo intorno scompare. Rimane solo la pietra che ci risucchia tra le sue sensuali venature.

E’ grazie a questa incredibile quantità di realtà soggettive che i lavori degli artisti, anche di quelli più vicini tra loro, non saranno mai uguali.

E’ esattamente questo che rende la creazione e la fruizione di un’opera d’arte un’esperienza fondamentale di arricchimento.

L’errore è un errore creativo

L’errore, per la sua natura deliziosamente ambigua, non è da fuggire. Al contrario, esso può diventare la vera fonte prima a cui si abbevera il creativo che è in grado di sfruttarlo come sprone per una nuova intuizione.

Il grande e incantevole potere del linguaggio visivo è proprio quello di produrre immagini che, nella realtà, non esistono. Nascono così, i paradossi visivi, in cui le alterazioni improbabili sono ancora possibili. In questo modo, l’assurdo diventa fattibile.

Nella pubblicità, ad esempio, l’errore diventa creativo in quanto è presente non solo nella percezione visiva dell’immagine, ma anche nella mancanza di rispondenza tra immagine e parola scritta, alla maniera di Magritte.

Queste distorsioni distruggono il concetto iniziale e costruiscono un’idea nuova e originale, decisamente più interessante.

Sbagliando, s’inventa: l’errore creativo come motore della fantasia

Alcuni artisti, vi ricorrono per rappresentare il mondo dei sogni e dei desideri, un mondo emotivo privato e intimamente suggestivo.

Marc_Chagall_La_Passeggista_1917-8 San Pietroburgo, Museo di Stato Russo
La Passeggiata, Marc Chagall, 1917-18, Museo di Stato Russo, San Pietroburgo

Come noteremo, il soggetto è un’inverosimile passeggiata dei due innamorati nel verde delle campagne fuori Vitebsk, città natale dell’artista, fortemente amata.

Al centro della composizione, spicca la figura di Marc che, con la mano sinistra, il lato del cuore, stringe Bella, la sua compagna, mentre, nella destra regge delicatamente un uccellino.

Il gioco della costruzione della figura suggerisce che Chagall abbia ottenuto il dono del volo dall’animale e che il contatto con le mani del pittore abbia trasferito a Bella questa facoltà.

Appare lampante che la scena sia stata delicatamente estratta dalla vita sentimentale del pittore che ha voluto fermare sulla tela la sensazione di leggerezza e fragilità che la gioia di quel grande amore era in grado di donare loro.

La-persistenza-della-memoria-Salvador-Dali 1931 MoMa NY
La Persistenza della memoria, Salvador Dalì,1931, MoMa, NY

Il dipinto famosissimo è anche noto, proprio per la caratteristica dei soggetti rappresentati, come Orologi Molli.

Il paesaggio è desolato ed è probabilmente ispirato a Port Ligat, il tratto di costa spagnola dove  Dalì scelse di abitare con sua moglie Gala dal 1930.

Gli orologi, chiaro simbolo dell’irreversibile passaggio delle ore, si sciolgono in una improbabile dilatazione del tempo. Uno di essi si posa su un autoritratto che riconosciamo come tale in quanto riprende un’immagine da un precedente dipinto, Il grande masturbatore (1929).

In un’atmosfera di sogno, quasi un incubo, il pittore si ritrae trasfigurato, esattamente nel modo in cui avviene la proiezione dell’io nel mondo onirico dove tutto accade e tutto è possibile.

L’artista inscena, pur utilizzando una tavolozza vivace, ricca e luminosa, il tormento e il turbamento di un’ossessione che lo perseguita con una lenta e inesorabile costanza, supportato dallo scorrere flemmatico  e molle del tempo sciolto in una graduale eternità.

ENSOR l'ingresso di Cristo a Bruxelles, 1888-9 Musee des Beaux Arts, Anversa
L’ingresso di Cristo a Bruxelles, James Ensor, 1888-89, Musèe des Beaux Arts, Anversa

L’artista utilizza l’errore creativo trasformandolo in grottesco per denunciare alcuni aspetti della società a lui contemporanea.

Dotato di un immaginario irrequieto e brulicante di personaggi bizzarri, Ensor fu grandemente influenzato da tutta quella cultura popolare di strada con cui era venuto in contatto grazie all’attività della madre: una bancarella di maschere e souvenirs.

Il teatro folk e il carnevale divennero i suoi temi favoriti, identificando nell’irrazionalità del linguaggio popolare la vera natura dell’uomo.

Le sue opere, compresa questa citata, espongono l’interesse per il genere artistico della caricatura. Grazie all’utilizzo di questa tecnica, egli riuscì nell’intento di deridere l’ipocrisia del suo tempo storico, la classe borghese, considerandosi a essi estraneo.

Attraverso una palette materica e acida, attraverso la deformazione dei volti umani che diventano mostri macabri, simili agli zombie di futura generazione, Ensor trasforma la processione religiosa in un corteo carnevalesco, in cui tutte le brutture della società, sempre protette dall’invulnerabilità di un’effimera maschera, vengono disastrosamente a galla.

the-treachery-of-images ceci ne pas une pipe 1929,City Count Museum, LA
La Trahison des Images (Ceci n’est pas une pipe), Renèe Magritte, 1929, City County Museum, LA

L’artista compie un atto di provocazione associando l’immagine di una pipa con una didascalia che ci informa che non si tratta affatto di una pipa.

L’immagine ci tradisce, in quanto quella raffigurata non è che una proiezione su supporto della pipa e non la pipa stessa. Dal foglio, infatti, non possiamo estrarla e nemmeno fumarla.

Quindi, questa non è una pipa.

Lavoriamo sulle immagini

Labirinto-di-Escher, 1953
Relatività, Escer, 1953

Osserva attentamente l’immagine. L’artista, laureato in architettura, scopre, grazie all’aiuto di un suo maestro, di possedere delle strabilianti doti grafiche. Impara, così, a coniugare le tecniche del disegno specialistico a un personale immaginario visionario e pieno di personaggi, oggetti della natura, architetture, paesaggi fantastici, riuscendo a esprimersi in modo spontaneo e impeccabile.

  • Riesci a distinguere l’errore commesso dall’artista?
  • In che modo è riuscito a renderlo creativo?
  • Quali sensazioni suscita questa immagine?
  • Girando il foglio e tracciando le direzioni in cui si muovono le scalinate, troveremo una marea di linee. Perché l’autore ha utilizzato questa strategia ottica?
Gli archeologi, Giorgio De Chirico, 1927, Galleria Nazionale, d'Arte Moderna, Roma
Gli Archeologi,Giorgio de Chirico, 1927, Galleria d’Arte Moderna, Roma.

Questo dipinto appartiene al periodo metafisico di De Chirico, corrente artistica di cui è anche il fondatore ed esponente più significativo.

  • Descrivi la scena. Come la definiresti?
  • Come ha deciso, l’artista, di rappresentare i due personaggi in primo piano?
  • Avresti capito di chi si trattava senza il suggerimento del titolo?
  • In che modo l’errore creativo è stato fonte di ispirazione per il Maestro, secondo te?

(leggi successivo)

Annunci

One thought on “La Fantasia è Realtà – parte quarta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...