Mooseka Maestro! – pagina di commiato con recensioni rivedute e corrette

Part Two

Oggi succede una cosa bizzarra.

Qualcuno mette piccolo bastone in Ruota, sole si ferma.

E quando si ferma il sole, so’ cazzi.

Tutto è possibile: le porte si aprono, i portoni sbattono, le battone partono, i mufloni fumano, i Rumi ruminano e tante e tante altre cose.

Giustappunto oggi, voglio raccontarvi una storia che mi è capitata di recente, fresca fresca. Nata, cresciuta e defunta in meno di cento ore, perché è bizzarra e, forse, anche divertente. A tratti delirante, ma qual è il mio mestiere se non quello di annotare con scrupolosa attenzione ciò che accade intorno e interno a me? A prescindere da quanto senso possa avere?

Non saprei.

Considerate rari quei momenti, durante il transito terrestre, in cui il Genio di un’anima antica decide di manifestarsi nella rude materia e rifrangersi e infrangersi, come luce attraverso un cristallo, sulle comuni esistenze mortali.

Il mio è stato un incontro di questo tipo.

Un incontro che ha meritato addirittura due articoli: uno post mortem e uno di commiato, al di là del bene e del male.

Già, perché la richiesta, durante uno dei pochissimi momenti di conversazione banale, mi è  stata formalmente formulata, in caso di morte precedente alla mia. Questo certo, sarebbe uno di quei bislacchi casi in cui il soggetto in questione muore due volte, calpestando campi profani.

E quale momento migliore, se non adesso, se non ora, per salutare il mio millenario amico e accompagnarlo, mesta, al limitare della soglia del mondo? Io mantengo sempre le promesse e, anche questa volta, salverò il mio giuramento.

Comincio col dire che sono grata, davvero, perché, fortuita coincidenza, proprio nel giorno in cui la luce si attarda a spegnersi, Qui si festeggia qualcosa che gli umani chiamano mooseka.

Ho deciso, perciò, di celebrare questa luce attraverso la mooseka di Presta, amico millenario.

Voi forse non lo sapete, ancora, ma Essa rappresenta l’incontro tra piano psichico, medianico e astrale. Un connubio di arte e scienza senza pregiudizi, un’esplosione sincretica informale parallela al suo stesso essere.

Il Pollock della musica moderna: Presta decostruisce la forma per ridurla allo stato primordiale e coglierne l’essenza prima e vera. Infine, condensa la materia ricavata in originali composizioni.

Una “mort tres douce”, cosi la chiamano i suoi estimatori più raffinati, che conduce a nuova vita, che risveglia kundalini, attraverso manipolazioni sapienti di note, scale e pause musicali.

Un viaggio emozionale attraverso sonorità recuperate dagli abissi più profondi dello Spirito, vibrazioni telluriche, gong tibetani, chitarre elettriche e sound catartico.

Possiamo senza dubbio affermare che siamo di fronte alla nascita di un genere musicale innovativo: l’informale catafratto.

Come menadi ebbre che tarantolano in rituali magici elementali, le nostre emozioni preconfezionate su misura alla nascita, vengono scucite dai sound acidi e avveniristici di questo pezzo.

Un crescendo di vibrazioni ci inchioda nelle parti orchestrali, in cui archi arcuati dal potere di una mente arguta distruggono il concetto di melodia. Dai suoni della natura, attraverso voci che si confondono in una babele di eventi, la spirale umana si delinea.

La voce, raschiata e graffiante, scava nel cervello solchi sottilissimi, eppure profondi.

Testi volutamente provocatori, crudi e completamente immersi in un immaginario negromantico.

Prezioso esempio, questo, di come la creatività unita a un’acuta intelligenza spaziale, possa generare innovazioni inimmaginabili e raggiungere le nuvole più alte a partire dalla tradizione più radicata nell’ignaro inconscio collettivo.

Sound elettronici e cori baritonali si susseguono eccentrici e si alternano alla voce ferita, ricordando, neanche troppo lontanamente, un certo brit pop alternativo.

Indie-pop futuristico denso di grezza anima rock che pervade, insidiosa, tutto il substrato acustico.

La chiave di volta del lavoro musicale è, senza dubbio, l’ ironia: il gioco è controllato e indirizzato verso decisioni precise prese a monte.
Il suo è un mondo dall’apparente gravità monocroma. E’, invece, pieno di colori, sfumature, intenzioni, idee, divertimento.

Un approccio diverso alla vita.

Nessun’apparente leggerezza caleidoscopica che nasconde un serissima pertinenza agli schemi sociali.

Solo pura consapevolezza che niente è come sembra, che tutto è effimero e che non c’è nulla di prezioso quanto il volo di un’ape che laboriosa feconda la vita intorno a sé.

Due parole le spendo anche su Presta uomo: non so.

Ma una cosa la so per certa: accettate le sue richieste di amicizia sui social solo se siete seriamente preparati a vivere situazioni inenarrabili, dal sapore surreale.

Non dite che non vi avevo avvisato.

Leggi precedente.

    

Annunci

One thought on “Mooseka Maestro! – pagina di commiato con recensioni rivedute e corrette

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...