La bolla e la bambina

C’era una volta una bambina che rincorreva, notte e giorno, bolle di sapone.

Restava incantata dalla loro bellezza e dalla loro trasparenza, dai riflessi arcobaleno che specchiavano il mondo al rovescio di colori vivi e brillanti.

La bambina pensava che quando, finalmente, avesse posseduto una bolla, una soltanto, ciò le sarebbe bastato per essere felice.

Peccato, però, che ogni volta che con la punta di un dito riusciva a sfiorarne la fragile superficie, questa si frantumava in uno scintillio di goccioline svanite nell’aria, liberando tutta la luce che aveva trattenuto.

E la magia finiva.

Così, ricominciava a inseguire l’impossibile.

Un bel dì, mentre era lì per afferrare una perfetta sfera a lungo rincorsa, fece una cosa che non aveva mai fatto: alzò lo sguardo e, per la prima volta, distinse se stessa come un barbaglio nel sapone.

A quella rivelazione, fece un passo indietro stordita e realizzò di non essere più una bambina, ma una persona che aveva troppo a lungo preteso l’inottenibile.

A quel punto, spinse il suo sguardo oltre l’iridescenza della bolla.

E fu allora che vide un Mago che soffiava incantevoli bolle e intorno a lui tanti bambini con le braccia alzate che danzavano circondati di magia.

Avvolta in quella danza prodigiosa, la bambina apprese che per essere felici non serve possedere la magia, ma capire di esserne parte.

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