Poi un giorno qualcuno mi ha detto…

Tardi scopro il tuo dolore e il mio fardello diventa più grave (come mi dispiace!).

Spero che la notte ti dia sollievo fino all’alba di un nuovo giorno.

Capisci perché non accetterò mai l’esistenza? Questa maledetta legge della natura che vuole giustificare l’ingiustificabile? Lieto il mio cuore cesserà di battere (Mè.).

Nemmeno l’amore può distrarre dalla carneficina che si consuma ogni attimo in ogni angolo del pianeta. Amerò ad attimi eterni senza illudermi di un’eternità. Di quegli attimi, lo giuro. Da solo mi sento più vero e più libero, accolgo con me chi vuole attingere da me, cioè i sensibili, gli eletti alla sofferenza. Che mi succhino l’anima loro, senza ritegno (messaggio subliminale rivolto alle sue amanti).

E tu, tu sei un’anima gentile e sofferente, ma distratta. Io non posso dirti l’anima, la sofferenza mia, non servirebbe. Sta alla nostra profondità questo sottile ruolo. Io ho sentito l’anima tua senza bisogno di futili frasi. Tu cosa hai sentito, afferrato? (ehm… al momento… nulla).

Le mie sensazioni sono state abbozzate dalla prima volta che abbiamo parlato; sono state celate bene. Adesso, bisogna vedere quanto siano giuste e, quindi, finire l’opera (cioè, portarmi a letto).

Per dire certe cose, non si usano squallidi mezzi. Cercherò di spiegarti il mio essere e tu cercherai di afferrare qualcosa (ahm… giovane e di nuovo? insisti!).

La differenza tra me e gli altri è che io so quello che sento e non temo nulla. Il mio punto di vista ti arrecherebbe sofferenza e non sarebbe una bella emozione. Vedo la vita diversamente e me ne rammarico (e capirai, ‘na botta de vita dopo l’altra).

Se guardassi dentro di te, senza paura, lo sapresti anche tu e, tirandolo fuori (se llama obsesion), saresti più libera.

Penso che sia un peccato che i nostri punti di vista divergano: mi piacerebbe vivere delle emozioni con te, assaporando i sussurri dell’anima (mmm…).

Ma non lo credo possibile (aveva già ricevuto il primo no!). Temo di non essere ben accetto. Ci sono cose che non capiresti (strategia di attacco denominata “voltamento di frittata”)

Anche se sei una lottatrice, riesco già a scorgere la dolcezza e la passionalità della donna che sarai (lo ero già, ma lui non ha avuto il piacere di confermarlo, dunque lo ha immaginato).

Se sei ancora sveglia, ascolta l’eloquenza del vento. Se, invece, riposi spero che spenga col suo soffio antico i tuoi più profondi dolori (joie de vivre).

I tuoi occhi mi sembrano incapaci di nascondere i tormenti della tua anima. Come posso aiutare quegli occhi tanto belli quanto afflitti? (sparisci).

In questo silenzio, tutta la meschinità s’è finalmente assopita, ti dono il mio più profondo pensiero (e che culo!).

Incantati momenti, nutrimento dell’anima, sarà nostalgia, adesso (si sa, la nostalgia è sempre canaglia, ti prende proprio quando non vuoi).

Struggiti pure, anima mia. Sembra correre come il vento, il tempo, però non ha premura.

Perciò levati (ma levati tu!), anima eletta. Creatura sorprendente, in questo freddo, tu sei la piccola luce calda che allevia la sofferenza e che vorrei tenere fra le mani per scrutarla alla radice (cioè mi voleva fare).

So che sei incredibile, ma non mi piace la dipendenza, eccetto che dall’amore (tesoro, mettetevi d’accordo).

Comunque, non preoccuparti (no, ma figurati), io per te ci sarò sempre (ma anche no!), finché continuerai a lottare.

Voglio che tu vinca ad ogni costo, giuramelo (va beeene. ho già vinto, sai?).

Ma tu non mi conosci e non hai la più pallida idea di chi io sia (seconda strategia d’attacco, denominata “gettata di fumo nell’occhi”) e tanto meno ho voglia di dirtelo (però vuoi darmelo, eh?).

Tu, cosa vuoi da me? (io? gioia, stai facendo tutto tu!)

Forse la tua è solo un’immagine di me, anzi, sicuramente lo è. Ognuno di noi serba un lato oscuro che potrebbe essere l’opposto (ah, quindi dov’è a tua parte interessante?).

Ti voglio troppo bene per lasciarti andare, così ti porto nel cuore (ha ricevuto il secondo no!).

Cari amici di Nea, ma soprattutto care amiche, quanto avete letto è ciò che è capace di scrivere un uomo a una donna che l’ha ripetutamente rifiutato.

Conservo questa lettera, che in realtà in principio era una serie di sms, da moltissimi anni e non con nostalgico romanticismo, bensì come imperativo monito insindacabile che mai e poi mai mi sarei fatta ridurre a polpetta da uno pseudo artistoide egomaniaco del cazzo, per giunta maschio.

Donna bambina-piccolina-patatina col naso piccolino-patatino.

Care donne, conservate la vostra dignità, il rispetto per voi stesse, tutelate la vostra sacralità.

Volete darla via? Bene, giusto, sacrosanto. Fatelo! Ma tenete salda la vostra anima. Non vi fate intortare da quattro paroline sintatticamente ben disposte ed emotivamente vibranti. Non innamoratevi ogni cinque minuti di film! No vuoto a perdere!

Siate capaci di scindere il sentimento sincero dall’arrapamento artistico, il trasporto, anche solo fisico genuino dalla voglia di sazietà, l’attrazione matura dall’attrasso adolescenziale (dicesi attrasso arretrato sessuale tipico della fase ormonale della pubertà).

No perché poi, ‘sti stronzi, magari ve li ritrovate tra le lenzuola di casa vostra, che russano come porci satolli di sterco e il pupo che strilla nella culla.

E toccherà a voi alzarvi e farlo smettere.

Diventate donne, amiche mie. Scegliete. O altrimenti, restate sole.

Sempre vostra.

Nina

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...