Muchàrt

Dalla linea di demarcazione tracciata dalla Confraternita dei Preraffaelliti, sorge l’Art Nouveau: un approccio radicale e sradicante nei confronti della produzione in serie.

L’anti-pop per eccellenza.

Nasce in Francia e in Belgio e arriva in Italia col nome di Liberty o stile floreale, a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Recuperano, infatti, gli esponenti di questa corrente artistica e filosofica, un rapporto antico con la manualità in netta contrapposizione alla serialità e alla meccanicità della produzione industriale, così celebrata da Andy Warhol e il suo manipolo di folli adepti.

Il fare si traduce sempre in bellezza, poiché presuppone l’azione volontaria dell’artista, l’impronta della mano.

L’Art Nouveau entra in ogni campo della produzione: dall’arte visiva all’arredamento, all’architettura all’abbigliamento fino al design. Insomma, sperimenta tutte le sue possibili applicazioni.

Ancora una volta, lo stile è direttamente mutuato dalla natura, in particolar modo dai motivi floreali, botanici.

Abbiamo dunque capito che, dopo gli effetti della Rivoluzione Industriale in ambito sociale, culturale, filosofico e artistico, nella seconda metà dell’Ottocento in poi, l’uomo comincia ad avvertire l’esigenza di una inversione di marcia, di un ritorno alla propria natura umana, di allontanamento dalle dinamiche meccaniche avanzate dal progredire tecnologico (e mai arrestatesi sino ai nostri giorni).

La storia, coi suoi ciclici ricorsi, progredisce ed evolve, attuando oggi le astrazioni di ieri. E così a seguire, in un circolare movimento espansivo.

Le linee morbide che si curvano “a frusta” come fuscelli e arbusti, in ricerca di radici che si intrecciano profonde per poi fiorire rilucenti, sono le protagoniste della pittura e della grafica liberty.

La donna, ormai da tempo immemore, è il simbolo indiscusso di questo ritorno. Ella è l’eterna allegoria della Grande Madre che chiede riscatto attraverso la sua bellezza e la meraviglia che suscita.

L’esotismo e l’attrattiva scaturita da mondi lontani nel tempo e nello spazio sono alla base di questa nuova indagine artistica alla riscoperta dell’uomo.

Oggi, vi propongo le famosissime opere del pittore ceco Alfons Mucha, sulle note di “Porcelain” di Moby.

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