L’adorazione della sembianza

(Leggi precedente)

Parimenti, da COME appare ciò che si palesa si può comprendere perfettamente quel che non si manifesta.

D’una risposta che non si può formulare, non può formularsi neppure la domanda.

L’enigma non v’è.

Se una domanda può porsi, può anche avere una risposta.

Lo scetticismo è non inconfutabile, ma apertamente insensato se vuol mettere in dubbio ove non si può domandare.

Noi sentiamo che, perfino nell’ipotesi che tutte le possibili domande scientifiche abbiano avuto risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppure sfiorati.

Certo, allora non resta più domanda alcuna; e appunto questa è la risposta.

La risoluzione del problema della vita si scorge allo sparire di esso.

Nulla dire se non ciò che può dirsi.

Le mie proposizioni illuminano così: Colui che mi comprende, infine le riconosce  insensate, se è asceso per esse – su esse – oltre esse.

(Egli deve, per così dire, gettare via la scala dopo essere asceso su essa).

Egli deve trascendere queste proposizioni; è allora che egli vede rettamente il mondo.

Memoria e oblio: proprio dal dimenticare cresce nell’uomo vigore per la percezione di cose nuove.

Dimenticate a memoria!

(Immagine in evidenza, L’adorazione dei Magi, Albrecht Durer).

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6 thoughts on “L’adorazione della sembianza

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