Bestiàrt

Innanzitutto, levatevi dalla testa quella malsana idea che qualcuno, su questa Terra, possa amarvi senza pensare di ricevere del sesso in cambio.

In effetti, i problemi dei rapporti umani nascono perché il sesso ne è la causa e non una conseguenza.

 Chi, invece, non ricorda come veri e sinceri e profondi le prime amicizie e i primi innamoramenti di bambino?

Non dobbiamo tornare –tecnicamente-  bambini, ingenui e asessuati spettatori del mondo.

Dovremmo riuscire a estrarre, come essenza dalla pianta, quell’approccio fresco e meravigliato, governare l’impulso e direzionarlo verso nuove altezze, senza diventarne appassionate e conniventi vittime.

Sbocciare di una indifferente e sensuale e profumata bellezza come atto volitivo fine a se stesso.

La schiavitù dai moti interiori  mette a continuo repentaglio le nostre stesse esistenze, ci espone a rischio sofferenza e delusione, ci sottomette ad alti e bassi che, sistematicamente, imputiamo a tutti tranne che a noi. Questo, chiaro, ci esonera dal cambiare lo stato delle cose.

Il fatto che cerchiamo con ostinazione in qualcun altro un sostegno, una conferma, una dimostrazione costante di affetto e devozione, eterni pargoli di mamma e papà, è la dimostrazione che noi siamo i primi a volere qualcosa in cambio, in un rapporto. Che non ci siamo evoluti, che non siamo cresciuti, che non ci siamo emancipati, che non siamo indipendenti. E allora si innesca il circolo vizioso.

La libertà fa molta paura, sapete perché?

Perché rende soli.

Nessuno vuole essere solo.

E, quindi, nessuno è capace di stare al fianco di una persona veramente libera.

Libera dall’oppressione dei processi psichici, libera dal bisogno del sesso, ad esempio, libera dalla dipendenza psicologica, libera dalla necessità del supporto nelle difficoltà, libera da un ideale.

E questo fa paura.  A tutti.

L’innamoramento, fondamentalmente, è una necessità, un meccanismo “naturale”. In esso non c’è volontà. In tutte quelle manifestazioni amorose non c’è volontà.

Quante volte non riusciamo a spiegare perché ci siamo innamorati di una particolare persona? Ci siamo mai domandati perché?

Perché è un meccanismo automatico.

In genere, l’amore è estraneo alla natura umana.

L’uomo fa una fatica immane a prestare fede a comportamenti che ne derivano con grandi sacrifici, andando spesso contro se stesso. Perché appunto, egli è per natura infedele e ingrato e incostante e inetto e pavido e vigliacco e affamato e mai sazio e avaro e sordo, muto e stonato. Prima di allinearsi al suo vero essere.

Nell’amore, all’opposto, c’è volontà, c’è scelta, c’è presenza e cognizione. Non vi è necessità ma libertà.

Diciamo che io la vedo così: l’innamoramento è un suggerimento, una possibilità per superare la necessità e trovare la vera libertà nell’amore, attraverso la volontà, nella vita.

Hieronymus Bosch.

In olandese Bosch si pronuncia boss: Hieronymus “The Boss”.

Chissà perché, mi ha fatto sempre una grande simpatia, diviso tra quanti lo etichettano come medievale oscurantista fanatico religioso e chi gli attribuisce ruolo di Maestro del simbolo esoterico.

Suvvia, ragazzi. Geronimo è un pittore. E che pittore!

Su di lui è stato scritto tanto e, in fondo, non è stato scritto nulla.

Perciò, continuo sulla linea, e resto in silenzio.

“Ai realisti— O voi uomini sobri, che vi sentite corazzati contro la passione e le fantasticherie e vorreste tanto fare del vostro vuoto una fierezza e un ornamento; voi vi chiamate realisti e date ad intendere che il mondo sia fatto realmente così come esso vi appare; che solo davanti a voi la realtà stia senza veli e che voi stessi ne siate magari la parte migliore, — oh, care statue di Sais!

Ma non siete anche voi, anche nel vostro stato più disvelato, ancora degli esseri estremamente passionali e scuri a paragone dei pesci, e ancor sempre fin troppo simili a un artista innamorato?

E che cos’è la «realtà» per un artista innamorato? Ancor sempre vi portate appresso i giudizi di valore sulle cose che hanno avuto origine nelle passioni e negli innamoramenti dei secoli scorsi! Ancor sempre nella vostra sobrietà è incorporata una segreta e incancellabile ebbrezza! Il vostro amore della «realtà» per esempio — oh, è un «amore» antico, antichissimo! In ogni sensazione, in ogni impressione dei sensi c’è un pezzo di questo amore antico; e così pure hanno lavorato su di esso e si sono intrecciati con esso una qualche fantasticheria, un pregiudizio, un ‘irragionevolezza, un’ignoranza, una paura e chissà quant’altro ancora! Lì, quella montagna! Lì, quella nuvola! Che cosa c’è in esse di «reale»?

Provate a tirarne via il fantasma e tutti gli ingredienti umani, o sobri! Già, se soltanto lo poteste! Se poteste dimenticare la vostra provenienza, il vostro passato, la vostra scuola preparatoria, — tutta la vostra umanità e animalità!

Per noi non c’è nessuna «realtà» — e nemmeno per voi, o sobri —, noi non siamo di gran lunga così estranei gli uni agli altri come voi credete, e forse la nostra buona volontà di tirarci fuori dall’ebbrezza è altrettanto rispettabile della vostra convinzione di essere affatto incapaci di ebbrezza.”

(Uno Qualunque)

Opere di Hieronymus Bosch sulle note di “Personal Jesus” dei Depeche Mode.

Annunci

12 thoughts on “Bestiàrt

  1. La citazione è su un tema per me molto affascinante: che cosa è reale? Che cosa conosciamo, se non il tragitto che un’immagine percorre dall’occhio al cervello per mezzo del nervo ottico? Ma fuori nulla sappiamo, e già Cartesio l’aveva intuito, e n’era rimasto sconvolto: cercò la via per poter dire d’aver lavorato di fantasia, preferì la semi-infermità mentale alla scoperta troppo sconcertante e troppo difficile da far sapere al mondo…

    Liked by 1 persona

    1. Bravo!
      La pazzia è ad altissimo rischio quando si percorrono certe strade, quando si intraprendono quei sentieri zig-zagati compressi tra rovi e radici, all’ombra delle grandi chiome degli alberi.
      E’ per questo importante fermarsi per valutare bene il tragitto, rivedere le curve sorpassate, saper aspettare che passi la notte, non essere precipitosi. E alternare sempre il pensiero all’azione.
      Cosa è reale?
      Ci ho dedicato ben cinque articoli, intitolati “La fantasia è realtà”. Ma non vuol dire che abbia nemmeno sfiorato la risposta.

      Liked by 1 persona

  2. mille punti di stima ed un inchino ad una personcina rara
    ho speso una buona parte dei miei blog(e della mia vita reale) fedele ad una visione dell’Amore disincantata e ad ampio spettro, non dissimile da quella da te descritta.
    “Non è l’amore troppo grande, ma noi troppo piccoli” (ipse dixit)

    Liked by 1 persona

      1. i Pittori… perché di pittori ce ne sono stati un po’ sempre e un po’ ovunque. Soprattutto oggi ahimè, il “sentimento”, non inteso come puro pensare libero dai sensi, regge e governa incontrastato, smodatamente e -mondanamente-. Anzi, oserei dire che si tratta proprio di una tecnica di distrazione dal vero fine attuata dai media e da chi gestisce le Arti, non solo visive.

        Liked by 1 persona

      2. Purtroppo l’Arte, in quanto comunicazione, è strumentale a chi l’usa e l’abusa per i propri fini. Ma così è sempre stato, eppure gli artisti del passato, tra santi e madonne avevano genio di far passare tutt’altri messaggi perchè conoscevano l’uso del linguaggio dei simboli

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...