L’Eco della Rosa

Spesso gli scrittori scrivono delle cose perché hanno un bel suono, ma questo non significa che significhino qualcosa.

Poiché non amo i dietrismi e a questi preferisco di gran lunga i fenomeni, dirò che un’eufonia è sempre qualcosa, è sempre manifestazione, è sempre espansione.

Il “bel” suono (proprio perché bello non è casuale ma causale) non significa qualcosa perché significa qualcosa, piuttosto significa essendo quel qualcosa.

Una parola ben detta è un’eufonia. Un buon accordo trasforma le sorti della melodia.

Nel buono giace già l’azione.
È il bene che sottende il fare.

Ognuno è “libero” di applicare le regole che preferisce. La verità non è un m’ama-non-m’ama. Si accetta in toto: petalo sì e petalo no.

La verità è ciò che tu trovi. E ciò che trovi dipende da quel che cerchi.

Attenzione, dunque, a quello che cerchiamo, perché potremmo finire per trovarlo.

Anima e corpo (e spirito) non sono così separate come crediamo. Nella natura trinitaria dell’uomo si nasconde il mistero della creazione intera.

L’arte permette all’uomo di sperimentare a questo livello, attraverso il corpo e al suo ceppo terrestre, la creazione universale.

L’arte è strumento del corpo che è, a sua volta, strumento dello spirituale. È tutto connesso.

E non esiste nessun materialista anti esistenzialista contemporaneo, per quanto intelligente e/o affascinante, che possa mai convincermi del contrario.

Questo non perché, come si tende inizialmente a credere, me lo abbia detto qualcuno.

È esperienza quotidiana. Non si tratta di esistenzialismo, si tratta di Vita.

Poi, se vogliamo guardare alla tendenza moderna di correre ciecamente verso spiritualismi  massificati e deliranti ispirati alla dannosa new age post Woodstock, allora posso essere d’accordo con quanti storcono il naso.

Credo, in conclusione, che le parole siano una cosa seria.

Non solo quelle pronunciate hanno un suono. Anche quelle scritte.

La parola parlata ha un suono fisico, percepito dalle orecchie poiché causa un vibrazione d’onda che muove la particella nell’aria fino a  farle raggiungere la ghiandola del cerume.

La parola scritta ha un suono interiore, percepito dall’anima, poiché causa una vibrazione sottile che la sposta nel pensiero fino a raggiungere la ghiandola sudoripara.

La scrittura deve procedere per immagini. L’immagine è quel suono taciuto, presunto e fantasticato, ugualmente possibile.

“L’unica verità è imparare a liberarci dalla passione insana per la verità.”

 

Annunci

9 thoughts on “L’Eco della Rosa

  1. Bellissimo quest’articolo sulle parole! Riguardo al suono, dato che si accenna a un eco, accenno anch’io a un Eco, che aveva proposto una volta “con qualche variazione” una lista di regole per scrivere bene trovata in Internet. La prima ha proprio a che fare con il suono delle parole:
    “Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi”.
    E so perfettamente che non ha nulla a che fare col contenuto dell’articolo, ma mi è venuta in mente per il titolo, che per altro ho apprezzato infinitamente.
    Buon anno!

    Liked by 1 persona

      1. Avrei dovuto sospettarlo. Pensa che iniziammo il nostro blog poco tempo dopo la sua morte, e proprio a lui, che ne fu ispiratore, dedicavo la rubrica degli Ircocervi. Cioè mi venne l’ispirazione di riutilizzare come base per dei testi di prosa o poesia il gioco di parole leggendolo sul “Secondo diario minimo”: si prendono due nomi che possono essere fusi per assonanza, o almeno per somiglianza grafica, si fa la fusione e si attribuiscono al nuovo personaggio uno o più titoli che rimandino ai due nomi di partenza. Visto che è già abbastanza complicato, ci aggiungo un paio d’esempi, uno riportato da Eco stesso nel lungo elenco che segue la spiegazione e uno mio:
        1) Eduardo de Filippide, ‘Filumena Maratona’;
        2) Obama Bin Laden, ‘Yes, we bang!’.

        Liked by 1 persona

      2. Ecco fin lì non sono risalito… qualche notizia spicciola? (Già che ci siamo ne cito un altro perché mi divertono sempre parecchio, preso dai miei, ad onore di un’altra vittima illustre del 2016: Dario Focrate, “Morte accidentale di un filosofo”, che è anche il primo articolo su L’Irriverente).

        Liked by 1 persona

      3. Se ti capita, a tempo perso, tra le mani la produzione letteraria di John Lennon (in his own write e a spaniard in the works), ti accorgerai che é strapiena di questo genere di giochini con le parole (e anche con le immagini).
        Articolo Nea: “Non sei per niente bravo”.

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...