Ogni-uno

La libertà di parola e di espressione è l’ingiustizia più grave, la tortura più penosa di cui le persone vagamente intelligenti possano divenire vittime.
La libera manifestazione di mediocrità dovrebbe essere ritenuta reato penale onde evitare l’accomodamento mentale del comune sentire secondo quei bassi livelli di espressione sociale e umana.

Non c’è  frase che temo di più di “Ognuno la pensa come vuole”, quando usata come somma discolpa di ogni insensata ed imbecille iniziativa personale.

Questo per due precisati motivi: nessuno pensa e,  soprattutto,  nessuno vuole.

Per cui, il dubbio atroce che scaturisce da siffatta affermazione e irrimediabilmente mi assale é: chi é che decide? E,  soprattutto, che cosa?

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7 thoughts on “Ogni-uno

      1. Solo che passa inosservato.
        Comunque, a proposito di quello che hai scritto, aggiungerei che il diritto di pensarla come si vuole ci sta: a determinare eventuali guai, al limite, c’è il potere di chi pronuncia certe parole.

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  1. Il problema si pone da entrambi i lati: se ognuno “pensa quello che vuole” siamo all’anarchia; ma se si volesse limitare ciò che uno può pensare o volere, chi deciderebbe che cosa è giusto pensare e volere? Siamo in tempi di enorme pericolo, in cui si invocano autorità per eliminare le “notizie false” dal web, cioè eliminare le notizie che danno fastidio a chi detiene il potere. In questo senso io difendo la libertà d’espressione e mi auguro che l’umanità trovi, infine, un po’ di buonsenso. In ogni caso non gradirei che qualcun altro avesse il potere di decidere se io possa dire una cosa o meno.

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    1. In effetti, il problema che poni è centrale.
      Io sono stata abituata a tacere di fronte a un’autorità, pur non condividendo l’autorità stessa, sono stata educata a parlare solo se quel che avevo intenzione di dire avesse avuto davvero un potere aggiuntivo. Altrimenti, il silenzio era obbligatorio. Il che equivaleva al 90 percento delle situazioni.
      Oggi, con ‘sta storia della libertà di espressione anche gli idioti si esprimono e influenzano. Anzi, solo quelli ormai detengono il degenerato monopolio dell’informazione. E poiché la maggioranza delle anime non è abituata a riconoscere se stessa e continua a identificarsi inutilmente in questo e quell’altro ruolo, ne deriva non solo anarchia ma confusione, disorientamento, populismo, qualunquismo e quanto di ismo c’è in questo mondo.

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      1. Infatti: l’autorità deve esserci, in qualche forma, ma deve essere al servizio della comunità e non il contrario. Dovere del cittadino è rispettarla e rispettare le regole che detta, ma ancor più è avvertirla quando sta uscendo dai giusti binari. Non c’è cosa più insensata e pericolosa del potere, quando non ha contrappesi.

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