La verità  ti fa male, lo so

​Credo che le parole e la comunicazione non siano collegati fra loro. 

So che può apparire strano, ma trovo proprio che sia così e ora spiego perché. 

Le parole contengono la verità indipendentemente dalla nostra capacità di attribuire loro un significato.
In principio era il Verbo. Logos. E’ tutto qui. 
E’ che noi abbiamo la malsana abitudine di ricondurre tutto alle dimensioni, alle proporzioni, alle capacità umane! 
L’uomo non è che un minuscolo tassello di un puzzle più grande. Non dobbiamo misurare tutto col nostro metro o rapportare tutto a noi.

Non sono le cose che ci stanno attorno a doversi rimpicciolire al livello umano,.
Siamo noi che dobbiamo innalzarci al livello cosmico. 
Per ritornare al discorso linguaggio, non sono le parole che devono esprimere i nostri “sentimenti” e contenere ciò che vogliamo comunicare, ma noi che dobbiamo andare verso la verità del linguaggio.

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3 thoughts on “La verità  ti fa male, lo so

  1. Quanto si potrebbe dire sul potere della parola! Anche tu citi Gv I, 1, che poi allude alla Genesi, “Dio disse”, che non è una cosa scontata: perché non “fece”? Perché la parola crea il mondo, mentre le azioni ci stanno dentro. Se avesse bisogno di muoversi per creare, Dio sarebbe parte del mondo, non il suo motore immobile (Aristotele: a riprova del fatto che non è un discorso limitato a una cultura e ad un solo modo di concepire il mondo). E da Aristotele possiamo risalire a Platone e alla sua polemica contro la scrittura. La parola detta permette il dialogo ed ha ancora un potere enorme ai suoi tempi: attraverso l’oralità i miti erano stati tramandati fino ad Omero – o chiunque si celasse dietro quel nome – e lo spettacolo teatrale era davvero capace di scuotere il pubblico fin “nell’intimo del proprio spirito” (Shakespeare). Scrivere la parola significava imprigionarla e depotenziarla, perché senza un dialogo non si può generare nell’interlocutore la capacità di partorire la verità da soli, attraverso il confronto (Socrate diceva di fare un lavoro simile a quello dell’ostetrica). Divago troppo? Spero che almeno siano spunti interessanti, anche se Platone avrebbe da ridire su questo modo di dialogare… :).

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