The dream is over

Io domando: chi siamo noi per dire che cosa pensiamo che Dio sia? Quale importanza può avere una nostra idea o concetto (ammesso che si tratti di idea e/o concetto) di Dio? Personalmente, quando affronto la questione, mi rivolgo a chi mi ha preceduto.
Non cerco di farmi un Dio a mia immagine e somiglianza. Sono io che sono fatta a Sua immagine e somiglianza. Di conseguenza, e mi pare deduttivo, piuttosto che cercare di capire che cosa é Lui, provo a intendere che cosa sono Io.
Sapete quale credo, anche questo –credo– va preso con le pinze, che sia l’errore più comune che facciamo?
Noi pensiamo di dover portare il divino al livello umano per comprenderlo. Più spesso ci contentiamo di non essere in grado di poterlo penetrare. E invece, dovremmo solo invertire la traiettoria.
Vedere che in noi risiede il germe di tutta l’evoluzione, passata e futura, dell’universo.
Vi faccio un esempio banale. Avete mai prestato attenzione alle caratteristiche anatomiche di un teschio?
Ebbene, esso contiene, in germe, tutto il corpo umano.
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Luxury Skull, Damien Hirst
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10 thoughts on “The dream is over

  1. Cusano scriveva, in Età Umanistica, che la nobiltà dell’uomo sta nel tentare di elevarsi verso Dio; ed è vero che arrivare fin lì non è possibile, continuava, ma è proprio la consapevolezza di tale incolmabile distanza che rende nobile lo sforzo. Gli fa eco il “De hominis dignitate” di Pico della Mirandola: al momento d’attribuire una natura a ciascun animale, Dio non ne diede una all’uomo per lasciarlo assolutamente libero. La sua dignità, anche per lui, consiste nella possibilità di elevarsi al livello degli angeli, ma bisogna fare attenzione a non scendere al livello della peggior bestialità, che non è precluso a chi è assolutamente libero. Così, tanto per aggiungere un paio di spunti: il passo successivo potrebbe essere Kant.

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      1. Mai buttare via i libri molto ingialliti: se sono inattuali, vanno comunque letti come reperto di un tempo diverso, per capire il passato. Altrimenti, ci arrabattiamo in un futile presente senza futuro. Trapassati già da vivi.

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