Occidentali’s Karma: vivisezione di un cadavere (perché il pezzo sembra vivo ma in realtà è lo zombie della scimmia che nuda balla)

Dalle recenti dichiarazioni di Francesco Gabbani, volevo illuminarvi sul testo del brano vincitore all’ultimo Festival della canzone italiana, intitolato Occidentali’s Karma ovvero il karma degli occidentali.

Che già così te viè da dì, perché?

Egli, Francesco, ci dice, insieme al fratello Filippo co-autore, che il brano sembra leggero e invece non lo è.

Infatti è degno de ‘na puntata de’ Mistero su Italia Uno, dalla prima all’ultima riga.

Ma andiamo a parafrasare il componimento scritto in rima alternata ad cazzum.

(cioè, è la rima ad cazzum – o casomai la scrittura del componimento – non la parafrasi, ma per la proprietà scomunicativa, cambiando l’ordine nei denti il risultato non cambia)

Essere o dover essere
Il dubbio amletico

Come la maggior parte di voi chiaramente intende, trattasi di riferimento all’inflazionata frase estrapolata dall’Amleto di William Shakespeare in cui il protagonista, tale Amleto per l’appunto, si interroga interrogativo: essere o non essere?, con queste parole aprendo un’infinita discussione su quel che può significare essere e cosa non essere. Se dormire o addirittura morire.

E quanto ci sarebbe da dire.

Tuttavia, i nostri Gabban(t)i, uomini attenti alle dinamiche dell’evoluzione moderna, loro, decidono che la questione non è più così urgente e suggeriscono che non importa se dormire o morire, ma se essere o dover essere.
Se essere o addirittura dover essere.

Che se minimamente vi foste posti il dubbio sul non essere, po’ esse che a ‘sta ora nun me trovavo costretta a scrive er post.

Contemporaneo come l’uomo del neolitico.

Oh.

Questa frase m’ha dato non pochi grattacapi.
Uno fra tutti: vuol dire che ‘sto dubbio amletico ora non è affatto contemporaneo (considerando che l’uomo del neolitico è preistorico) o che è un dubbio preistorico (considerando che l’uomo del neolitico non è contemporaneo)?
Lo scopriremo solo vivendo.

Nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo.

Ok. Fatto.

Intellettuali nei caffè
Internettologi
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.

Dunque, il senso dovrebbe essere che gli intellettuali (o i presunti tali è la sottile informazione) stanno nei caffè, cioè nei bar, e contemporaneamente stanno pure sull’internet.

Ne deduco che dica che quella gente frequenta gli internet cafè.

E che sempre le stesse persone hanno creato un’associazione autarchica fondata sul selfie di cui si sono autoproclamate soci onorari (essendo una società solipsista esse sono soci, membri e fondatori contemporaneamente con tanto di autoscatto).

P.S. notare la bicromatica creazione del neologismo al secondo verso.

L’intelligenza è démodé

Risposte facili

Dilemmi inutili

Antiche reminiscenze di un’età dell’oro in cui la quasi totalità del populus era evidentemente intelligente, mentre oggi tutto ciò è vintage poiché si danno risposte facili a dilemmi inutili.

Ma dimmi te, a’ Francé, che tipo de risposta voi dà a un dilemma inutile? Boh…

AAA cercasi (cerca sì)

Storie dal gran finale

Sperasi (spera sì)

Siamo alla chiave di tutto il poemetto. E dillo prima, Gabbà, che te se scritto ‘sta canzone p’acchiappà qualche gattina in più?

Degne di particolare attenzione le parentesi di beatlesiana memoria sullo stile di She’s Leaving Home (ascolta qui che te fa’ bene), in cui anche il coro (insieme a me) prende per il culo Gabbani.

Comunque vada panta rei

And singing in the rain

Dopo aver raggiunto il climax con l’impavido accostamento, in automatismo psichico, di due citazioni random può iniziare l’agognato (e angosciante) refrain.

Lezioni di Nirvana

C’è il Buddha in fila indiana

Per tutti un’ora d’aria, di gloria.

La folla grida un mantra

Divertita parodia delle tendenze pseudo spiritualiste di natura new age del fantoccio medio moderno.

L’evoluzione inciampa

Logica conseguenza.

 

La scimmia nuda balla

Occidentali’s Karma

Sappiatelo, che questa è proprio rivolta a voi mentre ve ballate er motivetto,  imitando il simpatico primate da cui derivate.

Piovono gocce di Chanel

Su corpi asettici

Mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili.

Devo ammettere che queste tre frasi mi piacciono proprio.

La critica alla tendenza contemporanea di inibire l’azione dei feromoni con aulenti fragranze la sento mia.

Però però… c’è poco da scherzà! Devo anche ammettere che a volte c’è davvero bisogno di mettermi in salvo dall’odore dei miei simili, soprattutto nei supermercati d’esate: lavatevi!!!

Tutti tuttologi col web

Coca dei popoli

Oppio dei poveri

Anche questo inciso non mi dispiace, perché corrispondente al vero, infatti io per poter scrivere tranquillamente la parola inciso e sembrare, dunque colta e preparata in materia, sono andata a cliccare sul glossario musicale in Wikipedia.

N.B. notare l’impostazione tautologica del primo verso, l’esaltazione della bevanda marrone gassata dal marchio rosso e bianco di fama interplanetaria al secondo e l’inappropriata osservazione per la quale i poveri si drogano, in chiusura.

AAA cercasi (cerca sì)

Umanità virtuale

Sex appeal (sex appeal)

Aridajè Francè.

Comunque vada panta rei

And singing in the rain

Idem come sopra.

Quando la vita si distrae cadono gli uomini.

Mmm…

E’ un po’ di giorni che rimugino su questa idea.

Quando la vita si distrae, quand’essa distoglie l’attenzione dagli uomini, questi vengon giù come pere mature dal ramo? O sono gli uomini che non guardano dove mettono i piedi e scivolano sulla buccia di banana?

La scimmia si rialza

E poi, spiegateme perché cadono gli uomini e si rialza la scimmia? Che è tutta colpa sua se so’ cascati sulla buccia di banana. Eh?

Credendo di avermi gabbata, i Gabbani ci regalano un bellissimo lieto fine in cui il primate bipede alternato, dopo che l’uomo è rovinosamente inciampato sul bordo d’un tappeto da’ lezione de Nirvana, quando la folla ha gridato un mantra contro  Buddha che poraccio stava a fa’ a fila come l’artri, si rialza e va incontro alla sua evoluzione.

Oh, non so voi, ma io me so’ persa er soggetto da’ frase.

Ma de che stamo a parlà?

Namasté Alé

Statv’ buon, uagliò.

Ciononostante, ao’ che ve devo dì de più?, a me ‘sto pezzo me piace ‘na cifra.

(segue esegesi del videoclip)

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21 thoughts on “Occidentali’s Karma: vivisezione di un cadavere (perché il pezzo sembra vivo ma in realtà è lo zombie della scimmia che nuda balla)

      1. Come si dice: se proprio devi fare una cosa, falla bene.
        La canzone, in sé, mi fa anguscia, ma l’articolo che hai scritto è decisamente invitante.

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  1. Quella del testo di Occidentali’s Karma è in realtà una “profonda leggerezza” (come l’ha definita lo stesso Gabbani), perché può sembrare banale, ma tutto ha in realtà un senso ben preciso. Leggi qui: http://www.unita.tv/interviste/gabbani-siamo-scimmie-balliamo-insieme/
    Solo che, temo, in pochi andranno oltre il balletto con la scimmia di Sanremo.

    Ps. Un altro degli autori, Fabio Ilacqua, è siculo d’origine: http://video.corriere.it/ecco-segreto-gabbani-paroliere-contadino-che-cita-marx-non-ricorda-testo-sua-canzone/270db6cc-f222-11e6-976e-993da0ec45b6?cmpid=tbd_edb1bcc9og_twitter

    Come vedi, mi sono edotta sull’argomento!! Ahahah!

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  2. Canzone carina, in effetti, e colpevolmente l’ho sottovalutata mentre mi guardavo il Festival: al primo ascolto il mio unico pensiero è stato che fosse orecchiabile ma troppo simile a quella con cui aveva sfondato l’anno scorso nelle nuove proposte. Io non penso che, in quel momento, l’avrei fatta vincere, ma so, dopo un po’ di tempo passato a rimuginare, che va considerata con attenzione, come hai voluto fare anche tu dietro la patina comica. Bell’articolo, complimenti; e te lo dice uno che si è divertito a lasciare un’impressione per ogni brano in gara…

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      1. Non potrebbe darti retta, in questo momento: ha bisogno di dare al suo pezzo una legittimazione letteraria, che per altro un mio amico trova a livello metrico-stilistico. Dopotutto, una canzone che vince Sanremo dovrebbe o vorrebbe apparire un pochino più profonda del balletto con la scimmia. Diciamo che è una questione, credo, anche di marketing.

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      2. No ma mi riferivo a qualche tipo di valore metrico stilistico.
        Ripeto, a me il pezzo piace proprio perché han una natura semplice e perché é esattamente come i tuttologi del web. Lascia intendere che ci sia molto altro dietro ma in realtà é già tutto sul piatto.

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