Miquel Barcelò (1957)

A cura di Roberto Mazzeo

Miquel Barcelò comincia ad essere conosciuto a livello internazionale dopo la sua partecipazione alla Bienal de Sao Paulo del 1981 e a Documenta VII di Kassel del 1982, confermandosi come una delle maggiori rivelazioni dell’arte spagnola.

Le sue opere sono esposte nei musei e nelle gallerie più importanti del mondo.

Nel 1996 il Centre Pompidou di Parigi gli dedica un’importante retrospettiva.

Nel 2004 è il primo artista contemporaneo vivente ad esporre al Museo del Louvre, con una serie di acquerelli che illustrano la Divina Commedia.
Guardare e riguardare le opere di Miquel Barceló rimanda fortemente all’idea del viaggio.

Un viaggio nell’anima e nella materia all’interno di spazi che si comprimono e si dilatano.
Non può essere altrimenti, visto che si guarda il lavoro incessante di un viaggiatore incessante, isolano dell’entroterra (è nato in un paesino dell’isola di Maiorca) che della terra e del mare ha sempre inspirato gli odori e che, dopo avere viaggiato per tutta la vita nei cinque continenti, oggi, cinquantenne si divide tra Spagna, Francia e la sua Africa.

Sarà per questo spostamento continuo dello sguardo che la realtà di riferimento dell’artista spagnolo è complessa e articolata, giocata com’è su elementi etnici e primitivi africani, sul paesaggio maiorchino (privilegiato dalla madre pittrice) e sulle influenze dell’arte occidentale.

Nella sua febbrile ricerca, Barceló si è spinto sempre più a immaginare una relazione diretta fra il tema scelto e i materiali impiegati nella creazione, in cui si sottolinea non di rado la decomposizione della materia (della stessa pittura?).

Un esempio ne sono alcuni quadri realizzati nel Mali, suo luogo d’elezione, che conservano le tracce di frammenti d’ossa e di pigmenti, delle tempeste di sabbia o del “rosicchiamento” delle termiti, e le nature morte e le tavole della digestione, realizzate per la maggior parte nel suo studio parigino.

Una “contestualizzazione” derivante da una ricerca estrema della materia, del perseguimento di una assoluta fisicità.

“Una pittura di sensazioni profonde, primigenie – si legge in uno dei saggi del catalogo – che portano in sé le stigmate delle stratificazioni del tempo e le inquietudini esistenziali dello scorrere dei giorni”, fino a identificare quella che molti studiosi chiamano “poesia materica”.

Poesia attraversata da una grande sensibilità lirica, ma, allo stesso tempo, violenta, estremista e provocatoria.

Un’opera, quella di Barceló, carica di suggestioni, “disordinata” com’è disordinato il mondo, che esalta la luce, il colore e il movimento, di grande effetto scenografico-illusionistico.

Nei suoi dipinti è difficile distinguere l’esterno dall’interno, che in tanti casi si sovrappongono o s’incrociano.

All’autore piace imbrattare la tela, oppure tagliarla con dei solchi di luce, tipici delle grotte e degli anfratti, o delle profondità marine, luoghi da lui molto amati.

In Barceló, il racconto sfugge, quando non esiste; quel che esiste è la stratificazione della materia, instabile e accidentata, che si incastra e si sovrappone, creando emozioni di libertà e sensazioni di vertigine.

Annunci

5 thoughts on “Miquel Barcelò (1957)

  1. C’è qualcosa di altamente lirico nei suoi lavori anche se possono apparire “imbrattamenti”.
    É difficile distinguere la vera opera d’arte da quella chiamiamola fallace, disarmonica e che spinge verso il basso.

    Sto imparando molto a riguardo, ultimamente.

    Liked by 1 persona

    1. http://senzafilo.wordpress.com/2015/02/07/0623-polisemia-ovvero-del-senso-delle-cose/
      http://senzafilo.wordpress.com/2015/02/11/0651-antani/
      http://senzafilo.wordpress.com/2016/04/28/1249-gaka-il-pittore/
      http://senzafilo.wordpress.com/2015/10/10/0994-brividi/
      è un tema che strugge anche me… mi sembra che molti artisti contemporanei abbiano abiurato all’arte come linguaggio, ed all’opera come “intento di comunicare un intento”, ed abbiano piuttosto virato sul puro onirismo estetico. Lasciando ai fruitori d’inventarsi un senso ed un interpretazione

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...