Tu gust is megl che uan

“Il due sembra essere la premessa fondamentale alla conoscenza del mondo, dell’altro e di se stessi.

Per quale motivo abbiamo due occhi? Per la visione tridimensionale, cioè legata alla profondità di campo. 

Questa può essere l’allegoria utile alla comprensione di quanto voglio dire: una visione più profonda richiede necessariamente la presenza di un’altro che è simile e allo stesso tempo diverso da noi.

 La nostra psiche ci permette di entrare nella psiche dell’altro e di identificarci con esso, provare quel che prova, sulla base delle nostre esperienze passate, se rievocate dalla memoria. 

Questa condivisione dello stato soggettivo dell’altro, però, è anche uno sguardo alla propria soggettività, poiché il rispecchiarsi empaticamente ricollega al nostro vissuto interiore. 

Di fatto, è guardare l’altro con gli occhi nostri, guardare l’altro in funzione di esperienze uniche assolutamente diverse, sebbene simili a quelle di un’altra persona.
[…]
Dallo sguardo verso l’altro, allo sguardo verso se stessi, si passa a una lettura della relazione, che in effetti è un divenire “superpartes“. 

È in sostanza una coscienza di quello che sta avvenendo a entrambi.”

Giuseppe Al Rami Galeota 2016,  un grande amico in grande crescita

(Immagine in evidenza: Biblioteca Centrale di Zurigo, codex rhenovacensis 172)

 

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