Il Re è affogato

Avere il potere e non usarlo.

Avere il potere è non usarlo.

(Immagine in evidenza: Lady Godiva, J. Collier, 1897)

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12 thoughts on “Il Re è affogato

    1. Proprio ieri sera mi é capitato di trovarmi nella situazione e di essere “ferita” (negli intenti dell’attore) e di avere, istantaneamente, la possibilità di ferire a mia volta, più profondo e più violento.
      Non l’ho fatto.
      Io so di poter “sostenere” l’aggressione.
      Il mio avversario sarebbe morto.

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      1. Giusto.
        In linea di massima, preferisco non agire.
        Annuisco e abbasso il capo lasciando intendere un riverito assenso, scrutando negli occhi dell’altro un oppiaceo senso di soddisfazione.
        Quanto mi sento libera in quei momenti.

        Certamente, non é sempre facile tenere a bada il cerbero sanguinario che si nasconde sotto la chioma riccioluta. 😀
        Ogni tanto devo pur darle da mangiare a ‘sta povera bestia. 😏😏

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      2. Relativamente a questo, sto attuando, da un po’ di tempo a questa parte, l’accettazione attiva. Ovvero, non subisco ma accolgo senza trattenere.
        Cerco di non disperdere energie a vuoto, di non dedicare più attenzione del dovuto a cose che non hanno grande importanza, sebbene sia ancora lontano da me il perfetto dominio delle emozioni.
        Kmq , mi sa che davvero ci tocca trasferire le conversazioni altrove.
        Non c’è più filtro… Mayday Mayday.

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      3. una vecchia cosa…

        “Arreso! Ora che ho smesso di volere, ora che ho smesso di non volere. Ora che non desidero più, che sospeso è ogni giudizio fuori e dentro, ora e solo ora sento quanto la vita mi desidera. Ora so quanto le appartengo, quanto mi appartiene, quanto mi ama e quanto la amo. E mi faccio portare, fiducioso come un bimbo, per mano da lei a vedere con occhi nuovi la bellezza di ciò che E’, io goccia di immenso nell’immenso. Finita è la guerra, conosco finalmente lila, il gioco delle forme che riflettono la mia essenza. Siedo allo stesso tavolo con i miei Dei, quelli dell’ombra e quelli della luce. Così, degno di me stesso, mi disseto e mi inebrio dalla Sacra Cornucopia dell’Esistenza. Ora che so che nulla mi appartiene so che tutto mi appartiene. Ora che so che non si può vivere senza morire, ora che so di essere morto infinite volte e sempre rinato rinnovato per potermi ancora meravigliare di me, ora che so che un me non esiste, ora che so che la paura di vivere è solo paura di cambiare, ora sono davvero libero, libero di essere felice, perchè so di Essere: innocente…”

        peccato siano solo momenti, satori, ma forse non potrebbe essere altrimenti 🙂

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      4. Leggendo ho provato la stessa emozione di una volta, adolescente, sotto un cielo stellato.
        Ho avuto un attimo di “totalità” poi ho sentito il peso dell’infinito e la mia incapacità anche solo di guardarlo.
        Sprazzi di luce come schizzi di acquerello.
        Forme che prendono vita come il liquido si distende sulla superficie.

        Stessa identica sensazione provo, spesso, quando chiudo gli occhi per dormire.
        Avverto gli stati del sonno che si susseguono, mi sento leggera, impalpabile. Resto sempre presente.
        E d’un balzo un rumore esterno mi risucchia giù. E mi sveglio.
        La sento forte, la Luna.
        😊

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      5. Una volta, mi sono permessa di dire, durante una discussione, che l’Eros muove l’Universo.
        Non si tratta di semplice desiderio sessuale tra uomo e donna.
        Tutto é Eros qui: il seme che germoglia aprendosi una strada nella terra, l’ape che svolazza di fiore in fiore, l’acqua che scorre tumultuosa in un torrente sorgente dall’interno della roccia, il bocciolo che rompe l’asfalto.
        Purtroppo Freud ha irreversivilmente macchiato l’Eros.
        Eros é vita, è il sangue, é la terra. Molti ne fanno solo fango.

        La missione umana sta nel fare dell’eros agape.

        Ma forse vaneggio. 😉

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