Breve analisi del silenzio

I casi della vita mi hanno portato, oggi, a riflettere nuovamente su un aforisma che non maneggiavo verbalmente da tempo.

Se incontri un Buddha, uccidilo.

Che cosa penso? Quel che penso io è spesso impopolare e ciò è sempre indice che potrebbe essere giusto.

Insomma, penso che come il novanta per cento della “letteratura” spirituale trav-i-sata in Occidente, sia una frase ampiamente oltraggiata e violentata.

La usiamo (la usate) spesso per sottolineare l’indipendenza rispetto a qualcosa, per esempio a qualcosa di più grande di noi. Come a dire: nulla è più grande di me.

Che per carità, sarebbe lecito, lecitissimo. Se fosse vero!

Mi piacerebbe invitarvi a soffermarvi su quanto non espresso nella frase di cui sopra. Su quanto è custodito dentro le parole non dette. Su quanto il cuore, il nucleo più profondo di ogni questione, in realtà non possa mai essere comunicato a parole, spiegato.

Se incontri un Buddha, uccidilo.

Tutti si concentrano sull’uccisione del Buddha. Pochi sull’incontro col Buddha. Nessuno sul Buddha.

Perché è questo il cammino a ritroso che dobbiamo fare per giungere nell’alcova del significante.

Matteo 18, 3

3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4 Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

1- Devo sapere chi o che cosa è un Buddha.

2- Devo diventare capace di riconoscerlo.

3- Devo avere la fortuna di incontrarlo. E nell’eventualità, ucciderlo.

Prima, dunque, imparare.

E come imparare da uno che devo uccidere?

Purtroppo, quasi tutti i discepoli uccidono, con le storpiature degli insegnamenti, i maestri.

Ne deduco che i migliori discepoli sono quelli che non hanno maestri.

Quindi, se incontri un Buddha uccidilo.

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21 risposte a "Breve analisi del silenzio"

  1. Analisi decisamente stimolante.
    Si dice spesso che un allievo, per essere tale, debba avere un capace maestro, e non è escluso che sia vero; tuttavia, la tua riflessione, va anche oltre.
    Il maestro, a sua volta, è stato discepolo di qualcuno, ma quel qualcuno, andando a ritroso nel tempo, doveva aver iniziato inevitabilmente da zero, senza che ci fosse nessuno a insegnargli, e solo apprendendo con le proprie forze quello che necessitava di conoscere.

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