Progetto Uomo

L’intervallo è il segreto del Pensare. La distanza il senso del Sentire. Il silenzio la forza del Volere.

“Nel pensare mi sento tutt’uno col fluire del divenire universale.”

Io, per quel che riguarda me, non credo nella divisione manicheista tra bene e male che lottano infaticabilmente per avere la meglio l’uno sull’altro.

Credo, piuttosto, alla redenzione e all’utilità di alcune forze negative (dove per negative intendo semplicemente di contrapposizione in un dialettico divenire) nella conquista della Libertà.

Chi ha letto “La Scienza Occulta” sa benissimo che l’unica via che l’essere terrestre possedeva per acquisire l’indipendenza era affrancarsi dagli spiriti creatori.

Così, l’intromissione dello stesso Lucifero nello sviluppo evolutivo umano guadagna un grande senso, divenendo fondamentale per il conseguimento di talune facoltà e anche l’impronta arimanica nel potenziamento delle tecnologie e del sapere scientifico moderni risulta determinante.

Il fatto importante, la vera scelta, sta nell’uso che se ne fa e nella direzione che si Vuole dare a queste conquiste.

Che poi è la missione della venuta di Cristo sulla terra.

Io credo, dunque, che male e bene esistano, eccome se esistono, ma non nei termini cui siamo soliti pensarli.

Nel percorso antroposofico, ad esempio, bene è il raggiungimento da parte dell’uomo della consapevolezza dell’esistenza (e poi della visione) di un mondo soprasensibile di natura spirituale da cui tutto l’esistente pro-viene. Male è, invece, la perdita di questa conoscenza, il cadere ciecamente vittima della convinzione che tutto sia governato da leggi materiali e deterministiche, in un maniacale susseguirsi di causa-effetto senza origine.

Ora, l’equilibrio, il Cristo, sta nel centro, nel cuore, di queste due tendenze antropiche.

Non a caso, ne La Scienza Occulta” Steiner utilizza proprio la metodologia e l’approccio scientifici, propri della scienza naturale, per l’indagine del mondo spirituale, dimostrando abbondantemente che la ragione e le leggi meccaniche non sono da rifuggire, ma appunto, da redimere e ri-direzionare.

Faccio un esempio pratico di quello che voglio dire.

Un evento negativo della nostra vita, in linea di massima, ci appare come disturbante, ostacolatore della nostra immaginaria dovuta felicità.

Considero questa un’ astratta e insana teoria, mai ricevuta in dono da nessuna divinità, secondo la quale tutti abbiamo diritto per natura – quale? –  a vivere una vita priva di difficoltà, semplicemente perché siamo speciali e ce la meritiamo.

(Beh, se non è pazzia questa, ditemi che cosa possa esserlo, in fondo.)

Ecco, la redenzione sta nel fare di un ostacolo, di un impedimento, di un dolore, anche di una tragedia personale, un motivo di innalzamento e progressione, piuttosto che la causa di una rovinosa discesa.

Il fascino dell’intoppo, in effetti, è tutto qui: esso rappresenta il fulcro dove avviene lo spostamento del braccio della bilancia che può muoversi in su o andare in giù. Tuttavia il fulcro è sempre lì, non si muove, semplicemente permette la libertà di movimento.

E come antichi insegnamenti riportano, la redenzione possiamo sperimentarla proprio in questa quotidiana banalità e poi ri-contestualizzarla nei livelli macrocosmici e universali.

Una volta appresa la melodia, possiamo alzarla di un tono, secondo l’individuale estensione vocale, e allinearla con l’intonazione del coro.

Per comprendere come si comporta una stella in un infinito sidereo, potremmo osservare un piccolo sasso in un fondale roccioso.

La simmetria delle dinamiche risulterà impressionante.

Magia è comprendere che nel minimo si nasconde il massimo; nel basso possiamo trovare l’alto; l’esterno agisce esattamente come l’interno in uno speculare e strabiliante riflesso; dal male possiamo trarre bene e tutto anche al contrario.

In conclusione, mi sento di dire che nulla di occulto deve restare tale. Cionondimeno, nessuno dev’essere posto dinanzi a verità che non sarebbe in grado di accettare.

“La storia dell’umanità è la storia dell’evoluzione dell’uomo verso gradi maggiori di libertà.”

                                                                                                                    Hegel

(Immagine in evidenza: Cristo e la samaritana, P. Veronese, 1580-1582)

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