Messaggio nella bottiglia

Ieri, sull’onda di una conversazione rimasta inspegabilmente incompiuta, mi sono soffermata non poco sul motto ovidiano “gutta cavat lapidem”, il quale tradotto letteralmente vuol dire la goccia scava la roccia.

La suddetta formula non è semplicemente un antico e saggio monito che invita alla perseveranza e, in un certo modo, alla pazienza per la realizzazione di un obiettivo.

Nell’aforisma in oggetto si nasconde, neanche tanto bene, una vera e propria verità vettoriale relativa alla trasmutazione fisica della materia.

Essa procede secondo due significativi fattori: la vittoria della mollezza sulla durezza e la supremazia della durata sull’intensità, quindi il rilievo di un valore numerico reale rispetto a una grandezza fisica multi-orientata.

Per chi lo ignora, o molto semplicemente non lo ricorda, dirò, in breve, che il vettore è un ente matematico che definisce una grandezza dotata di vari elementi, come sono la forza o la velocità.

Esso, generalmente, è caratterizzato da intensità (o modulo che sarebbe la lunghezza dello stesso), direzione (cioè l’orientamento nello spazio), verso (la posizione della freccia) e, in ultimo, ma non meno importante, punto di applicazione (ovvero l’inizio della grandezza).

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A questo punto, definiamo con un vettore il percorso che la goccia farà cadendo ripetutamente sulla roccia.

Affinché avvenga un cambiamento ad opera di un corpo su di un altro corpo, però, è necessario che: 1– il corpo agente sia duttile rispetto al corpo sub-ente: solido su solido indebolisce l’azione, solido su liquido provoca la dispersione di almeno uno dei due corpi, liquido su solido pare, in conclusione, l’unico sistema in grado di ingenerare una trasformazione; 2– l’operazione che produce la modificazione non è soggetta solo all’intensità, alla direzione e al verso, piuttosto si determina in stretta connessione alla durata: una goccia di 300 lt che si infrangesse violentemente contro la roccia la frammenterebbe o la spazzerebbe via, una sola goccia di 0,05 gr non sortirebbe alcun effetto, una goccia ripetutamente cadendo sarebbe causa di una bella sciancratura. Ecco che così fa la sua entrata trionfale in scena il tempo, una grandezza scalare non sensibile alle dimensioni dello spazio, ma inserito in una scala graduata che ne definisca la misura.

Possiamo, arrivati sin qui, dedurre le qualità che un corpo deve possedere per indurre un cambiamento nel mondo esterno e/o interno, per quanto duro e ostile esso possa essere.

Non è una questione di consistenza, come abbiamo visto. Non si tratta, dunque, di compattezza o di robustezza, né di energia o di violenza della stessa.

Il vero punto di forza di un corpo in trasfigurazione sta nella mancanza di forma, nella conseguente incomprimibilità e nella speculazione del tempo.

Il dominio del liquido sul solido è così celebrato. Il primato dell’umido sul secco stabilito.

“Gutta cavat lapidem, non bis sed saepe cadendo,

sic homo fit sapiens, non bis sed saepe legendo.”

Giordano Bruno (Il Candelaio)

Ordunque, se ancora non v’è chiaro il contenuto di questo articolo, fissate un’annotazione alla barra dei  preferiti, dalla quale tornare sovente e zelanti alla consultazione.

Ossequi.

(Immagine in evidenza: Amore e Psiche stanti, dettaglio, A. Canova, 1796-1800)

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2 thoughts on “Messaggio nella bottiglia

  1. Ottime osservazioni e ottima chiarezza espositiva. Tra l’altro non è nuovo il concetto visto che è stato ripreso infinite volte dalle dottrine orientali. Rappresenta un aspetto della realtà e della verità la cui parte nascosta può esser riassunta nel famoso “similia similisbus curantur”: il simile si cura con il simile. Quindi la durezza con la durezza, la morbidezza con la morbidezza. Insomma, ciò che sappiamo è che ogni concezione sulla realtà si presta a descrivere solo una parte di essa e non la totalità che invece si presta a esser letta anche usando altre idee spesso in completa contraddizione tra loro. Però, siccome l’argomento in questione è la cedevolezza, tra l’altro suffragata da riscontri matematici, non credo sia necessario divagare oltre quel che ho già fatto perché usciremmo fuori traccia. Perciò l’unica cosa che posso dire è che i tuoi argomenti “non fanno una piega”.

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    1. Che piacere averti qui!!!
      In realtà intendevo dire l’esatto contrario del simile cura il simile. La goccia scava la roccia. Il liquido si imprime sul solido.
      Però non lo so, potrei anche aver scritto una valanga di stronzate. 😅😅😅😅

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