Jago: un valzer circolare, tra battere e levare

jagoHo già in passato abbondantemente scritto di Jago e, a questo punto, credo che mai mi stancherò di farlo (qui e qui).

Jago è uno scultore, dicono autodidatta. Autodidatta perché non ha mai portato a compimento l’iter accademico.

Sicuramente però qualcosa è contenuto in lui, un nucleo imperituro interiore che molto ha già imparato e tanto ha da insegnare.

I suoi lavori continuano a stupirci, come se ogni volta fosse la prima, come se ogni volta ci trovassimo di fronte a qualcosa di nuovo eppure conosciuto, ignoto eppure familiare, mai visto eppure visibile, sepolto eppure manifesto.

E’ questa la grande forza che permea il suo percorso: far dimenticare ciò che ha fatto prima e rendere indifferenti a quel che farà poi.

Jago riesce ad attirare l’attenzione sul godimento estetico presente e a tenerla salda per il tempo necessario di cui l’opera abbisogna perché parli al cuore col cuore.

E’ questo, in fondo, che fa. Ce lo serve come squisita prelibatezza, porgendocelo a piene mani.

“Apparato Circolatorio” è il titolo della sua quarta mostra personale, a cura di Adelaide Santambrogio e Marco Tonelli, che si è appena conclusa alla galleria Montrasio di Milano (24-05-2017/28-07-2017).

 “Muscolo Minerale” è invece il nome della sua ultima fatica. Un progetto vero e proprio, fatto di scultura e video. I moderni chiamano questo genere di composizione video installazione.

Ad essere onesti, si tratta di un vero e proprio corpus dotato di organi ben funzionanti: trenta sculture in ceramica raffiguranti ognuna un istante del moto del muscolo cardiaco per compiere un battito.

Trenta sono appunto anche i fotogrammi che ritraggono i cuori, montati in loop a creare il video della pulsazione proiettata su tre schermi e udibile a orecchio nudo.

Il due, a mio avviso, è l’elemento che qualifica e identifica  il lavoro di Jago.

La carne e la pietra. La carne è la pietra.

Il tempo binario del battito diventa poi ternario nella sintesi lasciata alla forza immaginativa del suo pubblico. Un valzer circolare, tra battere e levare, che trova il suo centro roteando su se stesso.

E, ve lo assicuro, qui non vale quel modo di dire che recita: cuore duro come una pietra.

In questo caso, come in altri nel percorso artistico di Jago, la pietra è assolutamente morbida, quasi fragile, viva.

Allo spettatore, infatti, viene fornita la fruizione del muscolo, movimento per movimento, dunque in particolare e, contemporaneamente,  in visione d’insieme ovvero il battito completo.

Ma perchè il cuore?

Il cuore è quel luogo dove giace, spesso indisturbata, la duplice possibilità di trattenere tutta la vitalità, simboleggiata dal sangue, in uno scrigno segreto e conservarne in tal maniera, integra e inespressa la sua magia, o di irradiarla, come sole a mezzogiorno, all’esterno del forziere per rischiarare tutto ciò che è a portata di luce.

Ancora, esso mostra quando serrarci all’interno di un monistico individualismo in cui domina sovrana l’autorità personale o quando schiuderci alla condivisione di idee in cui l’autorità si tramuta in vero potere.

Un esercizio fisico e spirituale al contempo.

“Il sangue che scorre domina l’attività dei nervi”.

Un corretto funzionamento dell’apparato cardiovascolare produce una sana attività nervosa.

Vasi comunicanti, porte a scomparsa, scambi di sostanze utili e smaltimento di elementi tossici.

La circolazione rigenera, vivifica e contribuisce a mantenere attivo e presente, nonché funzionante e funzionale, tutto l’organismo per il quale lavora.

Il movimento cardiaco è, non a caso, composto di due importanti momenti: sistole, la contrazione, e diastole, il rilasciamento.

Il cuore dunque, scandisce e rispetta i tempi; imposta come un timer la successione dei cicli; misura l’alternarsi delle fasi; tesse, in sostanza, il background ritmico della nostra  intera esistenza

Ecco che il due torna a far capolino e a manifestarsi attraverso la potenza creatrice del tre: spazio, movimento e tempo.

E un cuore sano, Jago lo dice, sa come battere il tempo.

Save the date:  “Apparato Circolatorio” riaprirà i battenti a Monza dal 12 settembre e tra breve sarà in Abruzzo con una perfomance e a Verona per la realizzazione di una nuova scultura ispirata alla Venere Capitolina.

Stay Tuned on https://www.facebook.com/jagosound/

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