MEDITAZIONI SUL NUMERO E LA SUA RAGFFIGURAZIONE

Dopo un’accorta riflessione, accompagnata come sovente accade, da una fulminea spinta immaginativa, concludiamo che la mente umana ha la capacità di contare in linea progressiva (1,2,3,4 etc) fino a un numero imprecisato e infinito, ma possiede anche una innata abilità di leggere per immagini a colpo sicuro, un numero, senza bisogno di contare per gradi, almeno fino al 5 (IL medesimo procedimento di costruzione il cervello lo attua nel caso di lettera mancante o distorta in una parola).

In questo ragionamento, trovano esplicazione le raffigurazioni geometriche che per ciò si dispiegano come archetipi.

Andiamo a fare qualche esempio.

Il punto. L’1. L’unità base. L’eterno. Il mai e il sempre.

La linea. Il 2.
Essa rappresenta lo spostamento del punto. Presuppone, dunque, l’intervento di almeno due dimensioni, lo spazio e il tempo.
Essa è anche la rappresentazione del movimento e dell’inevitabile scissione che ne consegue.
Il prima e il dopo.

Il triangolo. Il 3.
Siamo, per la prima volta ora di fronte a una base e a un’altezza.
Di conseguenza, questa figura simboleggia l’equilibrio tendente verso l’alto, la capacità di una forza di salire, la spinta ascensionale, il tentativo di trasformazione della forma, la conquista dello spazio.

Il quadrato. Il 4.
Esso è ben saldo sulla sua base, non potendo mai crollare, grazie all’identica lunghezza di ben quattro lati.
Simbolo della terra e dello stabile radicamento.

Il pentagono. Il 5.
È il quadrato che tenta la sua risalita.
Esso contiene un pentagramma che, a sua volta, racchiude un pentagono rovesciato.
E così, infinite, volte la simmetria degli opposti si ripete finché l’occhio umano è in grado di percepirla, in un duale susseguirsi, perfetto e armonico, di contrari.

Il cerchio. Lo 0.
A primo sguardo, l’occhio non è in grado di cogliere alcun punto visibile immediatamente, all’interno di questa forma.
Sembrerebbe, infatti, trattarsi di un punto cavo che, allargandosi dall’ iniziale struttura, ha ingrandito la sua dimensione e si è svuotato di sé, trasmutandosi in presumibile contenitore del tutto.
È per questa ragione che lo zero ha il contraddittorio potere di annullare o essere nullo.

La facoltà del cervello di comprendere all’istante i numeri descritti senza contarli nella mente e l’acquisizione immediata tramite la loro immagine permette a questi archetipi di imprimersi indelebilmente nellimmaginazione animica dell’uomo, modificando la ricezione del messaggio visivo.

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