DAL BIG BANG ALLA GRANDE OPERA: LA VIA ANTROPOSOFICA

Ancora torniamo ai nostri Platone e Aristotele, rappresentati da Raffaello Sanzio nell’opera “La scuola di Atene” nella Stanza della Segnatura,in Vaticano a Roma
Come già accennato, possiamo scavare più a fondo per trovare altri livelli tramite cui la figurazione si rivela all’attento osservatore.

Alla rete intricata e fitta degli eventi storici soggiacciono motivazioni sovrasensibili che tessono i fili del progetto Uomo.

Ricordate il nome della via dove si trovava il Centro Studi di Alessandria d’Egitto, in cui Lavorava la bella Ipazia?
Era chiamata Via del Sole.
L’uccisione di Ipazia, parallela al Fuoco dell’incendio della Biblioteca di Serapide, non è soltanto un fatto di fanatismo religioso! Essa ha un significato occulto ben preciso, dato che da quel momento in poi, si sono aperte le porte all’Occidente della Via Umida.

Fondamentale per il cammino interiore dell’uomo si rivela sperimentare entrambe le polarità, femminile e maschile, lunare e solare, yin e yang. Dannoso, invece, svilupparne, in via unilaterale solo una.

Dall’efferato assassinio della scienziata, infatti, assistiamo all’inversione dell’energia. Il suo sacrificio consente la discesa nelle profondità, l’inizio del vero cammino iniziatico.

Ipazia è l’unica, nell’affresco di Raffaello, a guardare dritta all’esterno della composizione e a creare quasi un rapporto interpersonale con lo spettatore.

Il processo di crescita interiore spirituale parte dall’esterno, si basa nella relazione continua con l’esterno.
Pensiamo a un bambino, dalla nascita ai 7 anni, il quale ancora non ha sviluppato una sua individualità, per cui cerca appigli nell’ambiente e indaga curioso tutto quanto lo circonda.
Come il bambino, il neofita.

Platone. Solve.

“Se vuoi conoscere te stesso, guarda in ogni angolo del mondo.
Se vuoi conoscere te stesso allora cercati nell’universo”.

La Via Secca è attiva, maschile. La via della costruzione e del rafforzamento dell’Io attraverso il confronto con gli archetipi personali, l’Animus e l’Anima, il Padre e la Madre, l’Insegnante, l’Amore, il Viaggio dell’Eroe e la sua Solitudine, il Destino.
Nella Via Secca, Yang, pratica, concreta, razionale, logica, di elaborazione, l’energia è estrovertita: è nel fare, nel portarla fuori, che incontro chi sono.
Nel Fare incontro l’Essere.

In seguito, però bisogna passare all’interno.
Seguendo il bambino mentre durante la sua crescita diventa un ragazzo, dai 7 ai 14 anni, vedremo che a un certo punto, comincia a rivolgersi a se stesso chiamandosi Io e a per sé tutto pretendere poiché verso di sé tutto proteso.

Aristotele. Coagula.

“Se vuoi conoscere il mondo osserva nel profondo di te stesso.
Se vuoi conoscere il mondo allora spingiti nel profondo di te stesso. ”

La via Umida, è passiva, femminile. Qui non vi è più uno sforzo dell’Io verso un qualche conseguimento, anzi è lo stesso Io che sembra perdere progressivamente d’importanza.
Nella Via Umida, Yin, emozionale, interiore, intuitiva, immediata, l’energia è introvertita: è nell’essere, nel portare la mia energia dentro, che incontro il potere e la mia forza.
È nell’Essere che trovo il senso del Fare.

Infine, in conclusione di un percorso sano, il ragazzo, a 21 anni raggiunge l’età adulta.
Le porte del Cielo si aprono all’Iniziato.

L’insegamento alchemico di Raffaello è taciuto eppure fortemente risonante nei colori delle vesti, nella postura e nei gesti dei due filosofi.
L’Opera conclusa è compiuta e affidata a tutti i discepoli nello Spazio e nel Tempo.

“Tutte le profondità come ricordo del Mondo ti sveleranno i Misteri del Cosmo.”
(Per il virgolettato, Rudolf Steiner)

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