PACIFISMO O PACE?

N.B. dedicato ai nuovi buoni

Una signora al bar mi dice: “Bisogna insegnare ai bambini la pace, il valore della pace, altrimenti il mondo andrà sempre peggio”.
“La pace o il pacifismo?” chiedo io “perché il pacifismo già lo insegnano e non serve a niente, mentre la pace le maestre non sanno nemmeno cos’è, quindi non possono insegnarla”.
“Non vedo la differenza, anche il pacifismo è un valore” insiste la signora.
“No – ribatto io – il pacifismo è un disturbo mentale. Non ho mai conosciuto un pacifista che fosse in pace!”

La discussione è terminata poco dopo con un bel brindisi ai tempi migliori, ma avrei potuto continuare così:
Il pacifismo è il rivestimento filosofico dell’arroganza di chi vuole imporre agli altri qualcosa che lui stesso non ha realizzato. È lo stesso discorso dell’accoglienza, che va tanto di moda oggi.
Vede signora… il pacifismo viene insegnato fin troppo, in maniera quasi ossessiva. Il punto è che ci sono guerre ovunque, la maggior parte delle quali non viene nemmeno menzionata nei tg. Gli stati sono sempre più armati e la polizia sempre meglio organizzata. Quindi CHI si vuole che diventi pacifista? Il cittadino medio. CHI viene disarmato (stanno resistendo solo alcuni stati americani) e reso incapace di difendere casa sua? Vengono forse disarmati i mafiosi, gli attentatori, gli eserciti, la polizia? No, il cittadino medio.
Il pacifismo è la dottrina che viene installata nello schiavo affinché resti orgoglioso di essere schiavo. Schiavo… ma con un saldo principio: non combatterò mai per liberarmi… perché sono uno schiavo pacifista! Qualcosa mi dice che Spartacus non sarebbe orgoglioso di noi.
Come afferma Victoria Ignis ne IL LIBRO DI DRACO DAATSON – IL REGNO DEL FUOCO: “Se io appartenessi a una famiglia di schiavi, non vorrei che a scuola i miei padroni insegnassero il pacifismo ai miei figli!”

Il pacifismo è per gli schiavi, mentre la pace è per i risvegliati. Volete l’autentica pace? Cercatela dentro di voi lavorando su voi stessi, perché la pace è uno stato interiore, non un comportamento esteriore arrendevole. Essere in pace non significa deporre le armi. L’uomo di pace è prima un guerriero e poi un re, il re del suo regno interiore. La donna di pace è prima una guerriera e poi una regina.
Pensateci bene: solo un guerriero può firmare un trattato di pace, non uno schiavo.
Voi – che insegnate il pacifismo ai vostri figli – non siete autentici esseri di pace, siete solo schiavi che hanno deposto le armi… e volete che i vostri figli facciano lo stesso.

Salvatore Brizzi

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6 risposte a "PACIFISMO O PACE?"

      1. tu mi insegni che il cristianesimo è nato come “instrumentum regni”, ergo…
        ma in ogni caso vale per ogni religione che ti promette giustizia e felicità “di la” se fai il bravo e ti sottometti ubbidiente “di qua”. Comprese quelle orientali

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      2. Se un Dio esiste, ogni cosa parla di Lui… quindi, per quel che mi riguarda, non esistono vie privilegiate. E soprattutto non esistono vie terrene che ti portino magicamente “in cielo”. Esiste la consapevolezza, ovvero l’attenzione mentale e sensoriale che ti porta all’intuizione, e che trasforma ogni via terrena in pista di decollo

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      3. Il tuo è un approccio moltk zen. Mi piace ma oggi non è più sufficiente. La venuta del Cristo, col suo sacrificio, è servita proprio a far capire all’uomo di che cosa può essere capace se solo osasse accorgersi di essere egli stesso l’impronta di Dio.

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