Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono

Purtroppo mi sento molto delusa. E tradita.

Non dico che speravo in chi ci governava prima: un antimeridionalista pentito e un guagliuncello inesperto di politichese, ma uno spiraglio di salvezza in quanto cittadina di uno stato al quale pago le tasse coi soldi del lavoro che toglie tempo alla mia famiglia, lo vedevo.
Molto molto sfocato ma lo vedevo.

Ora, mi sento proprio abbandonata.

Questo governo di confusi ed europeisti a me spaventa non poco, poiché per il bene della UE qualche nazione deve pagare lo scotto.

Un po’ come la favola dell’immunità di gregge per la salute pubblica: qualche piccolo stronzo può pure morire, basta che la maggioranza si salvi.

E magari, poi, fosse davvero così!

Perché quei piccoli stronzi muoiono subito per dare la possibilità ad altri stronzetti di morire lentamente, anche da adulti.

E come accade per i vaccini, che sono i più deboli a soccombere (situazione facilmente dimostrabile attraverso test prevaccinali che nessun.pediatra prescrive mai), così per l’Unione Europea:
saranno le fasce più povere delle nazioni più ininfluenti a pagarne le conseguenze.

E lei certo, lo aveva capito bene.

Auguri, quindi, alla nuova Minestra.
Che si sa, gallina vecia fa buon rock.

E che i mariti non si lamentino più della solita ministra.

Madó che brutti ‘sti femminismi linguistici.

Alziamoci in piedi, battiam battiam le mani, su il cappello! Sventoliamo i tocchi in onore di questi toccati e brandiam immediatamente la nostra ramazza che sennò al mcdonald’s ci licenziano. E se poi non mi posso comprare la carta igienica, davvero dovrò usare la mia laurea.

Peccato che ne abbia solo una.

E raschia il coolo.

SUL CASO MINISTRO BELLANOVA

N. B. Per gli analfabeti funzionali: non è mia intenzione disquisire su presunte o effettive competenze e capacità del ministro in oggetto.

I social fanno male. Davvero fanno male, non come semplice eufemismo.
Fanno male al cuore, allo stomaco e alla pancia!

Verifico quasi quotidianamente, dalla crisi di governo a oggi, la facilità con la quale si è capaci dietro a uno schermo di metamorfosarsi, di spostare l’identificazione da un personaggio all’altro di questa bizzarra commedia, con la stessa disinvoltura e necessità con cui il serpente cambia pelle.

Il lavoro nobilita l’uomo e questo non si discute

Dunque. Il post sulla terza media del nuovo ministro delle politiche agricole nasce, per quel che riguarda me, come parodia di quello spuntato, e divenuto velocissimamente virale, su Lamorgese, nuovo ministro dell’interno, che viene in modo istantaneo ad accostarsi alle referenze di quello stronzo che ha fatto cadere il governo e ci ha messo in questa situazione sommersa (me l’ha corretto la tastiera, la parola era un’altra): Lamorgese è finemente laureata in giurisprudenza, avvocato, lavora da quarant’anni in ambito politico, tutto molto interessante.

E va benissimo. Ci può stare.

(Mi viene in mente così, d’amblee, il governo Renzi, col quale una semplice diplomata al liceo classico ha diretto il Ministero della sanità e fatto un mare di danni con una sola legge: è tuttapposto).

Andiamo avanti.
Dicevamo, due pesi due misure.

E si, perché la Bellanova non è laureata, ma ha lavorato come bracciante nelle campagne e questo, si sa, le conferisce ad honorem l’assunzione a Santa Bellanova Bracciante Agricola in Roma.

Leggevo, “giù le mani da questa donna” come fosse un “giù le mani dai bambini”, che invece no.

Ma la cosa più bella, in assoluto, è stato leggere che taluni laureati, a dire il vero molti, a difesa della santità dello zappare la terra (che resta sempre un fatto sacro indiscutibilmente) hanno confermato che sì, con la laurea mica si impara il lavoro! Io da veterinario ho imparato molto di più dai praticoni delle stalle.

Ah, ma allora che cazzo ce sei amnato a fa’ all’università?

Prima ti lamenti che questi ti chiamano bamboccione poi ti ci comporti?

E il tuo orgoglio e la tua dignità dove ce l’hai, di grazia?

Perché poi, benedettocroce (è un intercalare, eh) uno che paga ogni anno una cospicua iscrizione all’università, compra dei libri costosisimi per sostenere gli esami che proprio quel testo di quest’anno, che il prof l’ha fatto rieditare e se ti vede in sede d’esame con le fotocopie ti boccia senza manco chiederti il nome, magari va pure a lavorare per non gravare completamente sulle spalle del solo padre, beh che fa?
Si cala le braghe così?
Tutto d’un colpo?

Io non capisco proprio.
O forse sì.
Quello deve andare in culo a Salvini e pur di andare in culo a Salvini vota pd: povero deficiente!

I social fanno male.

Dateme ‘na gaviscon, pe’ cortesia!

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