DURI I TEMPI DEI GRUPPI DI ESOTERISMO SU FB OVVERO NUOVE TECNICHE DI ADESCAMENTO

Accade.
Accade che l’aspirante discepolo della dottrina segreta, compiuti i primi passi, avendo lasciato la sicurezza e la stabilità della sua piccola casa ben arredata, il suo ego, avendo già percorso il primo piccolo tratto che conduce alla radura, si ritrovi invece sperduto in una zona sconosciuta del bosco: intensamente verde, al riparo dai raggi del sole, all’ombra dei rami degli inarrivabili alberi, errante alla ricerca della Via.

Mentre è tutto preso dalla indagine, incappa “per caso” in un losco figuro incappucciato, oscuro, dagli occhietti vividi, accesi e brillanti e dalla lingua sciolta.

Dopo i rituali convenevoli, la sagoma non tarda a dirgli “Conosco una via più breve, una scorciatoia per uscire da questa boscaglia e raggiungere il campo aperto. Ed è proprio lì, alla tua sinistra!”

Il discepolo sa bene, nella testa, che chi va piano va sano e va lontano e che la fretta, nel, campo spirituale, è una cattiva, pessima, pessima compagna.

Tuttavia, che vuoi farci?, un consiglio, nella confusione, si accoglie perché si aggrappa con le unghie alle cose lasciate all’inizio del viaggio.

L’incauto e inesperto adepto accetta la dritta e imbocca il sentiero a sinistra che, presto, gli appare illuminato da qualche raggio di sole che filtra dalle large foglie dei secolari alberi; subito si odono canti soavi di uccellini estinti e i fiori, i bellissimi fiori, riempiono, generosi, l’aria di effluvi incantevoli.

“Aveva ragione, proprio ragione, quella immagine parlante: è bellissimo qui e, guarda, sono già arrivato!”, pensa pensandosi furbo, fra sé e sé, l’apprendista mago.

Surprise surprise!, alla fine del percorso, non vi trova una vasta e ariosa spianata, bensì un edificio alto, a forma di gigantesco e lugubre parallelepipedo che svetta inarrivabile oltre il campo visivo.

Guardando con più precisione, il discepolo si accorge che quel fabbricato grigio non è altro che la sua vecchia casa, quella casetta abbandonata poco prima di partire, ormai cresciuta a dismisura, al di là dal suo stesso controllo e al di fuori del suo stesso volere.
Il suo ego si è ingrossato oltremodo, spropositatamente anelando tronfio a quote di gran lunga superiori alle sue altezze.

«Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente i giovanetti e le giovanette cortesi e di buona famiglia, fanno male, molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena.
Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n’è un tipo dall’apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue gli ingenui per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose!»

E pure oggi, v’ho raccontato ‘na storiella.

Bonne nuit.
Gute nacht.

Stat’v bbun, uagniun!


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