Contraddizione interna a un sistema e il rovescio della medaglia

Riflettevo sulla incapacità della maggior parte delle persone di autodisciplinarsi in questa situazione di emergenza.
In sostanza, il governo chiede ai cittadini di evitare gli assembramenti e i contatti con altre persone per limitare il contagio.
All’inizio non vengono vietate le corse all’aria aperta e le passeggiate nelle zone ampie, pur mantenendo le distanze di sicurezza.
Ovviamente questi inviti non sono stati accolti e la gente continua ad incontrarsi e a scambiare questi days out per vacanza, nonostante la crisi sanitaria ed economica in cui tutta l’Italia si sta consumando.

Pare evidente che, come molti sindaci dicono, andando a recuperare le persone che continuano a comportarsi normalmente, quello che vediamo in televisione non è un telefilm, è la realtà di ciò che sta veramente accadendo.

Mi sono interrogata sul perché alla gente riesce così difficile attenersi a dei semplicissimi consigli, inviti in una condizione che comunque esiste e che richiede un cambiamento -momentaneo- si spera, delle proprie abitudini.

La risposta che mi sono data è legata al tipo di cultura che ha partorito questa mentalità.

Mi spiego, per anni i media, quindi le televisioni e i social network e internet in generale, non hanno fatto altro che alimentare il mito dell’individuo spingendolo esageratamente verso un autoesaltazione, verso la cristallizzazione di un pensiero personale che si traduce in una mera opinione.
Tale opinione, in questo contesto, diventa verità assoluta per il singolo. Ne deriva che l’accettazione di una situazione di una verità oggettiva superiore alla verità individuale, per questo individuo forgiato in anni di persistente lavorio mediatico, è vissuta come una forma di violenza.
La cosa più interessante è che è proprio la cultura neoliberista, che spinge alla massima soggettivizzazione del pensiero personale, che adesso sta rigenerando nella medesima frangia di individui, frammentazioni identificate in atteggiamenti simil fascisti che tanto si vantava di combattere.

Ognuno è libero di dire e fare quel che vuole, sbandieravamo.

Eh, quanto ci è piaciuto, vero?

Ora la colpa è dei fuggitivi dal nord (che sicuramente non sono cervelli eccelsi!).

E ho pensato: strana quella cultura che genera i suoi mostri per poi ucciderli! Degenerata figlia di Kronos divora i suoi stessi figli.


11 risposte a "Contraddizione interna a un sistema e il rovescio della medaglia"

  1. Sono pienamente d’accordo. In tutto questo, alcune notizie economiche sono di grande conforto, per esempio la sospensione del famigerato Patto di stabilità. L’unico neo è che, enfatizzando l’emergenza pur così evidente, si sta cercando di far passare le ovvietà keynesiane come rimedi eccezionali. L’obiettivo dei cadaveri ambulanti è ancora, spaventosamente, quello di tornare al mondo di prima una volta che il disastro sia finito. Mi verrebbe da dire: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.

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      1. È un risveglio difficile: ci hanno riempiti di retorica sui confini nazionali brutti e cattivi, così ci siamo dimenticati che i commerci andavano avanti anche durante le peggiori guerre. Abbiamo barattato vent’anni di produzione industrale, andati al macero, con la pigra soddisfazione di andare a Parigi senza dover fare i documenti; poi la vita arriva lo stesso, e buona notte ai suonatori (se non sono già stati sommersi dall’acqua vicino alla porta del salone di prima classe).

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      2. Io spero di aver intuito qualcosa di utile; non è molto, ma continuo a ragionarci sopra. Vedo che qualcosa si sta muovendo e vorrei che ne traessimo qualche spunto per non ripetere sempre gli stessi errori. Poi si vedrà.

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