Scherzo in Re Maggiore

Al gruppo dei concetti di cui abbiamo disquisito ieri, oggi andremo ad aggiungere un altro elemento fondamentale, alquanto simpatico e significativo delle capacità organizzative del pensiero umano razionale.

Questo fenomeno prende il nome di pareidolia.

Noi sappiamo che il cervello ha lo scopo di dirigere ordinatamente l’esperienza del corpo attraverso lo spaziotempo. Esso, dunque, cerca sempre qualcosa che riconosce, degli appigli visivi già acquisiti, al fine di dare un senso complessivo a ciò che vede e garantire maggiore sicurezza all’azione.

Il nostro corpo è molto più intelligente di noi e il nostro cervello lavora per mantenerlo nella migliore condizione possibile per attraversare i fenomeni. Per questo motivo, sono attive le funzioni vegetative capaci di agire senza il nostro consenso e senza la nostra volontà. Per esempio, la digestione è un processo che avviene al di là della nostra consapevolezza. E guai il contrario, che significherebbe la presenza di una disfunzione. Non siamo noi, infatti, che diciamo al nostro corpo quando incominciare a digerire o quando smettere.

Ciò detto, partiamo dal presupposto che tutto il sistema del corpo fisico, compresi ovviamente l’apparato endocrino, l’apparato neurofisiologico e quello circolatorio, è molto più evoluto rispetto alla nostra mente (per mente intendo il luogo della coscienza). Proprio perché sono più evoluti, essi tenderanno a prendere il sopravvento, ponendoci nella condizione di sottostare ai suoi “desideri”.

A questo punto, possiamo dire che la pareidolia è una tecnica di sopravvivenza a tutti gli effetti, un retaggio arcaico dei nostri antenati più selvatici, quel fenomeno per il quale il cervello, che ha bisogno di contestualizzare un’esperienza nel quale il corpo si deve muovere, sceglie intelligentemente qualcosa di già conosciuto per dare un senso a un amorfismo inaccettabile. L’uomo ha bisogno di trovare un senso a ciò che non lo ha, è sempre affamato di una sua logica interiore. Comunque essa è sempre esteriormente auspicabile e il più delle volte riscontrabile, giacché ogni cosa creata ha un suo ordine, funzione e giustificazione.

Quello che appare senza forma crea appunto disorientamento, alienazione e caos, estranei al meccanismo di conservazione della macchina biologica.

Così, diventa possibile vedere in una macchia sul muro, un volto: il cervello organizza le luci e le ombre, in modo tale da ricavare il noto dall’ingnoto. Ancora, nella facciata principale di una cattedrale tripartita, la porta principale centrale, con il rosone superiore e le trifore e le bifore in alto, si trasforma in una bocca spalancata che sta per fagocitare coloro che si apprestano a varcare la soglia dell’edificio.

La pareidolia rientra nei frnomeni della teoria della percezione visiva(*) e si distingue dalla rappresentazione perché tecnicamente non è semplice rielaborazione ma vera e propria invenzione della mente (non tutti, infatti, ne sono affetti in egual misura) e va ad ampliare il già variegato insieme di sistemi di cui l’uomo dispone per la conoscenza  del mondo attraverso i sensi fisici.

Affresco di Giotto, nella basilica di S. Francesco ad Assisi, Morte di San Francesco, dettaglio

(*) “La psicologia dellaGestalt (dal tedesco Gestaltpsychologie, ‘psicologia della forma’ o ‘rappresentazione’) è una corrente psicologica incentrata sui temi della percezione e dell’esperienza

Le teorie della Gestalt si rivelarono altamente innovative, in quanto rintracciarono le basi del comportamento nel modo in cui viene percepita la realtà, anziché per quella che è realmente; quindi il primo pilastro della teoria della Gestalt fu costruito sullo studio dei processi percettivi e in una percezione immediata del mondo fenomenico.[6]

Il modello teorico della Gestalt riguardante il pensiero si oppose a quello comportamentista, secondo il quale gli animali risolvevano le problematiche con un criterio costituito da tentativi ed errori, proponendo invece un criterio di spiegazione formato dal pensiero, dalla comprensione e dall’intuizione.”

(Wikipedia)

Certo, se uno ha studiato la Gestalt dall’enciclopedia universale di Bur o, peggio ancora, non l’ha studiata affatto e ne ha tratto una teoria personale sulla base delle proprie percezioni mal rielaborate e lo stesso vuol discorrere di realtà e simboli, allora scambiamoci un segno di pace.


16 risposte a "Scherzo in Re Maggiore"

  1. Il controllo e la coscienza delle funzioni, sistema endocrino, e delle potenzialità, organi, è l’inizio ed il campo dell’evoluzione Occulta od esoterica. Il fatto che esistano disfunzioni per lo più psicosomatiche dimostra che è possibile e che il problema è da ribaltarsi. È il cervello che, assopito nella cerebralità corticale, vuole star sempre tranquillo e felice. In questa sua pigra beffarda posizione lancia messaggi falsi, opinabili o terroristici attraverso il corpo che genera percezioni false. Il controllo del corpo e della percezione diretta è oggetto di tutte le misteriosofie e tecniche utilizzate a questo scopo. Argomento centrato. Complimenti.

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