CUBO DI METATRON

Quando ero ancora una fanciullina, spesso incorrevo in occasioni in cui il “lui” che mi piaceva, che appariva ai miei occhi brillante, intelligente, geniale, insomma che risultava per me attraente e giusto complemento della mia giovane esistenza, nonostante i suoi sofisticati intendimenti sul senso profondo della vita, tra me (che mi percepivo come notoriamente pensante) e un’altra ragazza, scegliesse l’altra.

In quel momento (io, che ho dovuto imparare a combattere contro quel mostro onnivoro chiamato –vittimismo-) mi ponevo mille dubbi sulla mia persona e personalità: troppo noiosa? poco sagace? troppo complessa? poco stimolante? brutta fisicamente?

Molto lentamente e non con pochi colpi sulle reni, ho compreso che il motivo per cui l’altra veniva regolarmente preferita era semplicemente perché era più… disponibile.

Con me, ci si doveva impelagare in un lungo ed estenuante corteggiamento. Solo dopo una fatica sudatissima, si guadagnava, eventualmente, il meritato “premio”.

Io, che ero cresciuta coi romanzi cavallereschi e l’amore cortese, nell’oceano della mia intricata ingenuità di adolescente, mi domandavo: “ma come? La filosofia, l’essenza e la sostanza, la profondità dell’universo, le affinità elettive… dove sono finite?”

Fu così che compresi il primo Grande Mistero che regge e governa il Mondo (e lo dico senza troppa ironia): IL POTERE DELLA FIGA!

Che è qualcosa che addirittura non devi neppure esercitare. Esso, per sua stessa natura, avoca a sé colui che fa trascendere, per mezzo di quella ogivale magia,  ogni sofismo mentale o ragionamento arguto.
Di fronte al pelo, in pratica, anche l’uomo più culturalmente integerrimo si prostra “sudditante“.

Infine, ciò mi ha permesso di prendere nota, scavalcando i miei piccoli personalismi, delle infinite conrtraddizioni della natura umana.

La sensibilità è un posto privilegiato dal quale assistere al meraviglioso spettacolo della vita.


18 risposte a "CUBO DI METATRON"

    1. Attenzione però! Non vorrei che il mio scritto  appaia giudicante. La natura materiale avversa tutto ciò che è spirituale per sua stessa conformazione, non per una questione morale! Nel senso che tutto ciò che cade sotto l’egida dei sensi tende a conservare se stessa nella forma, nello spazio e nel tempo, perché il suo obiettivo è quello di portarsi sempre più avanti. Per cui, tutto ciò che è potentemente spirituale e che tende ad una sublimazione, a un alleggerimento, al subtilior, viene con tutte le forze osteggiato dalla materia. Benché il sottile sia l’origine stessa del grezzo, il grezzo non vuole tornare sottile, oppone resistenza. Ma questo senza accezione di giudizio, è proprio il meccanismo, la constatazione neutrale dell’opposizione sulla quale si fonda l’esistenza stessa.
      A parte i morti di figa e le morte di cazzo, è stato illuminante per me rendermi conto di questa di questo  nella mia crescita personale, al di là di ogni  giudizio.

      L’uomo che divaghi
      troppo in mentalismi astratti, se non è sorretto da una radicata volontà di evoluzione spirituale, sarà riportato “indietro” alla sua missione arimanica attraverso l’istinto.
      La sessualità è una delle chiavi pochissimi sanno dove sia.

      Per la donna andrebbe fatto in discorso a parte.

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      1. Istinto e ragione, sensi e spiritualità, due lati della stessa medaglia che lottano aspramente tra di loro e che ciascuno di noi è chiamato a tenere a bada. Eppure non possiamo fare a meno di nessuno dei due.

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