Nature

La bellezza è naturale perché è muta.

Invece, il brutto ha bisogno di una spiegazione poiché esso è sempre il sintomo di un errore.

La maleducazione estetica e l’assuefazione al brutto (che ha bisogno di essere continuamente intellettualizzato per conquistarsi uno stato d’identità altra e autonoma rispetto al suo coesistere in opposizione esaltativa al bello) servono a CEREBRALIZZARE l’esistenza, la conoscenza, le relazioni impedendo l’accesso al CUORE dove sta l’unica chiave di comunione.

Checché ne dicano i più ferventi antispecisti, molte sono le cose che ci distinguono dagli animali.

Oltre al pensiero e all’autocoscienza, c’è appunto il piacere che non considero propriamente un istinto, ma un attributo dell’istinto.

Noi leggiamo, viaggiamo, cantiamo, amiamo perché questo ci provoca piacere.

Il piacere è il sacrosanto motore del nostro agire nel mondo e, al contempo, la più grande deviazione quando mal indirizzato.

Il piacere è Lucifero, d’altronde!

E, in effetti, Venere è propriamente Lucifero, l’Eva redenta-Maria, lo Spirito Santo o Paracleto.

Eros non è specificamenre Venere, ma un suo piccolo e fedele attributo. E, infine amore e morte coincidono ai loro massimi livelli. Una forza vitale e tutta dionisiaca portata alle sue estreme ragioni ha come massima espressione la morte, una liberazione totale da qualunque vincolo restrittivo. Più che Thanatos, a Eros opporrei Pathos.

Venere di Urbino, Tiziano Vecellio, 1538, Galleria degli Uffizi, Firenze

15 risposte a "Nature"

  1. Post assai intrigante che meriterebbe l’estensione di un saggio… Eros/Pathos mi trova molto d’accordo…così come Venere/Lucifero… sulla specificità dell’umano anche sono d’accordo (e non è detto che questa specificità sia una qualità vincente) una specificità che ci fa danzare tra il sublime e l’abisso…ciao Ninetta bella ❤

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    1. Sì, questa specificità non ci rende né vincenti né perdenti rispetto a tutti gli altri esseri viventi coi quali (e nom dovremmo mai scordarlo) Formiamo un organismo unico e inscindibile. Essa semplicemente denota una diversa funzione, una opportunità data all’uomo (in qualità di Angelo caduto- leggi il tutto in maniera filosofica e non religiosa-) per riacquistare e realizzare la sua deità perduta.

      Che ne dici?

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      1. dico che mi piace questa definizione dell’angelo caduto in chiave filosofica…son proprio contento di aver ritrovato la tua bella testolina… 🙂
        P.S. richiedimi l’amicizia dove sai…mi farebbe piacere… (sulla teoria del tutto che ha già in Eraclito le sue origini mi trovi sulla stessa sponda di pensiero) ciao Ninè

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      2. Devo ammettere la mia ignoranza su Pasolini del quale non so praticamente nulla tranne “Il Vangelo secondo Matteo” che all’epoca della visione non mi entusiasmò e probabilmente ciò fu la causa della mia abdicazione pasoliniana.

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      3. Procurati, almeno la “divina mimesis”. Sono appunti per una riscrittura “urbana” della commedia dantesca, l’ultima opera licenziata con lui in vita, edizione Einaudi… Pier Paolo non si risolve solo nei film ma nella sua poesia e nei suoi romanzi…quest’operina incompiuta è un vero gioiellino, credimi.

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