Le plaisir

“La parola è una cosa profonda, in cui per l’uomo d’intelletto son nascoste inesauribili ricchezze.” (Gabriele D’Annunzio)

Se avete un vizio e cercate in tutti modi di motivarlo con argomentazioni di sorta, inconsciamente siete consapevoli che si tratta del riempimento compulsivo di una mancanza. Basterebbe dire semplicemente “mi piace” e la questione sarebbe sulla via della risoluzione.
Il piacere ha in sé un’estetica profonda che va onorata. Non ammorbata di morali giustificazioni che ne snaturino l’intima essenza.

MI PIACE” possiede l’eterno e fascinoso potere della
miseria umana e va celebrato così, nudo, spogliato da qualsiasi orpello sociale.

I moti di simpatia e antipatia (quindi di mi piace e non mi piace) si rivelano come una forma di schiavitù nelle relazioni col mondo e con gli altri, otacolando o rallentando, in un certo modo, la crescita e l’evoluzione.
Per questo, reputo essenziale liberare il piacere da qualsiasi vincolo morale, sociale. Da qualsiasi tipo di struttura o sovrastruttura che è stata costruita addosso. Per potere godere al massimo, per sfruttare la sua profonda estetica come disciplina in modo da comprendere quanto sia geloso come sentimento.


4 risposte a "Le plaisir"

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